C’è il sorriso di Dalila. Che risale in moto per la prima volta dopo l’incidente di circa due anni fa. Aveva preso la patente da poco, ma che cosa successe su quella strada poco trafficata della Puglia non si scoprì mai. Si svegliò in ospedale senza ricordare nulla, con una lesione alla quarta vertebra. O quello di Nausicaa, innamorata dell’equitazione e dello scoprire paesaggi nuovi in motorino: “È lo stesso vento tra i capelli, una sensazione unica di libertà”. Come Dalila, perse l’utilizzo delle gambe dopo un incidente in motorino, un guardrail troppo basso e quelle rocce su cui cadde a causa del fiume in secca: “Cercai subito un modo per tornare in moto, questa è la seconda volta che provo”. Sono gli stessi sorrisi di cui ha parlato Niccolò Zanardi, figlio di Alex e ora Ambassador di SpecialMente, il programma di responsabilità sociale di impresa di BMW Italia, ideato proprio grazie all’esempio di Alex: “Voglio ringraziare tutte le persone che scelgono ogni giorno di alzarsi la mattina e cercano un motivo per sorridere. Come diceva papà, non c’è niente di più bello”.
Sembrava un’idea un po’ folle: “Volevo tornare a correre in pista. Da quando mi amputarono la gamba destra, il pensiero è sempre stato quello. Pensavo ad Alex. Se ce l’aveva fatta lui, perché non provarci?” racconta Emiliano Malagoli, campione paralimpico di motociclismo: “In Italia non esisteva ancora una realtà che mettesse a disposizione moto adattate. Dopo vari tentativi riuscii a omologare la mia moto da corsa e realizzare una protesi che mi permettesse di gareggiare”. Quattrocento giorni dopo l’incidente, in quella giornata di inizio settembre del 2012, Emiliano torna al Mugello, di nuovo in pista. Un circuito che significò tanto, anche nella sua vita personale. Fu proprio lì che incontrò la moglie Chiara, anche lei pilota e campionessa europea nel 2006. Insieme decisero di avventurarsi in un progetto ancora più folle: “Quel sogno non poteva essere solo mio. Anche in questo Zanardi fu un po’ un mentore, soprattutto nel provare a fare qualcosa per gli altri. Nel 2013 nacque DiDi, la nostra associazione, che offre a persone con disabilità la possibilità di tornare in moto o avvicinarsi a questo mondo. Il grande passo l’abbiamo fatto nel 2019 con il supporto di BMW”. Aoggi sono circa 550 i ragazzi e le ragazze che Emiliano ha rimesso in sella. Ma non solo: “Siamo riusciti a creare due campionati ufficiali, uno italiano e uno europeo a cui hanno partecipato più di 200 piloti con disabilità, provenienti da 12 Paesi diversi”. Per molti di loro, l’inizio di questo percorso avviene durante le giornate organizzate da Di.Di. e BMW Italia, come quella dello scorso 4 settembre all’Autodromo di Vallelunga. I partecipanti, divisi in tre gruppi a seconda delle esigenze fisiche, hanno avuto la possibilità di tornare in moto seguiti da un istruttore con lo stesso tipo di disabilità: “Solo chi è nella stessa condizione può capire come si guida al meglio un certo tipo di moto, eliminando ogni alibi e mostrando che tutti ce la possono fare”. La giornata si è conclusa con una prova in pista, e con quei sorrisi di chi ha ritrovato il modo di sognare e iniziare un nuovo viaggio a due ruote. Sempre con il vento tra i capelli.











