I “Ministi” hanno sostituito la paro la sport con John Cooper Works. JCW è la sigla che fin dagli inizi degli anni 2000, ovvero da quando Bmw ha comprato Mini, ha contraddistinto le versioni più potenti della piccola inglese. Sempre più spesso si parla di automobili sicure e avveniristiche dotate di aiuti di assistenza alla guida di ultima generazione, in grado di seguire l’auto che ci precede, frenare e accelerare e perché no anche parcheggiare da sole. Anche alle Mini Cooper S John Cooper Works (JCW) non mancano queste dotazioni, ma i riflettori per una volta sono puntati sulle emozioni date dall’ottima guidabilità che è pari a quella di un Kart e dal motore ipervitaminizzato. John Cooper, nato il 17 luglio del 1923, era stato fondatore della Cooper Car Company, una leggenda nelle auto da corsa che è passata anche dalla Formula 1 e dall’Indianapolis 500. Lui ha sviluppato la mini Cooper che è stata campione nei rally vincendo a Montecarlo nel 1964, 1965 e 1967.
Venendo ai giorni nostri con la Mini moderna inizialmente era stato sviluppato un kit originale aftermarket che poteva essere installato sulle Mini Cooper S e che ne aumentava cavalli e prestazioni. Ovviamente tutto omologato a libretto. Dato il successo poi sono state realizzate le versioni Cooper S John Cooper Works dedicate alla tre porte e alla cabriolet. Oggi l’acronimo si fregia di una gamma completa, un brand nel brand: Cabrio, Hatchback, Countryman ed Aceman. Tre propulsioni termiche e due elettriche accomunate dalla grande vocazione sportiva. Prestazioni ma non solo, sedili più conformati alla guida sportiva,
design distintivo esteticamente e dettagli preziosi come la Digital key pus che attraverso lo smartphone permette di sbloccare o bloccare la vettura senza utilizzare le mani. La prima Cooper Works è proposta in versione a 3 porte, e la Aceman a 5 porte. 258 cavalli di Potenza, 350 Newton metro di coppia e 200 km/h di velocità di punta con un boost di potenza incluso per una spinta da 27 cavalli. La batteria è da 49,2 kW. Scatto bruciante da 0 a 100 in meno di 6 secondi per la tre porte e sotto i 6,5 per la Aceman. Autonomie dichiarate da oltre 350 km e tempi di ricarica veloci che permettono di recuperare 115 km di autonomia in soli 10 minuti. Passando al termico JCW si distingue per un motore alimentato a benzina da 2 litri Twin Power turbo in grado di erogare 231 cavalli e 380 Newton metro di coppia. La trasmissione è automatica a doppia frizione controllabile anche attraverso padel al volante. Le prestazioni sono ai vertici. La mini tre porte impiega 6,1 secondi per passare da 0 a 100 con una velocità massima di 250 km/h mentre la John Cooper Work cabrio ne impiega 6,4 e raggiunge i 245 km/h di velocità massima. Non manca la versione “familiare” più ampia, spaziosa e versatile. Si tratta della Mini John Cooper Works Countryman equipaggiata con la trazione integrale All4. Ce n’è davvero per tutti i gusti, per mettersi alla guida di una Mini che è sempre più Maxi.









