Dalla prevenzione della Polizia stradale agli Adas, fino alle Smart Road capaci di dialogare con le automobili. La sicurezza passa sempre più da sensori, software e AI
La sicurezza sulle strade non si gioca più soltanto sul comportamento di chi è al volante. Accanto a prevenzione, controlli e responsabilità individuale, entrano in campo sensori, software, intelligenza artificiale e infrastrutture capaci di dialogare con le automobili.
“La nostra attività si estende oltre il controllo e punta sulla prevenzione”, spiega Carlotta Gallo, dirigente della Polizia Stradale. “Distrazione, alcol e droga sono tra le principali cause degli incidenti. Per questo abbiamo lanciato il progetto “ Questa sera guido io”, un’attività sul territorio e nei locali che promuove la figura del guidatore designato, quello che sceglie di non bere. È una questione di responsabilità individuale”.
I dati sulla dinamica degli incidenti confermano quanto il fattore umano continui a essere centrale. “Secondo l’ultimo rapporto ACI-Istat, la causa più frequente degli incidenti stradali resta la distrazione alla guida, seguita dal mancato rispetto della precedenza o del semaforo, dall’eccesso di velocità e dalle manovre irregolari”, sottolinea Liberale De Rosa, Innovation Manager Bosch Mobility.
Ed è proprio qui che la tecnologia può intervenire. “Attraverso la nostra “ Tecnologia per la vita” ci impegniamo a rendere la mobilità del futuro sempre più sicura ed efficiente”, aggiunge De Rosa.
Il passaggio decisivo è dall’hardware al software: sistemi ADAS sempre più evoluti, sensori, potenza di calcolo e intelligenza artificiale possono assistere il conducente fino ai livelli più avanzati previsti dalla classificazione SAE. Ma la sicurezza del futuro non riguarda soltanto ciò che accade dentro l’automobile. Deve coinvolgere anche la strada. “La sicurezza stradale passa sempre più dalla capacità di far dialogare infrastrutture e veicoli”, osserva Lorenzo Rossi, amministratore delegato di Movyon. Una Smart Road può infatti monitorare il traffico in tempo reale, individuare situazioni potenzialmente pericolose e trasmettere informazioni direttamente ai veicoli. La certificazione della Tangenziale di Napoli come prima Smart Road italiana, sottolinea Rossi, dimostra che queste tecnologie “sono mature e già disponibili”. Sull’A1 questo salto tecnologico assume un significato particolare. Una delle autostrade più trafficate d’Europa diventa infatti il luogo nel quale la sicurezza può essere costruita attraverso una rete di informazioni: traffico, condizioni meteorologiche, incidenti, ostacoli e presenza di veicoli contromano possono diventare dati elaborati e trasmessi con tempestività a chi sta guidando.
“Con la guida autonoma si preannuncia un grosso problema che riguarda la sicurezza nazionale e che va di pari passo con la crescita dell’intelligenza artificiale”, avverte Sergio Savaresi, direttore del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. “C’è bisogno di sovranità tecnologica: rischiamo di diventare solo un mercato per cinesi e americani. Dobbiamo proteggere il territorio come fanno gli Usa e la Cina”, sostiene il docente, chiedendo di essere “meno timidi” negli investimenti sull’intelligenza artificiale italiana.
La sicurezza stradale, dunque, si sposta su un terreno nuovo. Ridurre gli incidenti significa continuare a intervenire sui comportamenti umani, ma anche costruire un ecosistema nel quale automobile, strada e sistemi digitali possano scambiarsi informazioni affidabili.










