In Europa solo una ricarica su tre è utilizzabile. Lo studio di Porsche Consulting e la possibile soluzione al problema
Solo una colonnina di ricarica su tre in Europa è realmente utilizzabile, e questo paradosso sta costando al settore fino a 46 miliardi di euro di ricavi potenziali entro il 2030. Migliaia di stazioni elettriche risultano tecnicamente operative, visibili sulle mappe e apparentemente funzionanti, eppure rimangono di fatto inaccessibili: interfacce poco intuitive, informazioni imprecise, sistemi di pagamento digitale non disponibili, accessi fisicamente bloccati. La distinzione è sottile ma decisiva, ed è al centro del nuovo Usability Index elaborato da Porsche Consulting insieme a &Charge. Per la prima volta, uno studio misura non solo la disponibilità tecnica, ma la reale fruibilità dell’infrastruttura di ricarica. Analizzando oltre 17.000 punti dati nei 5 principali mercati europei per la mobilità elettrica, che coprono oltre il 60% dei processi di ricarica fast e ultrafast (Europa, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna), emerge un dato inequivocabile: dietro quel 9% medio di “gap di usabilità” si nasconde un problema strutturale che rischia di compromettere l’intera transizione elettrica europea. “La disponibilità tecnica non basta. Ciò che conta è la capacità dell’utente di completare senza intoppi l’intera esperienza di ricarica. È qui che si gioca la vera competitività del sistema”, spiega Daniele Napoleoni, Associate Partner di Porsche Consulting.
Più del 90% delle criticità si concentra nelle fasi iniziali: ricerca della stazione e avvio della sessione. Informazioni errate su mappe digitali, accessi bloccati, interfacce poco intuitive o problemi di autenticazione rappresentano gli ostacoli più comuni. “Il 70% degli utenti usa Google Maps per localizzare le colonnine, ma un terzo dei problemi nasce già lì, da dati imprecisi. Migliorare la qualità dell’informazione digitale significa migliorare l’espe-rienza complessiva”.
Anche le differenze tra hardware e operatori emergono con chiarezza. Mercati maturi come Germania e Regno Unito mostrano performance molto diverse tra loro, a dimostrazione che la qualità non dipende solo dal grado di diffusione dei veicoli elettrici, ma dall’efficienza dei singoli ecosistemi locali. “L’hardware non è intercambiabile. Un dispositivo può funzionare benissimo in un Paese e dare problemi in un altro, a seconda della rete, della manutenzione e dell’integrazione software. È un tema di cooperazione tra chi fornisce tecnologia, chi gestisce le stazioni e chi cura i servizi digitali”.
Proprio per favorire questa cooperazione, Porsche Consulting propone il framework ChargeXcellence, basato su quattro fasi, prevenire, rilevare, risolvere e sostenere, e otto leve operative: dalla manutenzione predittiva all’intelligenza artificiale per la diagnosi remota, fino alla costruzione di reti di servizio integrate, l’obiettivo è passare da una logica di semplice fornitura a una di governance condivisa, con responsabilità end-to-end e indicatori di performance trasparenti.
In questa prospettiva, l’usabilità diventa un fattore strategico tanto per i clienti quanto per la sostenibilità economica del settore. “Se un automobilista incontra problemi, nel 44% dei casi non tornerà più in quella stazione. Ma ogni punto percentuale di usabilità recuperato può generare fino a 5 miliardi di euro di valore aggiunto per il sistema europeo”.
L’elettrificazione non è dunque solo una questione di potenza o di tempi di ricarica, ma di fiducia. Rendere la ricarica semplice, affidabile e intuitiva significa trasformare un gesto tecnico in un’esperienza fluida, quella che ogni potenziale utente della mobilità elettrica desidera.









