Il progetto lanciato nel 2017 dall’Arabia Saudita fa i primi passi La megalopoli futuristica, larga 200 metri, si svilupperà per 170 km La mobilità sarà condivisa con mezzi leggeri e treni ultra veloci
Se ognuno dei 9 milioni di abitanti di una metropoli come ad esempio New York, avesse un’auto, parcheggiarle tutte occuperebbe più spazio dell’intera città di Los Angeles. Allora, con un occhio all’impatto ambientale, facciamo in modo che si spostino in treno! Se 9 milioni di persone salissero su un treno e si distribuissero su vagoni da 100 persone ciascuno, il treno sarebbe lungo oltre 9.000 km! Più della distanza tra Londra e Pechino. Quindi, evitiamo che debbano spostarsi, e mettiamole tutte insieme in uno stesso edificio dove possano lavorare, studiare, vivere, fare sport e divertirsi! Ecco a voi, The Line! Uno degli insediamenti di Neom, progetto lanciato nel 2017 dall’Arabia Saudita e che è finalmente entrato nella prima fase realizzativa.
Neom si prospetta come una megalopoli futuristica sospesa tra deserto e mare, con l’intento di operare in modo autonomo dal governo centrale, dotandosi di proprie normative fiscali, giuridiche e lavorative. Sarà suddivisa in 10 regioni, di cui 4 già delineate nelle prime fasi di realizzazione: – Sindala, isola artificiale concepita per accogliere hotel di lusso e porti turistici, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare le meraviglie subacquee del Mar Rosso.
– Oxagon, distretto industriale galleggiante a forma ottagonale, destinato a ospitare attività di ricerca e produzione tecnologica avanzata.
– Trojena, destinazione montana per gli sport invernali, che ha l’ambizioso obiettivo di ospitare i Giochi Invernali Asiatici del 2029.
– The Line, elemento più iconico del piano, una città intelligente e avveniristica.
The Line si estenderà per 170 km, dalle epiche montagne di Neom, attraverso valli desertiche, fino allo splendido Mar Rosso. Un capolavoro architettonico, specchiato, che svetterà a 500 m sopra il livello del mare, con una larghezza di soli 200 m, ridefinendo il concetto di sviluppo urbano: niente strade, auto o emissioni, funzionerà al 100% con energia rinnovabile e il 95% del territorio sarà preservato per la natura. La salute e il benessere delle persone saranno prioritari rispetto ai trasporti e alle infrastrutture, a differenza delle città tradizionali. Ospiterà 9 milioni di persone e sarà costruita su un’impronta infrastrutturale di soli 34 km2, grazie ad efficienze mai viste prima nelle funzioni cittadine. I residenti avranno accesso a tutti gli elementi essenziali quotidiani entro 5 minuti a piedi, oltre alla ferrovia ad alta velocità, con un transito end-to-end di 20 minuti.
Le automobili private e le strade urbane convenzionali saranno completamente bandite, sostituite da trasporti pubblici avanzati e percorsi pedonali. La città sarà organizzata su più livelli sovrapposti: uno in superficie, dedicato esclusivamente ai pedoni, e livelli inferiori per infrastrutture e trasporti sotterranei. Gli spostamenti locali avverranno a piedi o tramite mezzi leggeri condivisi (micromobilità elettrica) all’interno di quartieri verticali. Per collegare estremità opposte della città è previsto un sistema di trasporto rapido di massa, situato nel livello sotterraneo dedicato: i piani iniziali propongono una ferrovia ad altissima velocità, con treni in grado di raggiungere circa 510 km/h, richiedendo tecnologie simili al maglev, avanzati convogli a levitazione magnetica in galleria, per minimizzare attrito e rumore. The Spine, che richiederà 26,5 km di lavori di scavo, già avviati, sarà l’arteria vitale per facilitare il movimento rapido ed efficiente attraverso la città, e integrarsi anche con The Connector, progetto ferroviario
che mira a collegare Oxagon con The Line e che si preannuncia come l’inizio di una nuova era di connettività e mobilità. Gestito da una joint venture guidata da Webuild, The Connector comprende 57 km di ferrovia lungo la costa settentrionale del Mar Rosso, con elementi logistici cruciali, come 2 binari ferroviari ad alta velocità e 2 per trasporto merci, viadotti, ponti e sottopassaggi stradali e ferroviari.
Un sistema così rapido integrato in un ambiente urbano pone sfide ingegneristiche significative: sarà necessaria un’infrastruttura ferroviaria operante con precisione estrema e sistemi di sicurezza ridondanti per intervenire a velocità prossime a quelle di un aereo. Inoltre, la natura lineare della città implica che un eventuale guasto sulla linea ferroviaria potrebbe bloccare la mobilità longitudinale dell’intero centro urbano. Mitigare questo rischio richiederà soluzioni come linee ferroviarie parallele, convogli di riserva e sofisticati sistemi di manutenzione predittiva per evitare interruzioni. Un altro aspetto critico è la mobilità verticale interna a megastrutture da 500 m di altezza. The Line dovrà impiegare ascensori ad alta velocità e ad alta capacità, multivano, gestiti con algoritmi di dispatch intelligenti, per spostare rapidamente migliaia di persone su e giù per centinaia di piani, ottimizzando questi flussi: ad esempio, analizzando i modelli di utilizzo, gli ascensori potranno essere pre-posizionati dove e quando servono, per ridurre i tempi di attesa.
La sostenibilità ambientale sarà garantita da un sistema energetico basato esclusivamente su fonti rinnovabili, inclusi fotovoltaico, eolico e produzione di idrogeno verde. L’acqua sarà ottenuta tramite desalinizzazione avanzata e riciclata attraverso un ciclo chiuso, mentre i rifiuti verranno gestiti con un approccio “zero discarica”, sfruttando impianti di trattamento e recupero energetico. Dato l’alto livello tecnologico, si prevedono sistemi pneumatici sotterranei che trasporteranno automaticamente i rifiuti dalle utenze ai centri di trattamento, come già avviene in città smart (es. Songdo in Corea del Sud). I materiali riciclabili (plastica, metalli, vetro) verranno separati e avviati a riciclo industriale; i rifiuti organici trasformati in compost o biogas e i rifiuti non riciclabili potranno essere sfruttati in impianti di termovalorizzazione a emissioni controllate per generare elettricità e calore. L’architettura bioclimatica integrerà ventilazione naturale e superfici riflettenti per ottimizzare il comfort termico.
Il solito proclama utopico o realtà?
Sebbene il progetto abbia già subito revisioni nei tempi di realizzazione, sono da poco iniziati i lavori di costruzione di “Hidden Marina”, il primo segmento di The Line, che si estenderà per 2,5 km di lunghezza, su 3 moduli interconnessi che ospiteranno oltre 200.000 residenti, con un’area edificata che supererà i 21 milioni di metri quadrati, più di 80.000 unità residenziali, 9.000 camere d’albergo, spazi commerciali e al dettaglio, stazioni dei pompieri, scuole, polizia e servizi di sicurezza e tutte le infrastrutture necessarie per supportare una città autosufficiente.













