“Smiling to the future”. Per celebrare i suoi primi 125 anni, Fiat ha scelto uno slogan in inglese. Avrebbe potuto sorridere al futuro anche in italiano, visto quanto ci racconta di tenere al made in Italy. Ma Fiat è ai primi posti nelle classifiche in Brasile, Turchia e Algeria, la 500 è venduta in 48 paesi, insomma è un brand che guarda anche al di fuori dei confini nazionali e non solo per andarvi a produrre le sue auto. “L’impresa che ha fondato l’industria italiana deve assumersi la responsabilità sociale del rilancio dell’auto in Italia nel rispetto del lavoro, del sacrificio di intere generazioni, nel rispetto di quello che la Fiat ha dato all’Italia, uno straordinario sostegno allo sviluppo sociale, non solo produttivo del Paese. E di quello che l’Italia ha dato alla Fiat. Lavoriamo insieme perché si riannodi questa storia di successo e l’auto torni ad essere orgoglio dell’Italia, il sogno dell’Italia”, ha detto il ministro Urso, l’uomo che ha fatto cambiare nome all’Alfa Romeo Milano e costretto Fiat a togliere le bandierine italiane dalla Topolino fabbricata in Marocco. Per Fiat sono italiane anche le auto fabbricate in Serbia, Marocco o Polonia perché sono auto studiate, progettate e collaudate in Italia. Sono stati chiarissimi nel ribadirlo sia Carlos Tavares che John Elkann. “Fiat porta l’italianità nel cuore dei nostri clienti in tutto il mondo, il suo obiettivo è offrire una mobilità pulita, sicura ed accessibile ai cittadini di tutto il mondo”, ha ribadito Tavares, il ceo di Stellantis sottolineando come alla celebrazione dei 125 anni di Opel, qualche settimana prima c’era il cancelliere in persona. Un vero punto d’incontro tra il Governo e la Fiat oggi non c’è, inutile girarci attorno. “Per 125 anni non abbiamo mai smesso di lavorare, di cercare soluzioni, di credere nel nostro futuro e di difendere con tenacia quello che abbiamo costruito”, ha ribadito il presidente Elkann, aggiungendo di aver avuto paura di non farcela in questi ultimi 25 anni.
Oggi, sotto l’ombrello di Stellantis, Fiat cerca di sorridere al futuro. Se è ancora qui deve tanto, se non tutto alla 500 e forse un ringraziamento a chi più di tutti l’aveva voluta, ossia a Lapo, poteva essere fatto. In fin dei conti era seduto in seconda fila. Il futuro Fiat prevede entro pochi mesi una 500e in versione speciale studiata con Giorgio Armani, una versione Abarth della 600 e soprattutto la nuova Grande Panda. “I nostri clienti vogliono city car iconiche e accessibili, compatte frugali e inclusive, mobilità per le famiglie, veicoli commerciali e, infine, Abarth per il divertimento quotidiano, che è esattamente ciò che Fiat offre – ha detto Olivier Francois, il ceo di Fiat – abbiamo annunciato il ritorno di Fiat nel mercato mainstream globale sulla base di 3 pilastri: design e sviluppo italiani, piattaforme globali e rilevanza locale: la Grande Panda è la prima vettura della nostra nuova famiglia globale. Pertanto, nel prossimo decennio, avremo l’offerta giusta per ogni cliente. Perché per noi il Cliente è al centro di tutto”.













