Non solo super yacht, ecco traghetti a batteria e aliscafi a zero emissioni. Al Salone Nautico della Laguna vanno in acqua le nuove motorizzazioni
Una distesa di trecento imbarcazioni, per un chilometro di pontili all’interno di un sito storico come l’Arsenale della Serenissima. Da diverse edizioni il Salone nautico internazionale di Venezia è una vetrina a trecentosessanta gradi per il diportismo all’ultimo grido, tra yacht di lusso e prototipi dell’avvenire. Ma è anche il luogo della sperimentazione, che mette in mostra scafi e motori nel segno della blue economy: il connubio tra navigazione e sostenibilità ambientale, puntando sulle propulsioni elettriche anche in ambito marino. Un settore che in Italia è ancora indietro rispetto all’Europa soprattutto guardando ai Paesi del nord – ma inizia a registrare una fase di espansione con ampi margini di sviluppo. E così, tra le darsene e il canale delle Galeazze, ecco spuntare i padiglioni del cambiamento.
Piccola panoramica green. Nell’ambito dei trasporti viene presentata da Ampereship “la prima nave traghetto elettrica d’Italia”: punta sull’agilità dell’assemblamento grazie a moduli prefabbricati, non richiedendo dunque alcun cantiere navale, e su un sistema avanzato di assistenza alla guida integrato con l’intelligenza artificiale (a questo proposito, un paio di tendoni più in là, spicca l’ambizioso progetto della coreana AIVeNautics per il pilotaggio dei superyacht). Per ora la flotta di Ampereship opera attivamente sul Lago d’Iseo, ma potrebbe estendersi ad altre tratte. Anche perché intanto si fa vedere la concorrenza: la svizzera MobyFly ha svelato un aliscafo d’avanguardia a zero emissioni – attualmente è in fase di costruzione in Portogallo – per trasportare passeggeri nelle zone lacustri, fluviali e costiere. Magari anche nella laguna di Venezia, un giorno, chissà. Il vantaggio di questo tipo di imbarcazioni è che l’ingente investimento iniziale – superiore del 20-40 per cento rispetto ai mezzi a gasolio – viene più che compensato da costi operativi particolarmente contenuti: i consumi energetici si riducono fino all’80 per cento. È una dinamica comune a tutte le taglie. Il nuovo motore brevettato da Boatee è l’emblema del Made in Italy al servizio delle barche private di piccole dimensioni: si tratta di un fuoribordo elettrico ultraleggero, equiparabile a un 4 cavalli, con un’autonomia superiore alle cinque ore (in vendita al prezzo di lancio di 2190 euro). Dalle startup alle aziende storiche, una sfida analoga è stata raccolta anche da Selva, che da oltre ottant’anni opera nella motoristica tradizionale. L’apertura verso le rinnovabili – in collaborazione con Epropulsion – risulta allora sintomatica del momento: eLite e Spirit 2 sono altri fuoribordo elettrici di ultima generazione, progettati per natanti e gommoni con diverse caratteristiche prestazionali (prezzo di listino tra i 1000 e i 3000 euro).
Secondo gli addetti ai lavori – è questa l’opinione diffusa che emerge dal Salone nautico, dal 27 al 31 maggio scorso –, il mercato italiano sta facendo ancora i conti con un certo scetticismo nei confronti della navigazione green. Ma allo stesso tempo ci troviamo in una congiuntura di grande potenziale: più aumentano il turismo sostenibile e le aree protette a tutela degli ecosistemi fragili – nelle Cinque Terre è stata istituita la prima “Ztl del mare”, anche per far fronte all’inquinamento acustico –, più continuerà ad aumentare la domanda di motori elettrici a zero emissioni. Per accompagnare la crescita servirà però un maggior investimento sistematico nelle infrastrutture di ricarica dei porti, per ora deficitarie e tra i motivi di esitazione per quei tanti consumatori fedeli alla benzina. Anche in quest’ottica, gli stand veneziani offrono proposte interessanti: Aqua SuperPower è tra le principali reti globali di fornitura di hardware per la ricarica elettrica in banchina, sbloccabile a bordo direttamente via app. Oggi in Italia conta 13 postazioni, di cui cinque fra Lago di Garda e Lago Maggiore. Insomma, occorre una paziente opera di sensibilizzazione. E il richiamo internazionale del Salone dell’Arsenale si addice allo scopo.
Le idee per Venezia? La scorsa edizione era stata la volta di Lucietta, il primo taxi acqueo a propulsione completamente elettrica – sviluppato da Repower. Oggi tocca alle motonavi e ai vaporetti ibridi elaborati da Vulkan Group, per ridurre le emissioni inquinanti anche all’interno della laguna. Ci vorranno tempo e risorse per passare dai prototipi alla transizione su larga scala, ma i buoni propositi sono già in cantiere. Anzi, in quello più straordinario dell’età preindustriale: appuntamento all’anno prossimo, con l’innovazione che verrà.









