Al Salone Nautico saranno esposte più di mille imbarcazioni con 215 novità. Tanti mega yacht, ma ci sarà molto spazio per barche sotto i 20 mila euro
I numeri del 2025 restano imponenti: 8,6 miliardi di euro di fatturato, oltre 13 miliardi di valore aggiunto, quasi 170.000 occupati e circa il 90% della produzione destinato all’estero. Senza dimenticare i moltiplicatori economici del comparto: ogni euro di valore aggiunto prodotto dall’industria nautica ne attiverebbe 5,2 nell’indotto diretto e indiretto, mentre a ogni occupato della filiera corrisponderebbero 7,1 posti di lavoro complessivamente generati.
Con questi dati, il Salone di Genova – giunto all’edizione numero 66 e che si svolge dal primo al 6 ottobre – dovrebbe essere lo specchio dell’ottimismo. Invece, non è così.
Spiega Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica: “Le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica stanno producendo effetti differenti a seconda dei segmenti: la fascia alta continua a crescere a doppia cifra, la nautica media sostanzialmente tiene, seppure con ritmi inferiori, mentre la piccola nautica registra una flessione significativa, maggiormente esposta alla cautela dei consumatori e all’aumento dei costi”.
In ogni caso, le aziende continuano a investire sulla manifestazione dove saranno esposte oltre 1.000 barche con 215 novità, ci saranno aziende di 45 Paesi e cinque continenti, il layout espositivo in acqua è cresciuto del 4%.
L’ edizione 2025 ha superato i 120 mila visitatori al netto degli operatori accreditati: gli organizzatori sperano di fare meglio, anche in virtù dello spostamento dall’ abituale periodo di settembre. Una modifica di pochi giorni che ha contribuito a creare le condizioni per riportare a Genova imbarcazioni di dimensioni maggiori.
Nella banchina H sarà allestita un’area dedicata a cinque yacht compresi tra 35 e 50 metri di lunghezza. Lo spazio ospiterà anche aziende italiane dell’arredo e del design, dando avvio a quella contaminazione tra nautica e altre valide filiere del Made in Italy che Confindustria Nautica e ICE intendono progressivamente trasformare in uno degli elementi distintivi del Salone.
La scena principale sarà ovviamente per le signore del mare lunghe più di 30 metri. Ma si potrà anche toccare (realmente) i battelli pneumatici che non superano i dieci metri: tra l’altro, l’Italia è leader mondiale proprio nei due settori all’estremo della produzione: superyacht e gommoni, a conferma della storica qualità dei nostri cantieri. Una delle peculiarità della rassegna è che da qualche anno si articola come un ricco ‘contenitore’ di cinque Saloni, assolutamente complementari ma nello stesso tempo, caratterizzati da una propria identità. Così, c’è l’ampio Tech Trade dedicato alla componentistica e agli accessori (con la parte elettronica sempre più importante), il Boating Discovery che esprime il meglio del mondo fuoribordo, il grande spazio Yacht e Superyacht che è il più frequentato della rassegna, il Living the Sea che racconta il mare in tutte le sfumature con attenzione in particolare al turismo – e il Sailing World dove la vela, in un momento positivo è protagonista sia con vari eventi sia con tante novità in acqua.
La novità più articolata riguarda però il Palasport che diventerà la Blue Arena, uno spazio a ingresso libero concepito soprattutto per avvicinare alla nautica nuovi appassionati e i giovani. Sarà organizzato in cinque aree tematiche: la più significativa è start boating, con barche e gommoni equipaggiati con motori solo fino a 40 Cv e con un prezzo massimo di 20.000 euro.
Sembra davvero il momento giusto per proporre qualcosa di simile.











