Tre gli allestimenti, due le motorizzazioni: elettrica e ibrida Napolitano: “Abbiamo dimostrato di non aver avuto paura a ripartire” E’ fabbricata in Spagna, ma all’interno si respira il gusto italiano
La storia della nuova Ypsilon è quella della resurrezione di un marchio che prima della fusione con il Gruppo Psa se non era morto era almeno moribondo. Restava in vita perché la vecchia Ypsilon, ormai auto di un’altra epoca, continuava a riscuotere successo offrendo una city car elegante e a prezzo contenuto. Molto contenuto. Lancia era destinata ad accartocciarsi su se stessa senza un futuro per cui combattere, ma poi è arrivato Carlos Tavares che avrà tanti difetti, ma ha certamente il merito di voler tenere in vita i grandi marchi italiani caduti un po’ in disgrazia. A modo suo, certo. Ma se Lancia e Alfa hanno ancora una vita è perché quest’uomo con la passione delle corse sa quello che significano questi brand in un mondo in grande evoluzione come quello della mobilità di oggi. Litiga con il Governo italiano un giorno sì e l’altro pure, non si spaventa se le nuove Alfa Romeo e le nuove Lancia vengono prodotte all’estero, ma almeno le tiene in vita proponendo nuovi modelli, magari un po’ troppo somiglianti ad alcune sorelle francesi, ma con una loro personalità. “Lancia stava per sparire, era chiaro che non c’era un piano sui prodotti, una visione per il futuro, investimenti pianificati per rilanciare il marchio – ha detto Tavares – non era rispettoso per la storia e il valore di un brand italiano fantastico. Non potevamo lasciare che succedesse. Oggi Lancia ha un nuovo futuro”. Un miracolo italiano, verrebbe da dire. Anche se l’auto in oggetto è prodotta in Spagna e ovviamente non potrà fregiarsi di nessuna bandierina tricolore, pena lo stop alla frontiera.
Quest’auto italiana made in Spain, fabricado en España, è comunque una Lancia per quello che si respira una volta saliti a bordo dove il lusso, anche in un’auto che non è certo un’ammiraglia, si respira davvero. Ci sono tanti piccoli dettagli che la rendono unica e piacevole. La nuova Ypsilon è un manifesto di quello che vuole tornare ad essere Lancia. Un brand che mantiene le promesse e un brand che ha dimostrato di non avere paura come ha ricordato Luca Napolitano, il ceo Lancia, davanti a presidente e amministratore delegato di Stellantis: “Non abbiamo avuto paura di chiudere la produzione e la vendita della Ypsilon attuale, nonostante sia una vettura di grande successo; non abbiamo avuto paura di ripartire da un’auto completamente nuova; non abbiamo avuto paura di creare un nuovo sistema di distribuzione; non abbiamo avuto paura di iniziare a parlare con un cliente nuovo e completamente diverso”. Perché Ypsilon non ha nulla a che fare con quella che lo scorso anno è stata venduta in 44.743 unità, terza auto più venduta in Italia, il secondo modello più venduto di Stellantis dopo la Panda. Prima di tutto è anche la prima Lancia elettrica della storia (con più di 400 chilometri di autonomia) e poi ha dimensioni e spazi che la portano lontana dall’essere considerata una city car. La nuova Ypsilon è lunga 4,1 metri, larga 1,76 e alta 1,44. La vecchia era lunga 3,70 metri. Una bella differenza che rende la nuova Lancia comoda e con una buona abitabilità anche sui sedili posteriori. È quasi un’auto di segmento superiore per quello che offre come contenuti di eleganza e tecnologia. Vuole dare l’idea di un’auto che diventa un salotto di casa e ci riesce abbastanza, non solo per quel tavolinetto centrale che fa un po’ tea-table e non è apprezzabile solo nella lussuosa versione Cassina, il top di una gamma che evita troppe complicazioni e prevede solo tre allestimenti: quello di entrata, denominato semplicemente Nuova Lancia Ypsilon, la porta d’ingresso, dedicata ai clienti più giovani, moderni, che vogliono connettività e tecnologia; la Nuova Lancia Ypsilon LX, versione dedicata ai clienti più esigenti con scelte adeguate in quanto a materiali e dettagli e la Nuova Lancia Ypsilon Edizione Cassina. Le motorizzazioni previste sono due: l’elettrica da 156 cavalli e la Ibrida che è interessante da guidare sia in città che sulla collina di Superga, spinta da un motore 1.2 a benzina da 100 cavalli con sistema mild hybrid a 48 Volt il cui motore elettrico viene in soccorso durante le fasi in cui la vettura consuma di più, come ripartenze da fermi e accelerazioni. ”In Italia all’inizio l’80% dei clienti sceglierà la versione ibrida, ma dal 2026 prevediamo di arrivare a un bilanciamento e il 50% acquisterà quella elettrica”, assicura Napolitano che già guarda alle prossime tappe del percorso Lancia con la versione HF della Ypsilon che riporterà la Casa nei rally italiani per far correre i giovani e poi la Gamma e la Delta. Il grande passato Lancia resta fedele ai suoi nomi. Ma ha davanti una nuova sfida che non è certo facile da vincere.













