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UNA TELEFONATA PUÒ UCCIDERE

by Mario Alberto Cucchi
07/02/2026
in Uncategorized
Basta con questi carro attrezzi troppo pericolosi
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L’uso del cellulare alla guida è l’infrazione che ha causato più sequestri della patente Nel 2025 ne sono state fermate oltre 63.500, il 65,9 per cento in più dell’anno precedente

Una volta si diceva che “una telefonata allunga la vita”, e in effetti, negli anni ’90, era un invito a restare in contatto con chi amiamo. Si trattava della campagna pubblicitaria di SIP, azienda che precedette Telecom Italia, ideata da Armando Testa nel 1994 con protagonista Massimo Lopez. Oggi lo scenario è decisamente cambiato. Immaginatevi al volante, con il telefono in mano: se prima una telefonata poteva prolungare la nostra esistenza, ora, senza vivavoce, rischia di accorciare la patente! Sì, perché quella chiamata potrebbe finire in una sospensione del titolo di guida. Quindi, tra un messaggio e l’altro, meglio usare il vivavoce o, ancora meglio, fermarsi un attimo.

Ebbene sì, nel 2025, l’infrazione che ha causato il maggior numero di ritiri di patente in Italia è stata proprio l’uso del cellulare alla guida, rappresentando oltre il 50% dei ritiri, con 8.912 patenti tolte nei primi tre mesi dell’anno. Gennaio è tempo di bilanci anche per la Polizia Stradale. Record positivi per le forze dell’ordine: nel 2025 sono state ritirate circa il 65,9% di patenti in più rispetto al 2024, arrivando a un totale di oltre 63.500 ritiri. Questo aumento è dovuto soprattutto all’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, che ha inasprito le sanzioni. Le città con i maggiori incrementi nei ritiri sono state Milano, Torino, Palermo e Bari.

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Il 2025 si chiude per la Polizia Stradale italiana con un bilancio denso di numeri e criticità, segnando un anno di intensa attività operativa su strade urbane, extraurbane e autostrade. Diamo qualche numero. Nel corso del 2025 la Polizia Stradale ha impiegato 423.328 pattuglie nella vigilanza sulle arterie italiane, con un dispositivo di controllo costante su strade e autostrade che ha permesso di verificare oltre 2.014.000 persone e contestare 1.602.794 infrazioni. Tra le violazioni rilevate, quelle per eccesso di velocità restano tra le più frequenti, con 462.312 casi accertati e una significativa presenza anche sulle tratte autostradali monitorate dai sistemi Tutor. Nelle 180 tratte autostradali, pari a 1.800 chilometri, la Polizia stradale controlla la velocità media attraverso il “tutor” e, dal 1° gennaio al 31 dicembre, ha rilevato 362.792 infrazioni per superamento dei limiti di velocità.

Ecco che allora il risultato lascia a bocca aperta. 63.537 patenti sono state ritirate nel 2025 e 41.788 carte di circolazione sospese, mentre complessivamente sono stati decurtati oltre 2,7–2,8 milioni di punti patente. Si tratta di un dato globale che non riguarda solo gli eccessi di velocità. Basti pensare che i controlli con etilometri e precursori hanno riguardato oltre 820.000 conducenti, con 11.126 sanzioni per guida in stato di ebbrezza e 1.469 denunce per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Pur numerosi e incisivi, i controlli non si traducono automaticamente in una riduzione uniforme degli incidenti e delle vittime sulla rete stradale italiana. Secondo stime preliminari sull’incidentalità nel primo semestre del 2025, vi è stato un lieve calo degli incidenti (1,3%) e delle persone ferite (1,2%) rispetto allo stesso periodo del 2024, con una diminuzione più marcata dei decessi entro 30 giorni dal sinistro (-6,8%).

Questi dati, pur basati su stime parziali, rappresentano progressi verso gli obiettivi europei di riduzione di morti e feriti sulle strade. È importante ricordare che le categorie di utenti vulnerabili – pedoni, ciclisti, motociclisti e utenti di monopattini elettrici – continuano a essere esposte a rischi elevati. Se da una parte si tratta di utenti deboli dall’altra hanno fatto notizia i controlli specifici effettuati dalla Polizia Locale di Milano su un campione di biciclette elettriche e monopattini fermati. Una larga parte dei veicoli risultava non conforme alla normativa prevista, con oltre metà dei mezzi (54 su 71) fuori norma. Sono state elevate 226 sanzioni per un importo complessivo di circa 378.000 euro. Una media di 1.770 euro a multa.

Un altro tema di rilievo nel dibattito sulla sicurezza stradale riguarda l’istituzione delle zone 30, ossia aree urbane in cui il limite di velocità è fissato a 30 km/h. A Bologna, il progetto “Città 30” – introdotto alla fine del 2023 e applicato diffusamente su buona parte delle strade urbane – ha mostrato nei primi due anni una diminuzione di incidenti, vittime e feriti, con stime che parlano di decine di vite salvate e riduzioni significative dell’incidentalità urbana. Tuttavia, la misura è recentemente stata annullata dal TAR dell’Emilia-Romagna che ha accolto il ricorso di alcuni tassisti, ritenendo che il Comune non avesse adeguatamente motivato strada per strada l’introduzione del limite di 30 km/h, come richiesto dalle normative vigenti. Il dibattito resta aperto. Insomma l’articolo 16 della costituzione recita “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”. Ma la libertà individuale finisce dove inizia la sicurezza degli altri.

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