Auto sempre più vecchie, poco controllate gomme spesso lisce o sbagliate: quanto si rischia oggi sulle strade italiane
Non è un iphone, non si aggiorna da solo”. La frase che tutto sintetizza e, insieme, dovrebbe farci da monito costante, come i santini e le immaginette della moglie che un tempo si mettevano sul cruscotto, la pronuncia Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma-Gruppo produttori pneumatici, anche quest’anno animatore di “Vacanze Sicure”, progetto di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale promosso con Polizia Stradale e Federpneus-Associazione Nazionale dei Rivenditori Specialisti di Pneumatici. “I controlli condotti nel 2025 – racconta – confermano un trend noto e sempre più preoccupante: la scarsa manutenzione dei veicoli è una realtà diffusa e in peggioramento, soprattutto in relazione ai pneumatici, con gravi conseguenze sulla sicurezza stradale”.
L’edizione 2025 ha monitorato quasi diecimila vetture tra maggio e giugno, in sei regioni italiane (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta), coprendo 38 Province, pari a oltre il 35% del territorio nazionale. Ne è emerso un quadro abbastanza sconcertante, figlio di cattive abitudini, aggravate dalla crisi economica, che fa rabbrividire al solo pensiero di mettersi in macchina per andare in vacanza. Il parco auto italiano è sempre più vecchio e meno sicuro: i dati Aci ci dicono che oltre 41 milioni di vetture, pari al 59% delle auto in circolazione, hanno più di dieci anni, mentre quasi 1 su 4 supera i 20. L’età media di tutto il parco auto, oltre 55 milioni di vetture, è di 12 anni e 10 mesi. Un invecchiamento costante, che viaggia di pari passo con una scarsa manutenzione: 1 vettura su 5 presenta problemi ai pneumatici (battistrada liscio, danni visibili, mancanza di omologazione); 1 su 4 non è conforme, perché presenta revisioni irregolari; la non conformità sale a 1 vettura su 3 tra le auto con più di dieci anni di età.
Dai 9835 controlli effettuati nelle sei regioni prese in esame, emerge un dato che colpisce particolarmente: la percentuale di pneumatici lisci, in aumento dappertutto e più alta tra le macchine ibride o elettriche, rimane costante attorno al 10%, indipendentemente dall’età del veicolo. I danneggiamenti visibili si attestano invece al 5%. La mancata revisione, invece, cresce con l’età della vettura: più è vecchia, meno è controllata. Il 17% delle auto con più di dieci anni, dato enorme. Un paradosso pericoloso, visto che i veicoli più anziani sono anche quelli meno sicuri. In generale, i controlli hanno dimostrato che la scarsa manutenzione è trasversale, perché non dipende dal tipo di strada, né da sesso, età o provenienza del conducente, né dalla tipologia di veicolo. La triste conclusione è che la mancata manutenzione è un malcostume generalizzato.
Il controllo dei pneumatici rivela, poi, un’altra scelta sbagliata degli italiani al volante: l’equipaggiamento non omogeneo, cioè l’uso di pneumatici diversi (per modello o marca) sullo stesso asse, o la combinazione di pneumatici estivi e invernali montati sulla stessa vettura (il 5,63% delle auto controllate presentava questa criticità). Fa riflettere anche che oltre la metà del campione (il 54%) al momento del controllo (maggio-giugno) montava pneumatici con prestazioni invernali: è sempre consigliabile montare pneumatici stagionali specifici, per ottimizzare le prestazioni e aumentare la sicurezza.
Posto che il malcostume è generalizzato, se dovessimo tracciare l’identikit dell’automobilista peggiore sarebbe un uomo, Under 30, che vive in Puglia e guida una vettura ibrida (qui, la percentuale di pneumatici lisci sale all’11%); mentre l’automobilista migliore (si fa per dire) è una donna, Over 50, della Valle d’Aosta, e guida una vettura diesel o gpl (qui, la percentuale scende al 7%). Buone vacanze a tutti.









