Una Dallara regalata per i sessant’anni conquista il Best in Show. Fra supercar su misura, firme di piloti e ricordi delle corse, il collezionismo racconta chi sta al volante. Dai giardini sull’Arno alle curve del Mugello.
La Dallara Stradale era arrivata come regalo per un sessantesimo compleanno. Da Villa La Massa è ripartita con il Best in Show. La vincitrice racconta così due età del desiderio: quella del proprietario festeggiato e quella di Giampaolo Dallara, che guidò il primo esemplare della sua creatura a ottant’anni. A quanto pare, per certe automobili si può essere abbastanza grandi da comprarle senza diventare troppo grandi per sognarle.
L’appuntamento, che dal 16 al 18 ottobre ha riunito alle porte di Firenze supercar dagli anni Novanta a oggi, ha svelato storie oltre alle potenze. Villa La Massa e Canossa hanno messo insieme un piccolo atlante del collezionismo contemporaneo. Ci sono le auto desiderate da ragazzi, quelle costruite su misura, quelle che custodiscono una memoria sportiva. E quelle con cui il proprietario prova a raccontare qualcosa di sé, prima di accendere il motore.
La giuria ha riconosciuto il carattere innovativo della Dallara. Leggerezza, aerodinamica e un rapporto diretto con la strada: 855 chilogrammi dichiarati, 400 cavalli, una carrozzeria che da barchetta può trasformarsi in roadster, targa o coupé. L’ingegnere parlava del «gusto del viaggio per il viaggio». La frase restituisce bene la misura di un progetto nato a Varano de’ Melegari: molta scienza per ritrovare un piacere elementare. Il regalo dei sessant’anni aggiunge alla tecnica una ragione affettiva.
Intorno, le Ferrari F40 LM, F80, F12tdf e LaFerrari mettono vicine stagioni diverse del mito di Maranello. La McLaren P1 e la Lamborghini Murciélago allargano la geografia del desiderio portandolo dalla Motor Valley fin oltre il Canale Della Manica. È un passato prossimo, quello esposto in questo concorso: automobili abbastanza recenti da appartenere ai ricordi personali di molti visitatori, già abbastanza speciali da essere trattate come patrimonio.
Maserati ha portato una conversazione fra generazioni. Accanto alla MC12, protagonista del ritorno del Tridente nelle competizioni GT nel 2004, una GT2 Stradale Fuoriserie ne rilegge la memoria. La carrozzeria Blu Victory, il Tridente bianco sul tetto e il numero 33 rosso trasformano la storia delle corse in una scelta personale. Il cliente ha voluto anche la firma di Andrea Bertolini sul vano motore: il pilota che quella storia ha contribuito a scriverla. Una dedica sotto il cofano, dove di solito si cercano soltanto i cavalli.
È qui che la personalizzazione diventa interessante. Il colore serve a riconoscere l’automobile come propria; un autografo la lega a un protagonista ammirato. La MC12 porta con sé vittorie e titoli, la GT2 Stradale li richiama senza essere una replica. Il proprietario compra un oggetto contemporaneo e gli assegna una genealogia. Il passato entra in garage insieme alla macchina nuova.
Un’altra forma di distinzione è arrivare per primi. La BMW Skytop di Andrea Levy, della collezione 777, è il primo esemplare della serie di cinquanta: un primato che precede qualsiasi confronto sulle prestazioni. Altrove conta il nome scelto. La Totem GT Super numero 30 si chiama Desideria, è stata commissionata da un collezionista belga e indossa un verde sviluppato appositamente, con finiture oro satinato. Il catalogo lascia spazio alla biografia, la carrozzeria diventa la sua firma.
Le classi Evoluzione, Innovazione, Restomod e Racing Heritage provano a dare un ordine a queste inclinazioni. Si può conservare un’idea, spingerla avanti oppure ricostruirla con mezzi nuovi. Su una sponda dell’Arno, nei giardini di una villa toscana, fra ospitalità e conversazioni, il concorso offre soprattutto un’occasione di confronto: chi possiede una rarità incontra qualcuno capace di capirne il dettaglio.
Il programma domenicale portava poi verso il Mugello, attraverso le colline, fino alla parata in circuito dietro la safety car. Dopo il prato, la strada: il passaggio necessario per restituire alle automobili una vita fuori dalla vetrina. Anche a quella Dallara regalata per un compleanno. Una coppa può trovare posto su una mensola; il motivo per cui si è desiderata la macchina, invece, aspetta fuori dal cancello.










