Chiuderà il 2024 sfiorando il 10 per cento con 150 mila vetture vendute, più di 10 anni fa Su 40 milioni di veicoli circolanti, tre sono spinti da questa alimentazione
Tutti presi a parlare della ‘transizione’ e dei problemi dell’elettrico. Forse per questo non ci si è accorti del buon stato di salute delle auto a GPL: nel 2024, il segmento dovrebbe chiudersi sfiorando il 10% di quota sul mercato totale, in aumento sul 2023, e non solo in percentuale ma pure nelle immatricolazioni: circa 150 mila, secondo i numeri Unrae.
In una situazione molto complicata, sorprende che le vetture a GPL stiano raggiungendo numeri sempre più grandi, se si confrontano con quelli di 10 anni fa quando se ne vendevano poco più di 90mila. E’ un trend tipicamente italiano: secondo l’Aci su 40 milioni di veicoli circolanti ben 3 milioni sono spinti da questa alimentazione. Almeno su questo fronte, insomma, stiamo trainando l’Unione Europea: su 233 mila veicoli ‘con la bombola’ venduti da gennaio a settembre nei quattro grandi mercati, quasi il 50% è indirizzato nel nostro Paese, mentre il 19,3% va in Francia, il 4,5% in Germania e il 10,1% in Spagna (secondo Dataforce). Se i numeri potrebbero sorprendere, la spiegazione è semplice. Il GPL al distributore costa un euro al litro in meno rispetto a benzina e gasolio con conseguenze immediate sul portafoglio: bastano 30 euro per riempire il serbatoio, meno della metà dei carburanti tradizionali. Ma non è finita.
Rispetto ai vecchi motori a gas, che non attiravano gli appassionati e spesso non davano emozioni, i propulsori di oggi hanno prestazioni pressoché identiche a quelli a benzina e gasolio, ma con le emissioni di Co2 che si riducono di circa il 10% per la gioia degli ambientalisti. Senza dimenticare i vantaggi per bollo (per i modelli a solo GPL è ridotto di un quarto, per quelli ibridi c’è comunque ma la tariffa risulta più favorevole), assicurazione o blocchi del traffico.
I veicoli a Gpl, infatti, non sono solitamente interessati dagli stop alla circolazione che ogni tanto vengono decisi dai Comuni.. Ci sono controindicazioni? Quelle sulla sicurezza sono del tutto cadute: è aumentata anno dopo anno perché tutti i serbatoi di ultima generazione sono assemblati con materiali solidi e, al pari delle vetture con motore termico, vengono sottoposti a veri e propri ‘crash test’ per provarne la resistenza. Inoltre il serbatoio viene riempito all’80% della capacità abbattendo il rischio di compressione. Tanto è vero che dal 2021 i veicoli dotati di impianto a GPL (se conformi al sistema di sicurezza ECE/ONU 6701), possono parcheggiare nei parcheggi interrati, ma non oltre al primo piano sotterraneo.
Dal punto di vista tecnico, l’unica anomalia rispetto alle auto ‘classiche’ è la manutenzione: oltre al tagliando e a quella ordinaria pressoché identici ai modelli, nelle auto a GPL è obbligatorio sostituire il serbatoio ogni dieci anni. Il costo è sui 500 euro. A proposito di costi, i modelli alimentati a gas se comprati nuovi costano circa il 10% in più rispetto a quelli benzina e diesel.
L’installazione dell’impianto a GPL tendenzialmente viene fatto da società esterne che hanno un loro guadagno. Che il fenomeno non sia passeggero e appartenente al passato dovrà ricredersi. L’alimentazione a gas di petrolio liquefatto per le auto potrebbe essere una risposta per accompagnare la già citata ‘transizione’ grazie a nuove idee che si stanno affacciando con successo. In prima fila, ci sono Kia e Dacia che hanno deciso di alimentare i loro modelli ibridi con il Gpl, sfruttandone tutti i vantaggi economici di cui sopra e abbassando ulteriormente i consumi. Kia Niro tri-fuel è un’auto full hybrid che utilizza il gas al posto della benzina e percorre circa 100 km con quattro euro. Quanto a Dacia porterà una variante mild hybrid da 140 Cv alimentata a gas sul nuovo Suv Bigster che arriverà all’inizio del 2025. Nei primi nove mesi dell’anno il 74% delle Dacia vendute nel nostro Paese monta una bombola: la quota di chi sceglie il gas sui modelli è altissima: 71% per la Duster, 77% per la Sandero, leader in Italia del segmento, e persino l’88% per Jogger. Il sistema funziona, anche salendo di prezzo: non a caso, dietro Sandero, le vetture più vendute nel nostro Paese sono Renault Captur e Clio.













