Dal clamoroso traffico di Los Angeles dove compaiono i piccoli robot alle strade di San Francisco dove imperano i taxi a guida autonoma In viaggio con una Bmw X7 tra i maxi pick-up. Benzina a 5 $ a gallone
Attraversare la California è un po’ come sfogliare un atlante emotivo. Ogni miglio racconta una storia. Ogni sosta è un frammento di un’America che si trasforma. Certo, dall’ultima volta al di là dell’Atlantico per chi scrive è cambiato molto. Era il 2019, sicché il Paese ha conosciuto la Pandemia, l’inflazione più forte degli ultimi 40 anni, il ribaltone politico che ha riportato il presidente Trump al 1600 di Pennsylvania Avenue, il progressivo annebbiamento della più recente cultura “woke”, con il conseguente cambio di paradigma sociale. Ma si sa, gli Usa sono in costante evoluzione e, anche per questo, emanano un fascino capace di sedurre e ispirare intere generazioni di viaggiatori. Così, come Jack Kerouac, anche noi siamo on the road.
Prima tappa: Palm Springs, dove il sole scolpisce le montagne e le palme ondeggiano come metronomi al ritmo del vento caldo. La città, un tempo rifugio di star hollywoodiane, oggi mostra i segni di un’economia in trasformazione. I prezzi sono aumentati sensibilmente, complice l’inflazione e le politiche commerciali introdotte dal 2022. Risultato: tutto sembra più caro, dai generi alimentari alla benzina che ormai supera i 5 dollari al gallone (circa 3,8 litri). E, ovviamente, non fanno eccezione i pasti nei diner lungo la California 1; al fast food, per un hamburger con bibita e patatine, ormai servono 20-25 dollari.
Abbiamo a nostra disposizione l’ultima BMW X7 M60i, un macchinone da 518 centimetri con 6 posti che però, al cospetto dei maxi-pickup “all-American” che ancora oggi guidano la classifica di gradimento (e vendite) da queste parti, risulta quasi “normale”. Per noi: comfort totale e prestazioni super, incorniciate dal sound del motore. Cioè un V8 da 530 CVcon sistema mild hybrid a 48V, ben gestito dai sistemi di assistenza alla guida che rendono ogni tragitto più sicuro e rilassante. L’abitacolo è indubbiamente spazioso e rifinito con materiali di pregio. C’è pure il tetto panoramico che si schiude fin sopra l’ultima fila per aprire un’ulteriore finestra sugli orizzonti sconfinati. A queste latitudini il cielo è basso e le terre paiono non finire mai.
Dove il deserto del Mojave incontra quello del Colorado, lungo la strada sfila il Joshua Tree National Park col suo paesaggio surreale. Il parco prende il nome dagli alberi “Joshua” (Yucca brevifolia), dalle forme contorte e quasi mitologiche, che sembrano usciti da un dipinto surrealista o da un sogno psichedelico anni ’70. Rocce di granito gigantesche e levigate, cactus spinosi, silenzi assoluti e tramonti che incendiano il cielo ci accompagnano. Proseguendo verso Los Angeles, il contrasto tra le diverse realtà è più evidente che mai: si accede alla città da Downtown, dalle zone più difficili edisperate, ma si raggiungono le Hills attraversando i quartieri degli happy few, coi loro ordinatissimi vialetti e le opulente mansion di Beverly Hills.
A L.A. il traffico è clamoroso, ma per fortuna la nostra X7 M60i è equipaggiata con il pacchetto Driving Assistant Professional: include il cruise control adattivo con funzione Stop & Go, l’assistente al mantenimento della corsia e il riconoscimento dei segnali stradali. Davvero un toccasana in una città che si mette in coda dall’alba al tramonto senza soluzione di continuità. Qui nessuno va a piedi;
e anche se un tempo erano i pattinatori di Venice Beach a raccontare l’anima della città degli angeli, oggi c’è unanuovatribùurbana che ‘invade’ i marciapiedi. Sono piccoli veicoli elettrici su ruote, hanno lucine LED e un’andatura decisa. Lunghi poco più di un metro, sembrano frigo portatili hi-tech e percorrono i quartieri con una missione semplice-semplice: portare un ordine dal punto A al punto B, senza coinvolgere esseri umani. I robot per le consegne autonome sviluppati da Serve Robotics, Starship Technologies o Coco, sono decisamente il nuovo tassello del grande esperimento urbano che è Los Angeles.
Maseormaila cittàèunlaboratorio di futuro, basta dirigersi verso l’oceano sulla Pacific One per vedere un altro volto della California, quello ferito dagli incendi che ne ha sfregiato e polverizzato intere comunità. Ciò nonostante, qualche ora di strada più a nord, la Pacific Coast Highway riesce a offrire ancora panorami mozzafiato. Specie nell’area tra Monterey e Carmel, dove le scogliere si tuffano nell’oceano e le onde raccontano storie antiche. È per arrivare qui che utilizziamo al massimo la tecnologia della nostra BMW: la navigazione proietta le indicazioni direttamente sul parabrezza, per mantenere lo sguardo sulla strada e sull’orizzonte, mentre a semplificare le operazioni pensa l’assistenza alla guida che include il l’Highway Assistant con cambio di corsia attivo, permettendo una guida semi-autonoma. Accelera, rallenta, muove il volante: un assaggio di quella guida autonoma che, sulle autostrade italiane, sarà autorizzata da settembre.
Fra strade in salita e nebbia mattutina, arriviamo a San Francisco. La città simbolo di innovazione, oggi mostra i segni lasciati da anni di disuguaglianza crescente: accanto ai grattacieli delle big tech, interi quartieri lottano con affitti insostenibili e homeless che vivono all’ombra delle fermate dei tram. Eppure, nel cuore di questo caos stratificato, l’energia della (Silicon) Valley continua a pulsare.
Un esempio? Usciti da un caffè a Mission District, basta aprire l’app Waymo sullo smartphone per veder comparire una Jaguar I-Pace bianca, senza conducente. È uno dei 300 robotaxi operativi 24 ore su 24 in tutta la città, in grado di offrire un’esperienza di mobilità urbana che fino a pochi anni fa sembrava pura fantascienza. Il servizio per ora è riservato agli americani: per scaricare l’app e pagare le corse servono store e carta di credito statunitensi così, per tornare dal Pier 39, giù al porto, fino a Union Square, in pieno centro, a noi è toccato un taxi vecchia scuola. A bordo: un fiume di parole (tutte positive) sulla politica dei dazi di Trump e sulla visita di Meloni alla Casa Bianca, oltre al conto rigorosamente in contanti, mancia inclusa. Old school, appunto.













