Fabio Pressi racconta in un libro come sta cambiando la vita sulle strade attorno a noi tra guida autonoma ed elettrificazione
Benvenuti nell’era della mobilità digitale. Perché la rivoluzione silenziosa che stiamo vivendo non è soltanto quella che ci porterà all’elettrificazione di buona parte dei nostri mezzi di trasporto. La rivoluzione prevede anche altro, come ci racconta benissimo nel suo ultimo libro Fabio Pressi che dal 2021 guida A2A E-Mobility ed è presidente dell’associazione Motus-E nonché docente alla Luiss Business School. È insomma un’autorità in materia, un vero pioniere nello sviluppo dei primi sistemi di trasporto intelligenti in Italia. Nel volume pubblicato da Luiss University Press e intitolato appunto “Mobilità Digitale”, si racconta come sta cambiando il panorama che ci circonda passato dalle prime sperimentazioni dei sistemi di trasporto intelligente all’era dei veicoli autonomi e connessi. Il concetto di mobilità digitale può essere descritto come mobilità intelligente e rappresenta uno scenario in cui le tecnologie più avanzate vengono integrate per ottimizzare l’efficienza e la sostenibilità dei sistemi di trasporto. “Nel cuore pulsante di una metropoli del ventunesimo secolo, alzi lo sguardo dal tuo smartphone. Con pochi tocchi sullo schermo, hai appena orchestrato la tua giornata di spostamenti: un passaggio condiviso, gli orari del treno, il parcheggio di una bicicletta elettrica. Intorno una sinfonia di notifiche risuona, ciascuna è un filo invisibile in una vasta rete che sta ridefinendo il nostro concetto di movimento”, ecco l’inizio del libro di Fabio Pressi che ci fa subito capire lo scenario verso il quale ci stiamo indirizzando, senza sottovalutare il fatto che la mobilità digitale non è solo un’innovazione tecnologica, ma è anche se non soprattutto “l’ultima frontiera di un capitalismo vorace che ha individuato nei nostri spostamenti una miniera d’oro di dati da estrarre, analizzare e monetizzare”. Il libro è suddiviso in quattro parti che in realtà sono poi cinque perché si comincia dalla “Parte 0” dove oltre a spiegarci il concetto di Mobilità Digitale si parte dalla “Vision Zero” della Comunità Europea che sogna di arrivare ad azzerare il numero di morti e feriti sulle strade del Vecchio Continente entro il 2050. Le pagine scritte da Pressi scorrono veloci attraverso il nuovo mondo che ci aspetta, raccontandoci i sistemi predittivi del traffico, l’importanza della raccolta dei dati, la connessione tra le auto e gli altri mezzi circolanti, lo sviluppo della navigazione satellitare e della cartografia e via così fino alla guida autonoma con un approfondimento sull’Europa, l’aspetto legislativo e una serie di aneddoti finali che ci fanno sorridere, ma anche riflettere. Un capitolo è dedicato a quell’acronimo di quattro lettere che ci accompagna dall’inizio del libro e spiega perfettamente il futuro: C.A.S.E, ovvero connected, autonomous, shared, electric. Auto (e non solo auto) connesse, autonome, condivise ed elettriche. Significativo come la frasetta che introduce il capitolo sia una delle tante pronunciate negli anni da Elon Musk: “Non ci fermeremo finché ogni auto sulla strada non sarà elettrica”. Per fortuna Fabio Pressi, pur rappresentando A2A e Motus E non è un talebano dell’elettrificazione, ma un vero studioso della materia che ci spiega le complesse dinamiche di potere e controllo che stanno emergendo nell’intersezione tra mobilità, energia e tecnologia digitale. La lotta per l’egemonia energetica va ben oltre le nostre strade dove emergono altri aspetti problematici di sovranità tecnologiche, controllo dei dati, ridefinizione dei nostri spostamenti e delle nostre abitudini di mobilità. Uno scenario complesso che queste 237 pagine ci aiutano a comprendere. Buon viaggio.









