Una ricerca Ipsos racconta che in strada siamo più disciplinati del resto d’Europa. Ma parcheggiamo in seconda fila
Siamo i primi a essere critici verso i comportamenti degli italiani al volante e in effetti, c’è molto da rivedere. Eppure per il rispetto delle regole stradali, siamo più disciplinati di quanto si possa immaginare: lo rivela la quarta edizione della ‘ Ricerca sulla condivisione della strada’, stilata da Ipsos per Vinci Autoroutes, la fondazione francese – legata al gestore di metà delle autostrade transalpine e di 13 aeroporti – che analizza i comportamenti alla guida nell’Unione Europea. Il sondaggio, che ha coinvolto un campione di 12.413 persone tra Francia, Germania, Belgio, Spagna, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Slovacchia e Svezia, evidenzia anche la crescita di forme di mobilità alternativa alle quattro ruote, con il 60% dei conducenti europei (il 57% in Italia) che utilizzano almeno un mezzo di mobilità diverso dallo spostari a piedi.
Tornando alla normativa, gli italiani, come la gran parte di chi vive nel Vecchio Continente, preferiscono l’automobile per spostarsi e continuano a detenere il primato del parcheggio in doppia fila, ma sono più disciplinati rispetto alla media europea riguardo ad altre infrazioni del Codice della strada, come il passaggio con il semaforo rosso e l’uso del telefonino alla guida. Se infatti in Italia rimane alta l’abitudine di parcheggiare l’auto in doppia fila (il 32% contro una media del 29%), solo il 46% tra motociclisti e ciclisti parcheggia sui marciapiedi, contro il 66% rilevato negli altri Paesi. Sorprendente è il comportamento degli italiani davanti a un semaforo: solo il 51% degli automobilisti passa con il rosso o il giallo, contro una media continentale del 64%. E ancora più disciplinati sono i pedoni, con solo il 39% che attraversa sulle strisce anche se il semaforo è rosso, contro una media del 56%. Meno rispettosi sono invece i ciclisti, con il 41% che passano con il rosso (anche in assenza di segnale indicante l’obbligo di dare la precedenza), contro il 37% riscontrato negli altri Paesi..
Altra sorpresa: l’uso dei telefonini alla guida, abitudine purtroppo molto frequente in tutta Europa. In Italia però la percentuale di utilizzo dello smartphone si ferma al 74% degli automobilisti, contro una media europea del 77%, e al 42% dei motociclisti, contro il 49%. E anche qui i più indisciplinati si dimostrano i ciclisti: 42% contro il 35% della media continentale. I guidatori italiani sono più rispettosi delle regole, rispetto agli altri, anche in tema di percorrenza delle corsie preferenziali dell’autobus (17% contro il 19%) e nell’utilizzo dei posti per disabili (11% contro il 12%).
Per l’occupazione dei posti dedicati alle auto elettriche, invece, sono in linea con tutti, al 13%. E che dire delle piste ciclabili? Anche se il 39% dei motociclisti ammette di servirsene per circolare e l’11% degli automobilisti di usarle per fermarsi o parcheggiare, gli italiani sono comunque più virtuosi dei loro colleghi europei, che registrano rispettivamente una media del 50 e del 15%. Dal sondaggio condotto dall’Ipsos emerge anche un dato inquietante: la crescente paura in strada per i comportamenti altrui. In Italia, la sensazione di rischio è avvertita dal 96% degli utenti della strada ed è più alta rispetto alla media europea (92%). I più timorosi sono gli automobilisti (95% contro il 91%), seguiti dai ciclisti (92% contro l’89%) e dai motociclisti (82%, contro l’87%). La paura riguarda soprattutto l’aggressività degli altri conducenti, come dichiara l’88% degli automobilisti italiani (contro l’83% della media negli altri Paesi), l’85% dei ciclisti (80%) e l’84% dei motociclisti (81%). Anche tra i pedoni c’è un notevole timore. Il 91% teme che gli automobilisti non si fermino per lasciarli passare sulle strisce (contro l’89% della media europea) e il 72% (contro il 63%) dichiara di essere stato sfiorato, sul marciapiede, da una bicicletta, uno scooter o un monopattino. Questo non sorprende, a dire il vero.









