Ormai non è più in produzione, ma la versione termica ha valutazioni esagerate. La Jaguar I-Pace invece…
Spesso tendiamo a generalizzare, parliamo di “media” del mercato. Ma la media è un risultato centrato soltanto per chi nella media. In realtà il mercato, anche dell’auto, è fatto di picchi. Di casi singoli. Ecco perché allora vogliamo trattare due casi singoli che riguardano il mercato dell’usato. Il primo è la smart. La piccola della casa tedesca Mercedes. Nello specifico la smart Fortwo, la Smartina. Quella che ha conquistato i romani, la città con più Smart al mondo. Quella comodissima da parcheggiare grazie a una lunghezza di poco superiore a 2,5 metri. Si parla di parcheggi in cui ci sta solo la Smart. Quella che da qualche anno hanno smesso di produrre equipaggiata con motori a benzina, era rimasta in vendita solo quella elettrica. E oggi neppure quella. Pochi mesi fa a Milano è stata consegnata l’ultima Smartina elettrica. Smart esiste ancora, ma produce auto diverse, ben più grandi, le Smartone… Torniamo alla Smartina. Oggi ve ne sono alcune ancora in giro datate 2006 hanno anche oltre 150.000 km. Fanno ancora egregiamente la loro funzione e hanno valori decisamente alti considerando l’età. Si parla di 3mila euro. Ma il “caso” è l’ultima serie di Smart termica. Ecco che in quel caso per portarne a casa una si arriva a spendere 15-16.000 euro. Cifre vicine a quelle del nuovo per una vettura che magari ha anche 30mila chilometri.
Prezzi spesso superiori a quelle della corrispondente versione elettrica. Strano ma vero: ricercatissi-ma… Chi la vuole è disposto a spendere cifre importanti. Chi ce l’ha in garage tendenzialmente se la tiene.
L’altro “caso” che vogliamo trattare è quello della Jaguar i Pace. In questo caso si tratta di una vettura totalmente elettrica. Cinquecento chilometri di autonomia, quattrocento cavalli. Ha tutte le carte in regola: trazione integrale, un bel design. Un prezzo di acquisto da nuova importante, vicino ai 90.000 euro. E la si trova oggi da concessionari con soli tre anni di vita e magari 45.000 km a cifre di poco superiore ai 30.000. Praticamente un terzo. Chi l’ha comprata nuova starà piangendo. Chi la compra oggi fa un affare. Discorso analogo per la Mercedes EQB. La morale dei due esempi ci fa capire che oggi comprare un usato elettrico può essere davvero un’ottima idea. Soprattutto se ha determinate caratteristiche: autonomia superiore ai 400 km sopratutto. Altro che incentivi. Si va sull’usato, magari garantito dalle case e si porta a casa al prezzo di un’utilitaria ben accessoriata un’auto che magari nuova costava 70.000 euro. Certo non bisogna aver paura. Perché se il giorno dopo proviamo ad andare su portali come “noi compriamo auto” per cercare di venderla il risultato è che non l’accettano neppure indipendentemente dalla cifra. Ma noi pensiamo che nel giro di un paio d’anni il valore dell’elettrico potrebbe aumentare e di molto. Ci potremmo trovare come nel 2020 a una bolla negativa dove i prezzi sono alterati al ribasso. L’usato potrebbe essere il “cavallo di troia” per l’elettrificazione. E chi le prova per qualche mese poi difficilmente torna indietro. D’altra parte le elettriche aiuteranno proprio a rompere quel muro dei 100.000 km. Un muro tutto ideologico che fa sì che nelle auto ci sia un deprezzamento molto forte dopo i 100.000 km. Perché si temono lavori importanti, la distribuzione, il cambio. Così non è nell’elettrico. I motori sono praticamente eterni. L’unico tema può essere quello delle batterie, ma spesso sono garantite otto anni o 200.000 km. E in ogni caso anche passato questo periodo, ipoteticamente hanno una capacità residua che è superiore all’80%. Quindi non è che si fermano da un giorno con l’altro. Avranno soltanto meno autonomia, ma restano utilizzabili ancora per molti anni.
La dimostrazione lo è la prima serie della Prius. Una ibrida che circola ancora dopo molti anni e con tanti chilometri sulle spalle. E allora forza, tutti a caccia dell’affare. Ricordandosi però che l’auto non può essere un investimento. Ma è un bene di utilizzo. Sarebbe come pensare che si può fare un investimento comprando una lavapiatti. Ma così non è, la si usa, ci si trova bene. E magari la si può rivendere usata. Ma senz’altro a un valore inferiore rispetto all’acquisto. Così dovrebbe essere anche per le auto.









