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Home Ma dai

NEW YORK SCOPRE L’AREA C

by Stefano Vegliani
27/02/2025
in Ma dai
NEW YORK SCOPRE L’AREA C
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Manhattan come Milano: si pagano fino a 9 dollari per entrare in centro Pro e contro la Congestion Charge. Qualche ristorante rimborsa la tassa

Manhattan come Milano. Dalla mezzanotte del 5 gennaio anche New York, seguendo peraltro Londra e Parigi, ha la sua area C. Per entrare dalla sessantesima strada di Manhattan (confine sud di Central Park) dalle 5 della mattina alle 9 di sera dei giorni feriali si pagano 9 dollari; nel week end il limite orario cambia: dalle 9 alle 9. Nelle ore di minor traffico il costo scende a 2,25. Anche le motociclette pagano: 4,50 o 1,05. Dopo il primo ingresso si può anche uscire e rientrare senza ulteriori addebiti. Camion e autobus invece sono soggetti al “Congestion Charge” ad ogni passaggio che nelle ore di punta raggiunge i 21,60 dollari.

Chi ha installato E-ZPass, uno strumento che ricorda il nostro Telepass, si vedrà l’importo caricato in bolletta, chi non lo possiede riceverà il conto per posta.

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Il governatore del New Jersey, il democratico Phil Murphy ha chiesto uno sconto per chi arriva dal suo stato attraverso i tunnel che portano in città: è stato respinto. Però chi ha installato E-Zpass riceve un credito di tre dollari sulla tariffa quando entra a Manhattan dai tunnel Lincoln e Holland. Niente credito per chi arriva da Brooklyn, quindi rimane nello stato di New York, attraverso i ponti di Williamsburg e Manhattan, chi entra dal Brooklyn Bridge paga se va verso sud, non paga se va verso nord sulla FDR Drive, la superstrada che costeggia l’East River. Chi vive nella zona soggetta al Congestion Charge, se rimane all’interno dell’area e si muove al suo interno non deve nulla, ma se esce e rientra è costretto al pedaggio.

Non è stato un parto facile, voluto dalla governatrice democratica dello stato di New York, Katy Hocul, ma che ha una storia che comincia da molto lontano. Già nel 1959 (qualcuno sostiene addirittura nel 1952), William Vickrey, professore della Columbia University, aveva avuto l’idea di dotare tutte le auto di un rilevatore che avrebbe registrato il passaggio in una certa zona per far pagare i proprietari dell’auto. Professore di economia, si dice che con la sua idea aspirasse addirittura al Nobel. Allora Manhattan non soffriva certo dell’eccesso di traffico odierno e la brillante idea morì lì. Oggi, secondo una ricerca, un automobilista di Manhattan passa una media di 117 ore all’anno imbottigliato nel traffico, il risultato peggiore negli Stati Uniti distaccando di molto Los Angeles ferma a 89 ore.

Insomma il traffico in città ha raggiunto livelli incontrollabili, spostarsi con l’ auto privata, ma anche con i tradizionali yellow cab e Uber o Lyft, è anti economico. Se da un lato hai la fortuna di partire dove sei ed essere depositato dove devi arrivare, spesso impieghi molto più tempo rispetto all’utilizzo della capillare metropolitana che con due dollari e novanta centesimi ti trasporta ovunque.

Un terzo dei tre milioni e seicentomila individui che entrano ogni giorno in città arrivano in auto, si stima che il tempo perduto da chi resta intrappolato con una velocità media inferiore ai 12 km all’ora abbia un costo di 20 miliardi di dollari, oltre due volte il budget annuale della NYPD: la polizia di New York.

Aspettando di vedere se Trump cercherà veramente di cancellare il provvedimento, ma pare non sia tra le sue possibilità, si può già fare un conto di quanto il congestion charge ha influito sul traffico in città? E’ presto per statistiche ufficiali, ma l’impressione è che una riduzione sensibile ci sia stata: “ho la sensazione che il traffico sia calato almeno del dieci per cento” dice Francesco, chirurgo italiano che vive e lavora a Manhattan da una quindicina d’anni. Ancora lontano dal diciotto per cento di Londra, dove il pedaggio arriva a 15 sterline, pari a quasi 15 dollari.

Quindici dollari era l’importo cui aveva inizialmente pensato la governatrice Hocul, ma poi aveva dovuto prima sospendere il provvedimento e poi ridurre l’importo per poter far passare l’iniziativa.

I benefici degli incassi raccolti con il pedaggio saranno tutti per l’azienda dei trasporti MTA, che ogni giorno è utilizzata da sei milioni di persone nonostante molti treni della metropolitana siano perlomeno antiquati. I progetti che ne beneficeranno riguardano l’accessibilità di almeno venti stazioni, allungamento della linea per raggiungere East Harlem, l’acquisto di centinaia di nuovi bus elettrici. Numerosi ristoranti hanno cercato di utilizzare l’introduzione della Congestion Charge offrendo uno sconto di nove dollari (il costo dell’ingresso in città in auto). C’è chi lo ha fatto per un giorno chi per una settimana, chi solo per una determinata selezione di piatti, chi per una spesa sopra una certa cifra. “In realtà nessuno ha chiesto lo sconto per cui bastava mostrare le chiavi dell’auto” racconta Riccardo Orfino chef e partner di Osteria 57, Alice e Travelers Poets and Friends tutti nel Village “il vero problema è che ora i fornitori chiedono il rimborso del pedaggio e questo porterà un aumento dei prezzi nel menu, facendo così crescere ancora di più il divario tra chi può o non può permettersi di uscire a cena”.



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