Anche le case auto stanno lavorando per trovare soluzioni al cambiamento climatico Non solo app predittive per automobilisti. Gli studi anti calore di Nissan e Hyundai
Possiamo essere sempre “quelli della monetina”? In un contesto dirompente come quello del cambiamento climatico, dopo ogni evento meteorologico estremo, possiamo essere il Giacinto Facchetti di turno e uscire dal tunnel con un sorriso e le braccia alzate, perché premiati dalla sorte? In quella occasione, era il 1968, la semifinale dell’Europeo, tra Italia e Urss, fu decisa dal lancio della monetina, a noi favorevole, a causa di un pomeriggio di pioggia battente sul San Paolo di Napoli.
No, non possiamo affidarci sempre a questo. Trovare soluzioni concrete per la sicurezza della mobilità, in modo proattivo, contrastando gli effetti di condizioni metereologiche estreme, diventa sempre più importante. Al tempo, Facchetti scelse croce, ma ora è meglio usare la testa.
Le alluvioni, in costante aumento, erodono gli strati di base delle strade, compromettendone la stabilità. Per prevenire ciò, sono allo studio diverse soluzioni infrastrutturali, ad esempio nuovi superfici e sigillanti in asfalto modificato con resina epossidica, che garantiscano una durata del manto fino a 6 volte superiore rispetto ai materiali tradizionali, anche in caso di alluvioni o allagamenti.
Il progetto UE e-shape ha sviluppato un sistema avanzato per il monitoraggio, quasi in tempo reale, di eventi meteo critici, integrando dati da satelliti Copernicus, sensori civici e modelli previsionali. In fase di test in Spagna e Germania, la piattaforma fornisce allerte precoci su piene, grandinate e incendi peri-urbani, interagendo con sistemi di traffico e app per automobilisti. L’obiettivo è una gestione urbana “intelligente” delle alluvioni, per proteggere vite e infrastrutture.
Siccità, incendi e caldo torrido provocano crepe, deformazioni e rischi per la sicurezza. con vernice tradizionale. Creare auto più fresche, senza consumo di energia, è particolarmente importante per aumentare l’autonomia estiva, le prestazioni e la sicurezza dei veicoli elettrici.
Spostandoci più a nord-ovest, Hyundai ha lanciato una pellicola nanostrutturata trasparente da applicare ai finestrini, capace di bloccare il calore solare entrante e irradiare all’esterno gli infrarossi interni. In un test su 70 veicoli, questo film ha ridotto la temperatura dell’abitacolo di oltre 10 °C nonostante il clima torrido (~50 °C), senza oscurare i vetri.
La società Beam Global ha ideato un sistema in grado di monitorare continuamente la capacità di assorbimento termico di un materiale composito nel battery pack e regolare automaticamente la potenza erogata dalle celle, in base al calore immagazzinato, così da mantenere la temperatura entro limiti di sicurezza predefiniti. In pratica, il materiale assorbe i picchi di calore (fondendo) e il Battery Management System riduce l’erogazione se il buffer termico è saturo, prevenendo sovra riscaldamenti e rischi di thermal runaway. Questa innovazione rende le batterie più sicure nelle giornate torride o sotto carichi gravosi. Ricercatori europei, invece, stanno esplorando nanomateriali ceramici come nuovi fluidi di raffreddamento, e materiali a cambio di fase incorporati nelle celle per appiattire i picchi termici.
Le ondate di calore e siccità aumentano il rischio di incendi boschivi, che a loro volta causano nubi di fumo e polveri sottili pericolose su vaste aree. Per proteggere gli occupanti, alcuni costruttori hanno dotato le auto di sistemi di filtrazione HEPA ad altissimaefficienza. Mercedes-Benz, ad esempio, sui modelli di lusso li ha abbinati a ionizzatori. Tesla, sulle Model Y, offre la funzione denominata “ Bioweapon Defense Mode”: un filtro HEPA di grado medico, che rimuove il 99,97% di particolato e contaminanti dall’aria esterna. I ventilatori creano una leggera pressione positiva nell’abitacolo, impedendo l’ingresso anche di fumo denso. Elon Musk ha esagerato, dicendo che, chiuso in una Tesla, sopravvivrebbe a un attacco bioterroristico, ma test indipendenti, a posteriori, hanno mostrato che durante gli incendi in California e Canada del 2023, molti proprietari hanno potuto viaggiare in un’aria pulita, nonostante all’esterno ci fosse un indice di qualità dell’aria per fumo oltre 300 (pericoloso).
E allora, considerato tutto il fermento sul tema, se proprio vogliamo lanciare la monetina, assicuriamoci che non ci siano gabbiani nei dintorni (lascio a voi scoprire il riferimento cinematografico).
Per il contatto con asfalto letteralmente infuocato, produttori di pneumatici stanno sviluppando mescole e gomme specifiche per alte temperature: ad esempio, lo scorso giugno, Michelin ha condotto test in condizioni di Extreme Heat Warning (>32 °C aria, asfalto >50 °C) sul circuito di Watkins Glen per validare un nuovo pneumatico “hard” progettato per mantenere prestazioni e durata con asfalti roventi.
Alcune città stanno sperimentando vernici che, applicate alle strade, possano riflettere la luce solare e il calore lontano dai materiali più vulnerabili, sia superficiali che sotterranei. Soprattutto nei climi più caldi, questo rivestimento potrebbe avere un impatto enorme a lungo termine (e magari avrebbe salvato l’insegna sulla Torre Generali).
Anche l’industria automotive si sta muovendo in questa direzione. Nissan sta sperimentando uno speciale rivestimento a raffreddamento radiativo, che incorpora microstrutture capaci di riflettere la radiazione solare IR e irradiare il calore verso lo spazio, per mantenere più fresco l’abitacolo. In una prova sul campo, all’aeroporto di Tokyo, un veicolo rivestito con tale vernice ha mostrato temperature superficiali fino a 12 °C inferiori e l’interno più fresco di ~5 °C rispetto a un’auto









