Palermo: “Voglio essere ricordato come chi ha contribuito a cambiare l’auto partendo da una sola linea di montaggio”
In un tempo sbandato per l’auto come questo, già costruire modelli di successo è un’impresa. Se elettrici ancora più faticoso, se realizzati in Italia quasi una follia.
Umberto Palermo, 51enne siciliano di origine e torinese di adozione, non è sicuramente designer e imprenditore che teme il momento, anzi ne trae linfa vitale per un progetto che ha iniziato cinque anni fa, Mole Urbana.
Omaggio alla ex-città dell’auto (“Non si è ancora compreso il danno non solo economico che sta subendo: eravamo un centro di creatività e di tecnologia unico al mondo, ora siamo poca cosa” sottolinea) e vocazione del quadriciclo elettrico che – nei suoi piani – dovrebbe diventare il prodotto ‘made in Italy’ per eccellenza da guidare nelle strade cittadine.
Da metà maggio, Mole Urbana è entrata nella vera fase di lancio, soprattutto grazie a un nuovo assetto aziendale dove a Palermo e a un socio, si sono aggregati Cassa Depositi e Prestiti, il Fondo Piemonte Next e un gruppo di imprenditori marchigiani per un terzo del valore complessivo, sui 10 milioni di euro. Detto che fa notizia l’intervento diretto dello Stato (circa il 22% della quota) in una piccola Casa nazionale, è sull’asse Piemonte-Marche che si articola la parte costruttiva tanto che l’azienda, di cui Palermo è il fondatore e il presidente esecutivo, ora si chiama MU-Fabriano. “Tutti gli elementi vengono costruiti nel distretto di Fabriano e assemblati sulle nostre linee a Orbassano, dove abbiamo recuperato il sito dell’ex-Stola. Una costruzione molto ‘leggera’ che consente di fare in fretta e tenere bassi i costi di produzione: a regime, già nel 2026, puntiamo a 1.200 unità all’anno” spiega Palermo, designer eclettico con tanto di esperienza operaia nella periferia milanese e da 31 anni nel settore creativo, con un passaggio decisivo in IDEA Institute dove in una decina di anni da giovane di bottega diventa responsabile del reparto design. “Disegnare non significa solo usare carta e penna, ma anche creare un modo di vivere” è uno dei suoi mantra. La gamma completa di Mole Urbana prevederà 11 configurazioni, per ora ce ne sono tre: la Sport GT a due posti, la Cabrio sempre a due posti e quella a quattro posti che ha debuttato proprio a Fabriano e sorprende perché in soli 3,30 metri di lunghezza ha una comodità da berlinona.
Le batterie (unico elemento che arriva dalla Cina) assicurano da 70 km a 150 km di autonomia a seconda della loro potenza che può farla rientrare nella categoria L6 (quadricicli leggeri, guidabili anche dai 14 enni) o L7 (non leggeri).
Prezzo? Per l’entry level, lunga 2,60 metri, si punta a non superare i 12mila euro. “Il primo lotto di 500 unità è piazzato, ma faremo i conti dopo i risultati dei temporary store che abbiamo aperto a fine luglio in 30 concessionarie sparse per l’Italia. Sono quelle che hanno scelto di distribuire Mole Urbana. insieme a brand già nel loro portafoglio come Mercedes, smart, Bmw, Mini, Maserati, Bentley e Porsche. Poi a settembre, si parte con la produzione e le vendite gestite da un portale” spiega Palermo, visionario pragmatico ma spinto nell’impresa da un fuoco particolare, ammirevole per i tempi. “Tra 20 anni voglio essere ricordato come l’uomo che ha contribuito a cambiare l’auto italiana, partendo da una sola linea di montaggio”. Auguri.









