I costruttori cinesi hanno consolidato la loro presenza sui mercati globali L’incertezza delle agende politiche ha dato una grande spinta all’usato Intanto l’intelligenza artificiale si sta prendendo la scena dell’automotive
Il 2024 è stato un anno di profondi cambiamenti nel panorama automobilistico mondiale.
Un mix di fattori, dalle politiche governative alla crescente consapevolezza ambientale dei consumatori, ha plasmato un mercato in rapida evoluzione. Inesorabile, per certi versi, specie per chi ancora fatica ad accettare la profonda trasformazione dell’intero paradigma di mobilità che, ovviamente, insiste radicalmente sull’intero comparto automotive.
Per esempio, se fino a qualche anno fa i top brand mondiali come Volkswagen e Toyota contendevano consuntivi di fine anno praticamente identici, spuntando la testa della classifica una volta uno, una volta l’altro, oggi il costruttore tedesco è in profonda crisi (le fabbriche chiudono, gli organici vengono ridotti) mentre il giapponese l’ha praticamente doppiato per unità vendute. La stima è 9,5 contro 5,2 milioni. I costruttori tedeschi, un tempo sinonimo di affidabilità e prestazioni, si sono trovati a dover affrontare sfide inedite. La transizione verso l’elettrico, seppur avviata, è stata più lenta rispetto ai concorrenti asiatici, la cui ascesa è sotto l’occhio di tutti. Cina, Giappone, Corea del Sud sono stabilmente nelle prime posizioni della classifica. I produttori cinesi, un tempo considerati come semplici imitatori, hanno consolidato la propria presenza sui mercati globali, con veicoli elettrici sempre più competitivi e design orientato a catturare i favori dei clienti europei. Marchi come BYD, Nio e Xpeng hanno conquistato quote di mercato significative, soprattutto in Europa e in Nord America. La loro strategia, basata su prezzi aggressivi e un’ampia gamma di modelli, ha scosso le fondamenta dei costruttori tradizionali. BYD ha una gamma completa di veicoli elettrici, dalle city car ai suv di grandi dimensioni; Nio, con la sua formula di abbonamento alle batterie e un’esperienza di guida ultra-connessa, ha conquistato una nicchia di mercato premium. Le sue swap station, che permettono di sostituire rapidamente le batterie scariche, rappresentano una soluzione innovativa per superare l’ansia da ricarica.
Xpeng, infine, si è distinto per la tecnologia avanzata di guida autonoma. Come se non bastasse, la penetrazione continentale nel Paese del Dragone è in crisi. O, meglio, i marchi nazionali piacciono sempre più anche in patria. Se un tempo la Cina era il motore della crescita per i marchi di lusso, oggi sta attraversando un periodo di rallentamento. Le cause sono molteplici: la generazione Z cinese, più attenta alla sostenibilità e all’individualità, sta ridefinendo i codici del lusso; le tensioni geopolitiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti hanno generato incertezza economica e influenzato negativamente i consumi, inoltre le nuove politiche del governo cinese, volte a ridurre la disuguaglianza e a promuovere la produzione interna, hanno inciso sulla domanda di beni di lusso importati.
Anche i marchi coreani Hyundai e Kia hanno rafforzato la loro posizione con modelli elettrici innovativi e una qualità costruttiva in costante crescita, hanno attirato un pubblico sempre più ampio. La loro capacità di adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie e alle richieste del mercato li ha resi dei veri e propri protagonisti di questa nuova era che, fondamentalmente, ruota in torno al Green Deal e alla transizione energetica. Il Deal europeo rappresenta infatti una delle principali leve per guidare la trasformazione del settore: gli obiettivi ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni stanno spingendo i produttori a investire sempre più nello sviluppo di veicoli elettrici e a batterie a lunga durata. Tuttavia, la transizione verso un’economia a basse emissioni pone numerose sfide, come la necessità di garantire un approvvigionamento stabile di materie prime e lo sviluppo di una rete di ricarica capillare. Il paradosso è che l’accelerazione della transizione verso l’elettrico sta rivoluzionando anche il mercato dell’auto usata. Se in Europa il mercato delle auto elettriche usate è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni, trainato da incentivi governativi e dalla crescente disponibilità di modelli, l’eterogeneità delle politiche nazionali e la mancanza di infrastrutture di ricarica potrebbero frenare lo sviluppo in alcune regioni. In Italia, ad esempio, il mercato dell’usato è ancora dominato dai motori a combustione interna con numeri che, ormai, hanno stabilmente doppiato il nuovo. Il nuovo anno si apre così, ancora una volta, all’insegna dell’incertezza. Il 2025 si preannuncia come un anno ancora più complesso e incerto. L’agenda politica dettata dal cambio di leadership tanto in Commissione europea (con la recente apertura di Von del Leyen ad aprire un tavolo per rivedere il green deal) quanto alla presidenza degli Stati Uniti avrà un impatto significativo sulle politiche industriali e ambientali. Di sicuro, si sta affermando sulla scena un nuovo protagonista: il nuovo motore dell’automotive sarà l’intelligenza artificiale (IA) che sta rivoluzionando profondamente il settore, trasformando radicalmente il modo in cui si progetta, produce e utilizzano i veicoli.
Già oggi, l’IA consente di simulare e testare virtualmente migliaia di configurazioni di un veicolo, ottimizzando aerodinamica, comfort e sicurezza, rendendo intelligente la produzione. I robot industriali dotati di IA sono in grado di svolgere compiti sempre più complessi, aumentando la precisione e l’efficienza della produzione, anche in termini di qualità e controllo. L’IA dialoga con sensori e algoritmi per monitorare il veicolo, prevedere guasti e programmare eventuali interventi trasformando la manutenzione in predittiva. Inoltre, l’IA diventa anche il cuore dei sistemi di guida autonoma, consentendo ai veicoli di percepire l’ambiente circostante, prendere decisioni e interagire con altri utenti della strada. Di fatto, sta trasformando l’automobile da semplice mezzo di trasporto a un vero e proprio assistente personale, capace di apprendere, adattarsi e anticipare le nostre esigenze. Ma con tanta intelligenza a bordo, uno dei temi dominanti del 2025 sarà la sicurezza dei dati: la raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati generati dai veicoli connessi pongono importanti questioni sulla privacy e sulla sicurezza informatica.













