Indispensabile la convivenza con i nuovi carburanti. La ricetta di Murano e le idee di Tripepi e Pressi. La via di Uber
A oggi l’Italia è uno dei Paesi con la maggior presenza di colonnine di ricarica rispetto al parco circolante di Bev. Al tavolo dell’AC Milano si sono confrontati i maggiori player nazionali. “C’è ancora bisogno di parlare di elettrico e le istituzioni che dovrebbero farlo non agiscono in maniera sufficiente – spiega Simone Tripepi, Head of Charging Point Operator Italy Enel. Noi come Enel abbiamo 23.000 punti di ricarica installati in tutta Italia e siamo in una fase in cui la nostra infrastruttura cresce in funzione della sostenibilità di lungo termine. Guardiamo l’esperienza di quei 330 mila user che oggi circolano per capire come agire per il meglio -continua Tripepi -. C’è una novità: le infrastrutture installate da aprile 2024 dovranno avere come forma di pagamento anche il bancomat e noi stiamo provvedendo. Questo farà sì che l’espe-rienza d’uso della ricarica elettrica si ampli e sia più facile. Per quanto riguarda le tariffe conclude Tripepi – stiamo cercando di evolvere verso una riduzione di costi in base alla fascia oraria. Scenderanno del 30 per cento rispetto alle ore diurne”. “Dall’esperienza emerge che l’aspetto più importante è l’affidabilità della colonnina dichiara Daniele Napoleoni, Associate partner Porsche Consulting -. Se non funziona oltre il 40 per cento degli utenti non torna più su quella colonnina. Approccio, inizializzazione ed erogazione. Oltre il 90 per cento di problematiche vengono riscontrate nella fase di approccio soprattutto riguardo la localizzazione. Un altro problema risiede nel fatto che nell’inizializzazione i consumatori spesso non capiscono come fare; il terzo problema è nel pagamento. Ma è tutto risolvibile”. “Il tema del costo dell’energia va affrontato pensando non all’oggi, ma al domani – dichiara Fabio Pressi , Ceo A2A Mobility e Presidente di Motus-e -. In Europa è elettrica una vettura su sei, in Italia una su venti. Oggi in Italia ci sono 70.000 punti di ricarica. Molti per il mercato attuale, ma pochi per il futuro in cui speriamo. Va detto che attualmente il rifornimento di energia è facile, dato che il 50% delle aree di servizio autostradali è già coperto da colonnine di ricarica”. Elettrico a parte c’è ancora chi pensa ad alternative ecologiche che sono già alla portata di tutti. “Non quale energia per il futuro, ma quali energie”. Spiega Gianni Murano, presidente di Unem azienda che riunisce e rappresenta le principali imprese che operano in Italia nei settori della raffinazione, della logistica, della distribuzione di prodotti petroliferi e nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni low carbon. L’ambizione è arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. “L’elettrico è uno dei vettori – continua Murano – ma per decarbonizzare ci sono più soluzioni, come per esempio i biocarburanti. Non ricordo che a livello continentale sia mai stata vietata una tecnologia per legge. E invece con i motori endotermici lo stanno facendo. C’è bisogno di pluralità. In Europa si vendono 3 milioni di auto in meno. Qualcosa non ha funzionato”. “Noi vogliamo essere in grado di risolvere i problemi di mobilità indipendentemente dal tipo di tecnologia”. Conclude Gabriele de Giorgi, Senior Manager di Uber. “Che siano i robotaxi o gli autisti. Il futuro per noi è ibrido e la guida autonoma convive con la guida tradizionale. In un futuro che vediamo ancora distante ci sarà una vera trasformazione della mobilità”.













