Come Bosch e Brembo lavorano per aiutare gli automobilisti sulle nostre strade Il ruolo educativo della Polizia stradale
Durante il Convegno sulla Mobilita de Il Foglio si è naturalmente parlato anche di tutto quello che si può fare per prevenire gli incidenti con il progetto europeo “The road to zero” che punta a un azzeramento dei decessi sulle strade entro il 2050 attraverso la riduzione della velocità, l’uso di infrastrutture più adeguate, veicoli più sicuri e un’assistenza post-incidente più efficiente. Ecco allora che nella sede di Ac Milano si sono confrontati costruttori, ricercatori e istituzioni.
“La sicurezza è nel DNA di Bosch”. Spiega Maurizia Bagnato, sales and Innovation Director di Bosch Mobility. “Investiamo sulla guida autonoma e oggi l’opportunità è quella di aggiornare il software a distanza. Gli aggiornamenti OTA, Over The Air, fanno sì che il prodotto non vada incontro a invecchiamento. Un computer centrale può controllare tutta la vettura. Un’integrazione a 360 gradi che aumenta il livello di sicurezza”. “Brembo, azienda leader mondiale per gli impianti frenanti, fa la sua parte – spiega Dino Maggioni, System GBU Chief Operating Officer Brembo -. Alla base della sicurezza c’è un sistema frenante e va detto che con le automobili elettriche sono aumentate e di molto le masse in gioco ecco quindi che abbiamo studiato sistemi frenanti differenti: il futuro è già qui. Oltretutto – continua Maggioni- riduciamo le emissioni grazie a materiali di attrito di nuova concezione. Queste sono tutte innovazioni radicali”.
Viaggiamo in un periodo di forte accelerazione tecnologica in tutti i settori e nel mondo automotive specialmente. “Due anni fa vi ho raccontato delle gare vinte dalla vettura del Team Poli-Mi a Indianapolis e su altri circuiti – racconta il professor Sergio Savaresi, Direttore del dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano -. Ora stiamo seguendo progetti di guida autonoma urbana: la grande sfida è quella di realizzare un progetto imprenditoriale.
La Cina e gli Stati Uniti sono un punto di riferimento, un benchmark, ma penso che anche noi possiamo dire la nostra. Stiamo lavorando su questo, ma per non essere colonizzati dalle tecnologie cinesi e americane occorrono gli investitori. In futuro le auto a guida autonoma dovranno convivere con le auto guidate dalle persone.
L’implementazione con l’intelligenza artificiale è la nuova sfida”. Va bene la guida autonoma, ma ad oggi è sempre necessario un controllo da parte di uomini e donne in divisa che facciano rispettare le regole, ma non solo. “Come Polizia stradale stiamo lavorando sulla prevenzione”. Racconta Silvia Zywicki, vicequestore aggiunto della Polizia di Stato. “Una norma prevede che la sicurezza stradale sia insegnata nelle scuole materne, primarie e secondarie e noi lo stiamo facendo. Gli studenti che frequentano i nostri corsi avranno più punti sulla patente e partiranno da 22 al posto dei 20.
L’educazione stradale è fondamentale. Poi sono gli stessi ragazzi, anche se minori, ad agire sugli adulti, generando un riverbero virtuoso. Bisogna sempre fare presente che tutti sono utenti della strada, anche coloro che non guidano personalmente”.









