Il mercato cresce oltre le attese. Quanti debutti al Salone di Parigi Stellantis in prima fila, ma i cinesi allargano ancora l’offensiva
Può sembrare assurdo: in un periodo che non invoglia certo ad acquistare una vettura – per i prezzi terribili del carburante e la situazione economica generale – il mercato italiano sta andando benino o comunque meglio del previsto. A luglio, sono state immatricolate 123.184 vetture, il 3,9% in più rispetto allo stesso periodo 2025. Dopo il balzo del 10,6% osservato a giugno, il nuovo dato segnala un rallentamento ma è anche vero che il bilancio dei primi sette mesi del 2026 resta solido: da gennaio a luglio le targhe hanno raggiunto quota 1.060.175, con un progresso dell’8,9% sulle 973.471 vetture dello scorso anno. Da qui, un rialzo delle previsioni UNRAE per l’intero anno: la nuova stima indica 1.610.000 immatricolazioni, 80.000 in più rispetto ai 1.530.000 veicoli ipotizzati a fine aprile. Se la previsione fosse confermata, il mercato chiuderebbe l’anno con una crescita del 5,5% sul 2025 e un recupero di oltre 84.000 unità.
Fattibile? Sì, anche grazie al debutto o al lancio commerciale di numerosi modelli nell’ultimo quadrimestre che avrà come clou il Salone di Parigi – che i francesi chiamano pomposamente Mondial de l’Auto – fissato dal 12 al 18 ottobre. Anche qui c’è un segnale positivo: fermo restando che i cari vecchi saloni dell’auto sono ormai un ricordo lontano, gli stand del Paris Expo Porte de Versailles promettono novità e voglia di lottare. Ci saranno, anzitutto, i tre maggiori gruppi europei con tutti i marchi (Volkswagen, Stellantis e Renault), i due brand coreani e Toyota, Ford e Mercedes, Volvo e Smart, la pletora di Case cinesi con BYD e Geely in prima fila. Guardando la top ten europea a metà 2026, solo il gruppo Bmw manca all’appello e questo rende l’evento parigino di buon livello, comunque superiore a quello del 2024, anno dell’ultima edizione. La copertina sembra destinata a Stellantis: si parla di una sessantina di modelli esposti tra Opel (con il restyling di Astra), Leapmotor (con la B05 Ultra, versione sportiva della compatta elettrica), i tre brand transalpini e quelli italiani. Partiamo dai nostri: se per Alfa Romeo è difficile ipotizzare di vedere qualcosa di nuovo, Fiat si prepara all’attesissimo debutto di Grizzly e Fastback, i due Suv compatti basati sulla piattaforma Smart Car della Grande Panda di cui richiamano lo stile e seguono la gamma motori con soluzioni benzina, mild hybrid ed elettriche. Curiosità notevole anche per Lancia che porta la nuova Gamma, Suv medio prodotto a Melfi che riprende la piattaforma STLA Medium oltre alle motorizzazioni di DS N°7 e Jeep Compass, di tipo mild hybrid, plug-in ed elettrico, sino a una potenza massima di 350 Cv. Quanto alle Case francesi, indubbia pole position per Citroen con la nuova 2CV, in veste di concept e pronta a riproporre in chiave contemporanea l’icona da oltre 5 milioni di unità vendute. Sarà una E-car (piccola, elettrica ed economica) e dovrebbe essere prodotta in Italia, in modo tale da essere venduta anche da Fiat e Opel con nomi diversi.
Passiamo al gruppo Renault: il marchio più popolare mostrerà delle concept “chiamate a esplorare un registro stilistico completamente diverso”, il che significa la chiusura del filone retrò, seguito (bene) nell’ultimo decennio. Gli appassionati francesi aspettano invece la nuova A110 che Alpine ha portato in anteprima (sacrilegio, per molti) al Goodwood Festival of Speed. Per ora è solo una concept mossa da un powertrain elettrico sino a 470 Cv ma potrebbe offrire anche varianti termiche o elettrificate. Quanto a Dacia, oltre a Striker – la nuova wagon dall’assetto rialzato – ci dovrebbe essere finalmente la piccola elettrica, basata sulla Renault Twingo. La Evader – se si chiamerà così – punta come da copione Dacia su un prezzo competitivo: circa 18.000 euro. Non si risparmia il gruppo Volkswagen, a partire da Audi che dovrebbe ‘giocare’ su due modelli agli antipodi per dimensioni e visione quali la A2 e-tron (piccola elettrica) e la Q9 ossia il maxi-Suv anche diesel. Scelta simile per Skoda con Epiq da una parte e Peaq dall’altra: due Suv ben diversi per forme e dimensioni uniti dalla disponibilità di sole motorizzazioni elettriche. Se Cupra non porta vere novità, la capogruppo Volkswagen punta forte su ID.Polo e ID.Cross: i modelli elettrici basati sulla piattaforma MEB a trazione anteriore, che completano la gamma Polo e T-Cross. La sorpresa potrebbe essere il debutto della versione di serie della ID.Every1, la piccola segmento A con prezzo da circa 20.000 euro.
Andiamo in ordine sparso con le altre novità. Hyundai mostra al pubblico la Ioniq 3, primo modello della Casa a proporre il nuovo linguaggio stilistico battezzato ‘Art of Steel’. Il brand premium Genesis fa debuttare la GV70 hybrid e (forse) vedere il concept sportivo GT. Da Mercedes tutti si aspettano la versione più piccola di sempre della Classe G – per ora chiamata Baby G – ma non ci sono certezze come peraltro per la Classe G Cabrio. Sicura invece la smart#2, araba fenice della fortwo, ovviamente elettrica e costosa. Sul tema, sempre più vivace, delle E-car interviene anche Honda, con una sorta di kei-car ‘all’europea’ quale Super-N che ha tutte le carte in regola per emergere. I cinesi? Ci saranno con i modelli più recenti che testimoniano la volontà di coprire al meglio tutte le nicchie e non solo di guardare ai numeri di massa come fanno BYD, Changan (presente con tre marchi) e la debuttante Li Auto. Ed ecco Denza Z (coupé elettrica da 1.000 CV), Xpeng G9L (dove L vuole indicare il concetto di Luxury) e Zeekr 9X, Suv che nasce con l’ambizione di entrare nel tempio delle ammiraglie premium.









