Frigerio e la GABTherapy: “Serve a lavorare sull’emotività delle persone”. E il ricavato va alle vittime della strada
Auto sapiens, se ne parla sempre più spesso, ma siamo tutti d’accordo sul fatto che il ruolo del “pilota” resta centrale. “Da pilota, istruttore e collaudatore sostengo che tutti gli adattamenti e i ritrovati tecnologici che aiutano i conducenti sono utili dal momento che vi sia una consapevolezza all’utilizzo ed ai limiti di questo “progresso” spiega Omar Frigerio creatore della “guida al buio “ e della “GABTherapy”. Frigerio da 25 anni propone corsi davvero particolari come “guida dinamica differenziata e controllo della sbandata” in cui insegna a frenare in emergenza mettendo l’auto di traverso ovvero facendo il “pendolo”.
Insomma roba seria! Il suo curriculum da pilota, collaudatore e istruttore sommato alle centinaia di ore seduto al fianco di allievi lo ha portato a sviluppare due progetti differenti che mettono sempre al centro l’automobilista: “Guida al buio e GABTherapy”.“Nove anni fa – spiega Frigerio – abbiamo conseguito un record del mondo con un ragazzo cieco alla guida, Daniele Cassioli, compiendo dieci giri dell’autodromo di Castelletto di Branduzzo a Pavia per un totale di oltre diciotto chilometri. Di questi dieci almeno uno è stato compiuto con un gran tempo: sotto i due minuti e venti. Da li – continua Frigerio – mi è venuta l’idea di proporre delle esperienze di guida al buio www.guidaalbuio.com per far capire ai normodotati cosa significa avere una disabilità. Si svolgono su circuiti apposti e ti portano ad uscire dalla “comfort zone” facendo un’attività apparentemente normale, ma che diventa straordinaria e lavora sull’emotività delle persone”.
Ma come funziona? “Uno tra gli unici otto istruttori certificati al mondo per la “guida al buio” siede a fianco del “pilota” reso temporaneamente cieco da una apposita maschera e con la sola voce lo accompagna in questa esperienza fuori dal comune instaurando un rapporto di fiducia cieca”. Va detto che il ricavato delle attività della “guida al buio” viene devoluto in beneficenza all’associazione “2nove9 aps vittime della strada” con la quale il gruppo “Patentando”, di cui Frigerio fa parte, va nelle scuole a fare di cultura sulla sicurezza stradale ai più giovani. “Dalle esperienze nate lavorando con in disabili e portate emotivamente sui normodotati – continua Frigerio, è nata la GABTherapy www.gabtherapy. com . Si tratta di un lavoro emotivo sulle persone che soffrono di stati d’an sia e attacchi di panico alla guida (amaxofobia)”.
Una problematica più comune di quanto non si possa credere. La guida è un’attività quotidiana, al pari della cucina casalinga ma spesso lo stress generato dal traffico e non solo può influire pesantemente portando alla fine il guidatore ad accostare e non riuscire più a proseguire. C’è bisogno quindi in questi casi di una rieducazione alla guida per riprendere confidenza con il mezzo in sicurezza. “Noi – conclude Frigerio – lavoriamo in sessioni one to one con istruttori certificati e dedicati (ve ne sono solo 4 in tutto il mondo) e portiamo in una decina di incontri il guidatore a ritrovarsi in una situazione di comfort”. Al momento queste sessioni si svolgono solo in Lombardia anche se la richiesta è alta da tutta Italia. Certo è che il ruolo della “vecchia” scuola guida, nel 2025, in molti casi è ormai inadeguato e superato. Se si vuole parlare di “auto sapiens e automobilisti sapiens” è necessario avere una visione della mobilità 2.0 e non solo per quello che riguarda i veicoli e le infrastrutture ma anche nella formazione degli automobilisti perché il ruolo del guidatore resta comunque centrale.









