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L’EVOLUZIONE DI CUPRA FENOMENO NATO IN SEI ANNI

by Maurizio Bertera
21/11/2024
in Scenari e Tendenze
L’EVOLUZIONE DI CUPRA FENOMENO NATO IN SEI ANNI
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Da un’idea di De Meo alla crescita sorprendente in un mercato saturo Vianello spiega il successo dietro a Formentor e Terramar: “Abbiamo messo in pratica la voglia di raccontare qualcosa di nuovo”

Sono passati oltre sei anni dalla nascita di Cupra come marchio autonomo del Gruppo Volkswagen: il tempo è passato velocemente, tanto che sembra (quasi) impossibile che l’artefice numero uno del passaggio da ‘costola’ di Seat a entità nuova sia stato Luca De Meo, oggi alla guida del Gruppo Renault. Che insegue da lontano il primato del colosso tedesco, ma in certe Nazioni – vedi l’Italia – insidia da vicino.

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Ricordiamo bene l’originale ‘manifesto’ che segnò il debutto ufficiale di Cupra a Terramar, Catalogna, a fine febbraio del 2018: c’era un’elevata dose di italianità, non tanto per le origini del CEO e Presidente di Seat, ma per l’ovvio richiamo al rilancio di Abarth, voluto dallo stesso De Meo quando era uno dei più quotati Marchionne’s Boys. Molti sottovalutarono il suo pensiero sul tema. “Nel caso di Abarth c’è una storia notevole dietro, Cupra invece è proprio una nuova marca: ma il fatto di partire in questo modo ci permetterà di spingere soluzioni diverse, senza dover pensare alla tradizione o al revival di quello che è stato. Hai poco da perdere e molto da guadagnare se lo fai bene” sottolineò De Meo. Parve scaramanzia e invece, nonostante due anni dopo lasciasse il timone della Casa a un successore, aveva pienamente ragione. Tanto da far quasi sparire il passato dei modelli Seat con il nome Cupra (all’epoca, curiosamente, con la ‘a’ minuscola) che erano i più sportivi della gamma, a partire dalla Ibiza 2.0 GTI CUPRa, variante ‘tosta’ della seconda generazione della compatta. Se la Cupra Ateca (prima vettura del nuovo marchio, derivata però ancora dal Suv di Seat) e la Cupra Leon (cinque porte e Sportstourer) hanno aperto la nuova era, è evidente che la svolta si debba a Formentor.

Una storia fuori dal comune, con un inizio molto complicato: mostrata, come prototipo, al Salone di Ginevra 2019 ha ritardato il lancio commerciale sino al 2021 a causa del Covid. Ma ha trovato un rapido, persino sorprendente, successo considerando un mercato già saturo di Suv-coupé. Invece, è diventata leader nel segmento: i numeri a fine 2023 (120mila unità consegnate in Europa, +23% rispetto al 2022) hanno dato la carica giusta per un primo restyling, nello scorso giugno, con qualche modifica nel design esterno e lo scontato potenziamento dell’infotainment. Lucida Cupra nell’offrire a fedeli e neofiti del brand un’ampia gamma di motorizzazioni, tutte con valide prestazioni.

Il successo di Formentor -che deve il nome al punto più settentrionale dell’isola di Maiorca – ha portato a realizzare anche la prima serie speciale VZ5 (Veloz, cinque cilindri) che vanta soluzioni tecniche che la rendono uno dei Suv più divertenti da guidare. Perché Cupra – se vogliamo già dal nome, sintesi di CUP e RAcing vuole far divertire, con modelli non banali nel design e che regalino grande reattività su strada. Si pensa anche all’elettrico: ci sono la piccola Born (praticamente la ID.3 in salsa spagnola) e la più grande Tavascan che presenta un design molto più aggressivo delle ‘cugine’ utilizzando la stessa base tecnica (VW ID.5 e Audi Q4 etron). Non si esagera nel definirla una coupè a ruote alte – con cerchi in lega da 19 e 21”, anche forgiati – vedendo la firma luminosa intensa, un frontale molto scolpito e un Cx (0,26) quasi da sportiva. In abitacolo, il tocco unico è la ‘spina dorsale’ in carbonio, che separa guidatore e passeggero collegando la plancia e la console centrale in modo suggestivo.

Ma ora è anche tempo di esibire Terramar, un altro Suv con misure vicine a quelle di Formentor: è lungo 452 cm (solo due in più del crossover) ma è tutta un’altra macchina. Meno grintosa e filante nell’aspetto, con volumi più spaziosi grazie alle forme squadrate: basti pensare al bagagliaio di 508 litri con una capienza maggiore di una cinquantina di litri rispetto alla quasi gemella. Gli interni sono comodi e sportivi, anche per richiamare l’America’s Cup appena conclusa, che ha visto Cupra figurare bene quale Global Automotive Partner ufficiale: da qui la realizzazione di un’edizione speciale di Terramar – prodotta in soli 1.337 esemplari – con il logo della prestigiosa Regata e una serie di tocchi azzeccati nei rivestimenti e nello stile. Motori a benzina, mild-hybrid e plugin hybrid ampliano le possibilità di scelta all’appassionato.

E’ a questi tre nuovi modelli, fermo restando il ’peso’ della rinnovata Formentor e il contributo di Leon come della collaudata Ateca, che il brand spagnolo affida la missione di migliorare la quota di mercato. In Europa, nei primi sette mesi del 2024, il brand del Gruppo VW ha piazzato oltre 110mila unità con un’ottima crescita del 18,3 % rispetto all’analogo periodo 2023.

E l’Italia mostra di apprezzare con il muro dell’1% di quota superato: non c’è da sorridere, Volvo e Alfa Romeo – due marchi con una storia antica e importante – sono a un passo. In Cupra dicono che l’originale logo sulle vetture – spiazzante perché non offre riferimenti storici ma è di sicuro impatto prenda ispirazione dall’attitudine delle civiltà tribali, fatta di coraggio e determinazione. “Ma non abbiamo fatto niente di esotico, sia chiaro, semmai messo in pratica tanta voglia di raccontare qualcosa di nuovo, entrando in un settore considerato ‘pieno’ come quello dei Suv. Diciamo che abbiamo preso le ‘cose migliori’ sugli scaffali del gruppo per realizzare i nostri modelli e si lavora per fare ancora meglio” dice Pierantonio Vianello, brand manager Seat e Cupra.

Un’avventura da seguire, giovane e leggera.

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