La casa tedesca insiste sull’elettrificazione, ma non dismette la versione termica. E i numeri in Italia li fa l’eterna 911
In Porsche Italia vorrebbero convincerci che il futuro sarà solo elettrico. Danno pure la parola a un’integralista come il professor Nicola Armaroli, direttore di Ricerca del CNR, che da anni guida elettrico e combatte una battaglia contro i motori termici. Eppure significherà qualcosa il fatto che l’anno scorso, con il passaggio della Macan da termica a elettrica, i conti di Porsche sono crollati, infilando la casa di Stoccarda in una crisi che ha tutte le sembianze di un clamoroso autogol. “E’ come se la Apple avesse rinunciato a vendere l’IPhone”, ha detto Innocenti) . Tanto che la nuova Cayenne elettrica, appena presentata, sarà una possibilità e non un obbligo, oppure che entro due anni arriverà un nuovo Suv medio dotato anche di motorizzazione termica. In Italia i conti non sono andati male: Porsche Italia ha chiuso il 2025 con 7.228 vetture consegnate, in calo del 12% rispetto al 2024, ma sufficienti a segnare il quarto miglior risultato di sempre per la filiale. Un dato che conferma l’Italia come terzo mercato singolo europeo per volumi. E qual è stato il modello più venduto nel nostro Paese? La mitica 911, il modello che da sempre fa sognare gli automobilisti di tutto il mondo. Un’auto che da sempre ha il cuore termico e la sportività nel suo DNA. Un’auto che da più di sessant’anni non ha mai tradito la sua identità. “Il 2025 ha dimostrato la solidità del nostro brand, la forza della gamma e il valore della rete”, ha dichiarato l’amministratore delegato Pietro Innocenti. In Italia ne sono state vendute 2.544 unità, miglior risultato dal 2008. La sportiva di Stoccarda domina il proprio segmento con una quota di mercato del 67,6%, grazie al profondo rinnovamento di gamma avviato nel 2024 e completato con l’arrivo delle versioni S, 4S e Turbo S, oltre alle edizioni speciali Spirit 70 e GT3 90 F. A. Porsche. Alle sue spalle si posiziona Cayenne con 2.122 esemplari, in attesa delle prime consegne estive della nuova generazione elettrica. Terzo gradino del podio per Macan, che nel suo primo anno completo in versione full electric totalizza 1.703 unità (un anno prima erano state 3.011). Un acquirente su due è nuovo, il 25% proviene da una Macan termica e l’85% ha scelto la nuova versione come primo passo verso l’elettrico. Completano il quadro Panamera con 439 consegne, Taycan con 260 e la 718 – disponibile solo nelle versioni top Cayman GT4 RS e Spyder RS – con 160 unità. La strategia multi-motorizzazione si riflette in una domanda equilibrata: i modelli ibridi rappresentano il 37% delle vendite, seguiti dai modelli a benzina al 36%. Interessante il peso delle vetture 100% elettriche, che raggiungono il 27% del totale. Un risultato che supera nettamente la penetrazione dell’elettrico in Italia (6,2%) e anche la media globale della Casa madre, ferma al 22%. Dati che confermano come l’elettrico abbia un suo potenziale, ma non deve essere l’unica scelta. Non si può obbligare un cliente a comprare elettrico, men che meno se si tratta di un porschista. In quest’ottica si è deciso di far convivere la versione elettrica di Cayenne a quella termica. Il nuovo SUV a emissioni zero promette numeri da primato: potenza fino a 850 kW (1.156 CV), accelerazione 0-100 km/h in 2,5 secondi, ricarica fino a 400 kW e autonomia fino a 642 km nel ciclo WLTP. È la Porsche di serie più potente di sempre e, al tempo stesso, una delle più versatili: dinamica su strada, capace in fuoristrada e confortevole nei lunghi viaggi. Convincerà i vecchi clienti? Lo scopriremo presto.









