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Home Il Personaggio

L’ACI DIVENTERÀ MOBILITY CLUB

by Umberto Zapelloni
04/08/2025
in Il Personaggio
L’ACI DIVENTERÀ MOBILITY CLUB
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Il nuovo presidente La Russa racconta la sua passione per l’auto e i piani per il futuro “L’auto è nel nostro Dna, ma dobbiamo adeguarci ai tempi. Parte il noleggio sociale”

Geronimo La Russa è il 19° presidente dell’Aci, eletto con il 78% dei voti, una maggioranza importante. Avvocato che cosa significa essere presidente dell’ACI.

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“Un grande orgoglio e anche una grande responsabilità, perché è il coronamento di un sogno dopo 15 anni di percorso all’interno del mondo Aci prima a Milano poi come coordinatore degli automobile club Lombardi e quindi ancora come vicepresidente nazionale. In questi 15 anni ho capito cosa vuol dire Aci, che cos’è il suo mondo, quante persone ci mettono un grande impegno sapendo che dobbiamo fornire servizi a tutti i cittadini ogni giorno su un tema importante come la mobilità”.

Basteranno questi 15 anni di impegno e l’elezione col 78% dei voti a dimostrare che non è lì perché figlio del presidente del Senato?

“Spero che bastino, sicuramente userò i prossimi anni per portare dei risultati che credo dimostreranno ancora di più a tutti il fatto che posso assolvere questo compito”.

A quando si può far risalire la sua passione per l’auto?

“Fin da bambino, è una passione ereditata dalla famiglia di mia madre. Avevo un nonno materno che era un grande lancista e grande appassionato di Ayrton Senna. Lui mi ha trasmesso la passione sia per le auto di tutti i giorni che per il motorsport, con questo grande amore per Ayrton Senna e per la Formula 1. Era stato lui a portarmi a Monza fin da bambino quando giocavo più con le automobiline che con il pallone”.

La patente a che età l’ha presa?

“Subito a 18 anni e il foglio rosa un mese prima. E strano ma vero, sono socio Aci dallo stesso giorno in cui ho preso la patente”.

Un segnale. Ma come capitò?

“Andai a ritirare la patente nella scuola guida che era anche delegazione e feci la tessera Aci”.

Come le venne quell’ispirazione?

“Me l’aveva consigliato Michele, il mio compagno di banco, il mio miglior amico oltre che il padrino di mia figlia. In famiglia erano soci da sempre”.

Che automobilista è il presidente dell’ACI e quanti punti ha sulla patente?

“Tocco ferro ma i punti li ho ancora tutti. Oggi non guido tantissimo, uso molto il treno, l’aereo e a Roma mi muovo in taxi. Nel limite del possibile sono rispettoso del codice strada”.

Qual è il futuro dell’Aci?

“Lo vedo radioso. Dobbiamo costruire un futuro fatto di collaborazione con tutti i nostri stakeholder pubblici e privati, quindi aprirci di più rispetto al passato e dimostrare di essere un Mobility club come tutti gli automobile club, almeno quelli europei. L’auto è nella nostra storia, nel nostro DNA e rimarrà sempre centrale, ma siamo consapevoli che oggi serve un ente, un’associazione, un club che sia al servizio dei

cittadini per ogni esigenza di mobilità”.

I dati Aci raccontano che oltre 41 milioni di vetture, cioè pari al 59% delle auto in circolazione, hanno più di 10 anni e quasi una su quattro supera i vent’anni. Come si può svecchiare il parco auto italiano?

“Una soluzione la stiamo adottando proprio in questi giorni, facendo partire il noleggio sociale che è una bella iniziativa per aiutare le famiglie con un Isee sotto i 30.000 . Forniremo, in accordo col ministero del made in Italy, delle auto a noleggio a una cifra molto bassa, proprio per aiutare chi non può permettersi di cambiare l’auto ma ne ha esigenza, magari in famiglia. E questo aiuta sicuramente il tema dello svecchiamento del parco circolante delle auto, è un tema prioritario per il paese”.

Molte città sono governate da sindaci anti auto, come si può dialogare per evitare che tutte le colpe ricadano sempre sugli automobilisti?

“Qui viene in soccorso la mia esperienza a Milano, dove purtroppo ho combattuto per tantissimi anni contro un’ideologia, quella che l’auto è il male assoluto. Punteremo a creare una comunicazione integrata che spieghi al meglio che alla fine l’auto ha fatto già tantissimo e al massimo costituisce il 10% dell’inquinante. Bisogna pensare al restante 90%. Contrasteremo sempre l’ideologia tout court: l’auto non è il male assoluto”.

Intanto sono positivi i risultati dopo i primi sette mesi di apllicazione del nuovo Codice.

“I dati che evidenziano gli importanti risultati ottenuti ci fanno comprendere che quella imboccata sia la strada giusta. Da parte nostra massima collaborazione e piena disponibilità per affrontare insieme ogni iniziativa utile a fronteggiare la piaga degli incidenti stradali”.

Aci significa anche sport, il contratto con Monza per la Formula 1 è al sicuro proverete a riportare anche una gara a Imola?

“Certamente, mi sono sentito ancora ieri con il sindaco di Imola e il presidente della Regione Emilia Romagna, stiamo cercando di fare un lavoro congiunto perché a Imola si torni a correre, sono fiducioso”.

Un’ultima cosa, ora che l’Aci assorbirà molto del suo tempo, lascerà l’incarico al Piccolo che ha suscitato così tante polemiche?

“No, l’incarico al Piccolo, che è gratuito, lo sto assolvendo con dovere e impegno. Stiamo lavorando in maniera sinergica, collaborativa e positiva. Chiedete pure a loro se non ci credete”.

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