Parigi sarà la nuova Amsterdam della bicicletta, promettevano nell’estate del 2020 Anne Hidalgo, sindaca della capitale francese, e i suoi fedelissimi, quando l’esponente socialista venne rieletta al Comune per un secondo mandato. Promesse utopiche, rispose all’epoca l’opposizione gollista. Sono passati quasi cinque anni e la rivoluzione urbana e culturale annunciata da Hidalgo è realtà. Uno studio pubblicato nell’aprile del 2024 dall’Istituto Paris Région ha evidenziato che i parigini, ormai, utilizzano più la bici dell’auto per muoversi tra i vari arrondissement: è infatti l’11,2 % a prediligere le due ruote contro il 4,3% che resta fedele alla propria macchina.
Certo, siamo ancora lontani dalle percentuali di chi utilizza i trasporti pubblici (53,5%) e si sposta a piedi (30%), ma i dati sul sorpasso della bicicletta rappresentano indubbiamente l’inizio di un cambiamento epocale.
Ad accelerare la trasformazione di Parigi in metropoli bike-friendly, è stata anche la decisione di vietare i monopattini elettrici in sharing, attraverso un referendum, nella primavera del 2023: per motivi di sicurezza, ma anche per l’anarchia urbana generalizzata. All’epoca, Hidalgo venne accusata da Lime, Dott e Tier, le tre compagnie che offrivano nella capitale francese un servizio di monopattini a noleggio, di voler rimuovere un mezzo di trasporto divenuto essenziale per gli spostamenti. Ma nove parigini su dieci si pronunciarono a favore del divieto e dopo quasi due anni il bilancio è positivo.
La circolazione a Parigi è estremamente più fluida, i parcheggi selvaggi, con monopattini ammassati sui marciapiedi, sono solo un brutto ricordo, e sempre più parigini optano per la bicicletta, elettrica e non. Il merito è della proliferazione di piste ciclabili. Dopo i cinquantadue chilometri creati durante il periodo Covid, il Plan Vélo di Hidalgo prevede entro il 2026 di trasformare altri centottanta chilometri abitualmente riservati alle auto in piste per le bici. Ma il merito della “vélorution” è anche dei molteplici incentivi del Comune parigino per l’acquisto: con rimborsi fino al 50% per i redditi più bassi. Lo scorso ottobre, pure Madrid, ispirandosi a Parigi, ha detto basta ai monopattini elettrici in sharing. Per le stesse ragioni: i rischi per la sicurezza dei madrileni e il caos urbano prodotto da alcune inadempienze delle aziende che fornivano il servizio. Ne beneficerà la viabilità. Come a Parigi, modello europeo della micromobilità dolce.









