Nella galassia Stellantis, che si presenta a Parigi con 60 vetture e nove concept esposte in uno stand di 5.340 metri quadrati, Alfa Romeo conserva un compito preciso: essere il Premium Sporty Brand del gruppo, interprete della sportività italiana nell’era della transizione energetica. È soprattutto Cuorerosso, presentata in anteprima mondiale, a spiegare che cosa significhi. Non è l’anticipazione di un nuovo modello e neppure un esercizio di stile fine a se stesso. È un manifesto destinato a fissare grammatica e vocabolario delle Alfa Romeo che verranno. Tre le parole chiave: Italia, Sportività e Rosso, senza dimenticare la “Bellezza Necessaria”, per descrivere un design che vuole eliminare il superfluo facendo coincidere estetica, funzione e tecnologia.
Risultato? Una coupé 2+2 lunga 4,70 metri, larga 1,98 e alta appena 1,331, con passo di 2,93 metri con un Cx di 0,28. Il Centro Stile Alfa Romeo l’ha inizialmente concepita quasi come un blocco da scolpire, concentrandosi sui volumi prima ancora che sui dettagli. Da qui superfici continue, proporzioni da GT e presenza da supercar. La tradizione riemerge senza nostalgia: la linea a Cuneo, la Coda Tronca, il Trilobo e lo Scudetto vengono reinterpretati anche nella forma del lunotto posteriore.
La vernice Liquid Ink Red, realizzata sovrapponendo uno strato trasparente colorato a una finissima base d’alluminio, cambia intensità secondo la luce. Dentro, nabuk Poltrona Frau lavorato a mano, pelle rigenerata, materiali compositi e persino fibre di carbonio riciclate incontrano un tessuto monofilamento ispirato all’abbigliamento tecnico di Luna Rossa.
Ma la parte più interessante di Cuorerosso è forse quella meno spettacolare: l’idea che la tecnologia debba tornare a essere subordinata alla guida. La configurazione del “Cannocchiale Vivente” si modifica fisicamente riducendo le informazioni quando aumenta il coinvolgimento del guidatore. Il “Con-tatto Volante” insiste sulla relazione fisica uomo-macchina, mentre il Magma Display offre le funzioni. Cruise, Sport e Quadrifoglio per tre differenti esperienze di guida. La prospettiva è multi-energy: elettrico, plug-in hybrid, mild hybrid e full hybrid, con anche un V6 2.9 Full Hybrid Q4. Piattaforme e tecnologie possono essere condivise, ma al Biscione spetta trasformarle in qualcosa di riconoscibile e desiderabile.
Parigi racconta però anche il presente. Junior, Tonale, Giulia e Stelvio compaiono nell’Edizione Luna Rossa, mentre il Duetto ricorda quanto pesi la storia quando si progetta il futuro. E poi c’è la 33 Stradale (33 esemplari andati a ruba) qui vestita con una raffinata decorazione damascata costruita attorno al Quadrifoglio.
L’esperienza maturata nel rapporto diretto tra progettisti e clienti nella realizzazione di automobili personalizzate, prosegue ora sotto il più ampio cappello di Bottega Fuoriserie, coinvolgendo anche Maserati. È la strada delle serie limitatissime, destinata a produrre anche un progetto Few-Off Maserati. Cuorerosso guarda dunque alla futura produzione; la 33 indica invece come Stellantis sappia valorizzare artigianalità e personalizzazione. Due strade diverse, un obiettivo comune: evitare che la condivisione industriale cancelli proprio ciò che rende un’Alfa Romeo un’Alfa Romeo.











