Nella fabbrica di Sant’Agata dove regnano rigore tedesco e creatività italiana La Temerario è l’ultimo gioiello con un V8 biturbo da 920 CV da 10 mila giri
L’Italia è patria di campanilismi e dispute, ma anche tradizioni ed eccellenze esportate in tutto il mondo. Una controversia, in particolare, divide le Province di Modena e di Bologna: il Turtléin o il Turtlén, la ricetta originale dell’ombelico di Venere, icona del bello, riconosciuta ovunque, con un design che sfiora la perfezione, e del buono, con il bilanciamento ideale di materie prime ed esperienza. Dite che non è l’unica competizione tra Modena e Bologna? In effetti mi viene in mente almeno un’altra eccellenza in cui le due Province si contendono il primo posto: le auto sportive!
Design senza paragoni, identificabile anche dallo specchietto retrovisore, e contenuti tecnici espressione del miglior equilibrio possibile tra materiali e progettualità, sono il cuore di un altro simbolo del nostro Paese, Lamborghini Automotive. L’azienda ha appena presentato nella sua sede, a Sant’Agata Bolognese, la nuova supersportiva HPEV che completa l’ibridazione della sua gamma. Temerario, con un motore V8 biturbo da 920 CV, può superare i 340 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi. . “È, insomma, un propulsore biturbo che si comporta un po’ da aspirato. Ha un funzionamento e un sound che rendono onore alla nostra tradizione motoristica”, spiega Stephan Winkelmann, Chairman and CEO.
Il primo V8 al mondo a raggiungere i 10.000 giri/min, tra le supersportive stradali, lavora con 3 motori elettrici, garantendo trazione integrale e una potenza combinata di 920 CV. A 12 driving modes (modalità Città, Strada, Sport e Corsa combinate con le opzioni Recharge, Hybrid e Performance), si aggiunge un “Drift Mode”, per coadiuvare il pilota a generare un sovrasterzo controllato enfatizzando il divertimento alla guida. Il telaio è realizzato interamente in alluminio, con una nuova lega ad alta resistenza per fusioni in alta pressione, l’impiego di estrusi idroformati altoresistenziali e fusioni cave con sezioni di inerzia chiusa a spessore sottile, ottenute tramite anime interne. Il pacchetto “Alleggerita”, dedicato ai clienti orientati alla pista, riduce il peso di 25 kg e migliora l’efficienza aerodinamica del 67%. L’elenco delle peculiarità tecniche è infinito, ma a me hanno colpito altri aspetti.
L’autonomia elettrica tra gli 8 e i 10 km/h sembra che sia sufficiente per attraversare il centro delle principali metropoli europee e utilissima per lasciare la propria casa la mattina presto senza svegliare i vicini. Fermo restando che, se avessi una Lamborghini, forse sarei circondata da vicini altrettanto bolide-dotati e il rombo del motore farebbe da colonna sonora, la sostenibilità di Lamborghini non è tanto nell’elettrificazione dei modelli quanto nei virtuosismi adottati nei processi produttivi.
Nel 2025, infatti, l’azienda festeggerà i suoi primi 10 anni di carbon neutrality certificata, frutto di una gestione visionaria.









