La Fiat ha finalmente l’erede di Punto e Uno e torna nel segmento B François: “Allegra, colorata, simpatica, comoda: è l’auto per tutti”
La Felicità per ora è quella cantata da Albano e Romina. È un bicchiere di vino con un panino… Ma nei sogni di casa Fiat lo potrebbe diventare anche la nuova Grande Panda, l’auto nata con la responsabilità di riportare il sorriso in azienda, restituendole quello che è sempre stato il suo regno, il segmento B, dove Fiat è stata leader per decenni, con oltre 23 milioni di veicoli venduti in tutta Europa. Grande Panda è un’auto che nasce con una responsabilità enorme: andare a occupare quei territori che un tempo erano dominati da Uno e Punto, le Fiat che non ci sono più. L’ultima Punto era uscita dagli stabilimenti di Melfi nel 2018. Poi sono arrivate la pandemia e la folle rincorsa all’auto elettrica, tanto che Fiat si era messa a presentare prima le versioni elettriche dei nuovi modelli, decidendosi poi di mettere sul mercato anche le versioni termiche, pur se mascherate da ibride a 48 volt. Ora Grande Panda nasce in doppia versione: ibrida ed elettrica, ben sapendo che sul mercato italiano le cifre non saranno paragonabili per un bel pezzo. “La Grande Panda segna per noi un ritorno a casa: è un modello per tutti, spazioso, pratico, intelligente e a buon mercato. È l’erede di modelli che hanno fatto la storia del nostro marchio come la Uno o la Punto. Non sostituirà l’attuale Pandina prodotta a Pomigliano, ma si aggiungerà alla gamma”, spiega Olivier François, il responsabile del marchio Fiat a cui recentemente è stato affidato anche il neonato ufficio marketing di tutto il gruppo. Il manager francese è uno dei pochi sopravvissuti a cavallo di due epoche: lui c’era con Marchionne, c’era con Tavares e c’è ancora adesso. D’altra parte uno che racconta: “Ieri ho chiamato Bono e gli ho chiesto se voleva una Grande Panda in versione Red e lui me ne ha ordinate due da mandare a Dublino”, è uno da tenere stretto in un momento in cui Stellantis deve riuscire a farsi voler bene.
La Grande Panda della Panda originale ha ereditato il nome e il profilo. La Pandina come la chiamato tutti è un’altra cosa e continuerà ad essere prodotta in Italia, mentre la sorella maggiore arriverà dalla Serbia e quindi non potrà sfoggiare nessuna bandiera italiana per non litigare con il ministro Urso. È una macchina compatta (3,9 metri di lunghezza, 1,75 di larghezza e 1,57 di altezza) disponibile nella versione ibrida con un motore turbo 1.2 litri a 3 cilindri, 100 CV, batteria agli ioni di litio da 48 volt e cambio automatico eDCT “easy drive” e nella versione elettrica con batteria da 44 kWh, autonomia combinata WLTP di 320 km e motore elettrico da 83 kW (113 CV). La scelta del cambio automatico viene spiegata con la volontà di introdurre gli italiani in un modo di guidare che rappresenta il futuro. “È allegra, colorata, simpatica e comoda: ha il cambio automatico di serie e c’è tanto spazio anche dietro grazie alle forme squadrate”, aggiunge François raccontando di come Grande Panda torni ad essere una World Car per Fiat. Un’auto che deve andare bene in Europa come in Sud America e nel Middle East. Un’auto che deve fare dei numeri importanti soprattutto in Europa dove la crisi si è fatta sentire, anche perché oltre la 500 e la 600 non c’era altro da vendere. La Grande Panda ha una doppia missione: “Rendere più accessibile e semplice l’elettrificazione ed ispirare. Dobbiamo fare auto che davvero possano ispirare”. Grande Panda si fa guardare, questo almeno è quello che abbiamo constatato girando a Torino. Non passa inosservata e questo è già un primo risultato. Sarà per i colori sgargianti, per le linee dure e originali, per uno sguardo luminoso che non è banale né davanti né dietro, ma attira gli sguardi. Èandata a pescare nella storia (“Siamo qui da 125 anni e vogliamo restarci”) ispirandosi alla Panda, ma anche alla Centoventi presentata nel 2019 al Salone di Ginevra, l’ultimo che si ricordi davvero. “Quella era un’auto frugale con idee geniali – ricorda François – ma anche la Grande Panda non è da meno: è l’unica elettrica con un cavo di 4,5 metri che esce dal frontale e si ritrae come su un aspirapolvere, così non si perde la pazienza a cercarlo nel baule e non ci si sporcano le mani quando piove. Inoltre, comesulla Panda originale, l’abitacolo è pieno di vani porta oggetti. Poi, abbiamo semplificato al massimo la grafica del sistema multimediale e le porte dietro hanno un’apertura a 90 gradi per poter comodamente legare un bambino sul seggiolino”. Grande Panda è la prima auto sul mercato a includere un cavo di ricarica integrato e retrattile, peccato che per non esagerare con le dimensioni del cavo, la si possa ricaricare solo fino a 7 kW, completando una carica dal 20% all’80% in 4 ore e 20 minuti. Volendo però si può sempre scegliere la ricarica tradizionale più scomoda, ma più veloce. Diciamo che il cavo retrattile è utilissimo per chi può ricaricare a casa, di sera o quando ha intenzione di fermarsi a lungo in un centro commerciale, al ristorante o al centro sportivo. E comunque è un’idea. Olivier François racconta di averla fortemente voluta e di averci messo un po’ a convincere Tavares (quando ancora regnava lui). Gli interni sono semplici, ma spaziosi e anche ecologici: i componenti in alluminio e plastica sono stati ricavati da cartoni per bevande riciclati e miscelati negli interni in plastica blu. Ogni auto contiene il materiale riciclato di 140 cartoni. La plancia della versione “Prima” è rivestita utilizzando il “BAMBOX Bamboo Fiber Tex”, un tessuto innovativo e sostenibile contenente vere fibre di bambù. Guardi la Grande Panda, ti siedi al volante, cerchi il pulsante d’accensione e non lo trovi perché c’è ancora la cara vecchia chiave, ma capisci che dentro c’è un’idea, un pensiero, la voglia di tornare ad essere protagonisti a prezzi tutto sommato accessibili per il trend di oggi (da 16.950 euro la ibrida e da 22.950 l’elettrica, ma con rottamazione e finanziamento). Resterebbe solo un desiderio: ma la mitica versione 4×4 tornerà mai? Ti spiegano che in realtà non se ne vendevano molte. E comunque: “Stiamo studiando come proporla a un prezzo accessibile, potremmo aggiungere un motore elettrico sull’asse posteriore. So bene che tra il 4×4 e la Panda c’è una lunga storia d’amore”. Quella tra l’Italia e Fiat è nelle mani della Grande Panda. Felicità in fin dei conti è anche tenersi per mano e andare lontano…









