Il chief designer racconta le sue Rosse in “Creative Journeys” un volume ricco di disegni, schizzi, fotografie e parole
Afuria di disegnare Ferrari sempre diverse una dall’altra, Flavio Manzoni ha deciso di cambiare look pure lui. Date un’occhiata alle sue ultime fotografie e capirete. È un Manzoni che sembra provenire dalla Silicon Valley con tanto di cappellino sempre calato sugli occhi. Ma a parlare sono sempre e soprattutto le sue idee che si trasformano in disegni e poi in automobili da sogno. Oggi potete fare un viaggio nei suoi pensieri sfogliando “Ferrari Design, creative journeys”, il bel libro edito da Skira che racconta le sue creazioni, da LaFerrari alla F80, l’ultima supercar. Un viaggio attraverso 15 modelli che hanno cambiato la storia della Casa di Maranello in attesa di Luce, la Ferrari elettrica che verrà presentata tra un mese a Roma, ma sarà la prima a non essere firmata dall’architetto sardo che ha fatto sognare milioni di ferraristi in questi anni, inventandosi sempre qualcosa di nuovo.
“Questo libro è un viaggio creativo attraverso i progetti più significativi di un percorso iniziato nel 2010, anno in cui ho assunto l’incarico di formare e dirigere il primo Centro Stile interno alla Ferrari”, scrive Manzoni raccontando la trasformazione avvenuto in piena era Montezemolo, quando si decise di interrompere la collaborazione con Pininfarina per dotarsi di uno studio di design interno. Il primo passo è stato quello di assimilare il DNA Ferrari e di tradurlo in un linguaggio coerente e rispettoso della tradizione, ma cercando soprattutto di anticipare la naturale trasformazione del marchio. Un cambiamento radicale, come spiega Manzoni: “In passato la progettazione di una Ferrari affidava ai designer il compito di disegnare il vestito della vettura a partire da un layout tecnico e meccanico definito dalle performance di progetto. Dal 2010 si è cominciato ad adottare un approccio olistico dove i designer vengono coinvolti fin dalle prime fasi di progettazione”. Funzione e bellezza devono andare di pari passo. Una Ferrari ha prestazioni uniche, ma deve avere anche un aspetto unico che la renda sportiva, ma allo stesso tempo elegante. Un modo di pensare che ha avuto la sua sublimazione nella Roma e nell’Amalfi. “L’idea che ci guida è quella di pensare all’automobile come a un oggetto d’arte, costruito su concetti più arditi e all’avanguardia, tracciando traiettorie inaspettate. È una maniera visionaria e trasversale di concepire una Ferrari…”. Da questo modo di pensare è nato un capolavoro assoluto come la Monza e un oggetto rivoluzionario come il Purosangue, il Suv non Suv del Cavallino. L’approccio creativo di Manzoni si rifà ai grandi architetti degli anni ’60 e ’70. Lui pensa sempre a Achille Castiglioni, Bruno Munari, Marzo Zanuso, Enzo Mari e Mario Bellini che hanno insegnato al mondo il significato profondo del design. Questo libro, che è anche il catalogo della mostra ospitata al Mauto qualche tempo fa, è davvero un lungo viaggio creativo che ci porta a capire la filosofia che c’è dietro ad ogni vettura.









