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Le microcar non sono più riservate solo agli adolescenti

by Ottavio Daviddi
01/12/2024
in Ma dai
Le microcar non sono più riservate solo agli adolescenti
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Il mercato, soprattutto elettrico, è aumentato. Arrivano i grandi costruttori, ma i francesi di Aixam continuano a crescere

Voiturette, mon amour. Il celebre film francese del ’59 non c’entra nulla, è che Oltralpe rivendicano una sorta di paternità su questo tipo di mezzo di trasporto e lo utilizzano parecchio. Da noi si possono chiamare mini-car o mini-auto, con l’accortezza di sapere che non stiamo parlando di automobili, benché abbiano quattro ruote, un motore e un volante. Stiamo parlando di quadricicli leggeri, che devono sottostare a leggi e regolamenti che li classificano in maniera differente rispetto a un’automobile. In pratica, siamo nel settore dei motocicli, dunque disponibili a chi non ha la patente, se non quella AM (perché come i ciclomotori non superano i 45 km/h di velocità massima). Parliamo di mezzi che strizzano l’occhio agli adolescenti (a partire dai 14 anni) e che tuttavia rientrano a buon diritto nella cosiddetta mobilità di prossimità.

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Non sono tanti gli attori del settore e sono principalmente francesi (anche se non manca un’azienda italiana). Aixam è il primo tra i marchi storici, seguito da Ligier, Chatenet e pochi altri. E se qualcuno tra gli appassionati di corse d’antan si chiedesse se questa Ligier sia la stessa che un tempo correva in Formula 1, la risposta sarebbe affermativa: è la stessa. In ogni caso, Aixam è il marchio apripista in Europa, soprattutto in Francia e in Italia (secondo paese per diffusione). Nel settore è sbarcata una multinazionale come Stellantis, con la Citroen Ami, che ora ha una gemella italiana nella Fiat Topolino. L’arrivo di un’azienda di queste dimensioni non ha però messo in difficoltà la concorrenza, ma al contrario ha avuto il merito di accrescere la visibilità del settore, aumentando i volumi e spingendo una crescita di cui tutti hanno potuto beneficiare. Aixam ha un’ambizione un po’ diversa rispetto ai concorrenti. Complice il fatto che molte Case automobilistiche stanno abbandonando il segmento A, l’idea è quella di creare una sorta di sotto segmento, guardando a un pubblico più ampio e non solo agli adolescenti. Aixam ha sia versioni endotermiche (alimentate a gasolio, Euro 5) sia a batteria. La gamma è molto diversificata, con modelli studiati per ogni esigenza. Dalla GT alla e-Scouty che nel look ammicca al mondo dei Suv. Ma ci sono anche veicoli commerciali leggeri (un piccolo pickup e un furgone compatto). In tutto ci sono 9 modelli: 6 in versione sia Diesel sia elettrica, uno in versione solo elettrica, 2 in versione solo Diesel. Insomma, un’offerta a tutto campo.

Ma quali sono i numeri di questo mercato in Italia? La sola Aixam ha venduto nel 2023 circa 4 mila mini-car, assicurandosi così il 30 per cento del venduto. L’aumento del fatturato sull’anno precedente è stato dell’11 per cento. Tom Faget è direttore commerciale e vendite per Francia e Sud Europa, nonché general manager per Italia (la sede è in Piemonte, a Cherasco), Spagna e Portogallo. Spiega: “Le vendite delle mini-car elettriche sono cresciute del 114% per cento dal 2020 a oggi ed entro l’anno vogliamo arrivare a un mix di in cui le versioni a batteria rappresentino il 30 per cento”. La commercializzazione è affidata alla rete di concessionarie e non al web: in Italia ci sono 137 punti vendita.

L’elettrico rappresenta forse la motorizzazione più idonea per questo tipo di mini-auto (autonomia di circa 100 km, ricarica da una normale presa domestica in circa 3 ore e mezza, un’oretta per avere 30 km) ma la motorizzazione endotermica ha il suo perché: il motore prodotto dalla giapponese Kubota permette di restare all’interno del rapporto tra peso e potenza previsto da questo tipo di omologazione e rende quasi impossibile elaborazioni che inficerebbero la sicurezza, alla quale Aixam tiene in modo particolare.

Visto l’andamento positivo del momento, la Casa ha inaugurato un nuovo stabilimento ad Andacette, il terzo dopo quello storico di Aix Les Bains e di Chanas; è stato realizzato in tempi record (18 mesi) e ha richiesto un investimento di 30 milioni di euro; permetterà di produrre 30 mila veicoli l’anno.

La ricetta di Aixam prevede che queste mini-car, costruite con sistemi di avanguardia, telaio in alluminio, supporto motore in acciaio e carrozzeria in materiale plastico, assomiglino a delle vere auto in termini di insonorizzazione e comfort generale a bordo. Per fare un esempio: il modello Minauto Access 100% elettrica monta di serie fari a led anteriori e posteriori, retronebbia, tergicristalli automatici, specchietti regolabili dall’interno, vetri elettrici; in opzione si possono avere cerchi in lega da 14”, schermo centrale da 6,2” con Bluetooth, riscaldamento. Non si trovi strano il riscaldamento: molte mini-car non ce l’hanno affatto, per non parlare del condizionatore (che sulle Aixam è disponibile per alcuni modelli). La più venduta in Italia è la City Sport. I prezzi partono da circa 11 mila euro (e sulle elettriche ci sono gli ecoincentivi), ma c’è un’interessante promozione che prevede un anticipo (circa 2.500 euro) con un canone mensile da soli 46 euro al mese, con rata finale.

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