Più lunga, più spaziosa e costruita in Europa: la nuova elettrica cambia piattaforma, motore e batteria, ma conserva la filosofia essenziale del marchio
Tema:come costruire una citycar elettrica che abbia un design gradevole, misure più generose rispetto alla precedente edizione e un’immagine da adulta pur restando fedele a se stessa? Non facile, come traccia d’esame.
Dacia vi si è applicata con dedizione e ha prodotto la nuova Spring, una Bev compatta che in comune con la precedente ha solo il nome. Non più un modello realizzato per mercati emergenti, ma una proposta calata nella realtà europea. Anche perché è realizzata nell’Unione, in Slovenia, nello stabilimento di Novo Mesto, sulla base della piattaforma RGEV Small del Gruppo Renault (già utilizzata per la Twingo).
Tutto è nuovo: oltre alla piattaforma, anche le dimensioni e il powertrain.
Partiamo dalle misure: la Spring ora è 3,85 metri in lunghezza e 1,74 in larghezza, a tutto vantaggio degli spazi interni; crescono i centimetri per spalle, gomiti e ginocchia; bene il bagagliaio (337 litri) e il vano anteriore, il frunk, da 18 litri utile per riporre i cavi di ricarica. I posti restano quattro e ci sono vani extra per un totale di 20 litri. Non manca il sistema di fissaggio YouClip (ormai diffuso sulle Dacia) per agganciare vari accessori, smartphone in primis.
Quello che non si perde è il senso generale dell’identità Spring: razionalità, praticità, qualche innovazione e un prezzo competitivo. Si va da un frontale più importante alle ampie protezioni dei paraurti realizzate (in perfetto Dacia Style) con un materiale plastico che assorbe i piccoli urti cittadini. In più ci sono motivi grafici (sul portellone, ad esempio) che semplificano e danno un’impronta più originale all’aspetto complessivo.
Tra le soluzioni innovative, invece, c’è la firma luminosa: le luci sfruttano un gioco di rimandi tra una superficie riflettente e i Led, così da ottenere un effetto inedito, amplificando la potenza della luce e probabilmente consentendo economie di scala utili a definire prezzi vantaggiosi.
Gli interni sono in linea con il linguaggio stilistico di Dacia: plancia a sviluppo orizzontale, un display digitale dietro al volante da 7” e uno schermo centrale da 10”. Tra le concessioni alla semplicità ci sono i finestrini posteriori con apertura a compasso.
Tutto inedito, s’è detto. Dunque anche il powertrain e la batteria, realizzata utilizzando una chimica avanzata che sottopone le celle a minore stress durante la ricarica. Il motore da 60 kW (82 CV) è montato sull’avantreno, la batteria LFP (composta da 90 celle) ha una capacità di 27,5 kWh. Rispetto alla Spring di prima, dunque, salgono sia la potenza sia la quantità di energia, ma al tempo stesso s’è cercata l’ottimizzazione dell’intero pacchetto e del relativo ingombro.
Le prestazioni dichiarate segnalano lo 0-100 in 12 secondi e una velocità massima di 130 orari; sono d’aiuto il peso contenuto (1.216 kg) che serve anche a tenere bassi i consumi (12,7 kWh/100 km).
Per quanto attiene la ricarica, la dotazione di serie prevede un caricabatterie in corrente alternata da 6,6 kW. Con una presa domestica il passaggio dal 15 all’80 per cento richiede 9 ore; con una presa potenziata il tempo scende a 5 ore e 40 minuti e con una wallbox da 7 kW a 2 ore e 55 minuti. L’offerta di ricarica rapida prevede la potenza in CC a 11 kW e aggiunge un attacco da 50 kW per ridurre a un’ora e 55’ il tempo necessario per il consueto 80% su wallbox trifase da 11 kW o stazione da 22 kW. L’offerta prevede poi la possibilità di ricaricare in corrente alternata a 11 kW, riducendo a un’ora e 55 minuti il tempo necessario per passare dal 15 all’80 per cento con una wallbox trifase da 11 kW o una stazione da 22 kW. Infine, l’attacco per la ricarica rapida in corrente continua da 50 kW permette di ottenere lo stesso risultato in soli 28 minuti.
Didascalica anche la composizione della gamma che prevede due soli allestimenti. La Spring entry level (Expression) ha già una buona dotazione tecnologica: sensori di parcheggio posteriori, freno di stazionamento elettrico, fari automatici, sistema Media Control e sedile guida regolabile oltre al clima manuale. La più ricca (Journey) aggiunge cerchi da 16” anziché da 15”, accesso senza chiave, retrocamera, l’infotainment Media Nav Live con navigatore e servizi di connessione.
Piacevole, infine, anche il capitolo prezzi. La Expression costa 17.900 euro, mentre ce ne vogliono 19.500 per la Journey.









