
Sicurezza e semplificazione. Sembra uno slogan da campagna elettorale. Angiolino Marangoni non è un politico, ma agisce come se lo fosse: osserva gli aspetti della realtà che non lo convincono e pensa a una soluzione per correggerli. Nella realizzazione emerge il suo spirito imprenditoriale, va dritto al punto. Sono nati così i tanti dispositivi per cui è noto, non solo nel veronese in cui vive e si ingegna, ma in tutta Italia. La macchina per disegnare più velocemente le linee dei campi da calcio, la pittura bianca atossica ed ecologica, le porte anti-ribaltamento, due macchine per pulire e lucidare gli scarpini. “Con queste invenzioni ho frequentato alcune società di Serie A come Verona, Juve, Bari e Bologna. Avevo rapporti stretti con i dirigenti, si fidavano di ciò che proponevo. Per il Mondiale del 1990 adottai anche la macchina per le strisce tricolori sui campi”.
La sua attenzione si è poi spostata sulle strade. Da qualche anno, quando guida, sul suo furgone ci sono due pannelli luminosi apposti alle targhe davanti e dietro il mezzo. Recano due scritte, “avanti please” o “salvavita pedone” quella anteriore, “ostacolo e pericolo” quella posteriore. Servono proprio a quello, a salvare la vita ai pedoni. Illuminandosi fanno capire a chi deve attraversare la strada sulle strisce pedonali che il veicolo in arrivo sta frenando e si fermerà per rispettare il loro diritto di precedenza. Sono collegati all’impianto frenante dei mezzi. “Il pannello posteriore l’ho aggiunto dopo perché c’è sempre la tendenza a sorpassare chi si ferma. I primi tempi invitavo le persone a notare le scritte”.
Come tutte le sue idee, anche questa è stata brevettata. Memore della lezione di Meucci, Marangoni non vuole che nessuno si appropri delle sue creazioni: “Cerco di realizzare qualcosa già al massimo livello, senza che risulti superabile”. Il nome del dispositivo salva-pedoni è “Elvia98” e non si discosta dagli altri. Le macchine per gli scarpini sono “JessiClean” e “GiuliPulisher”, quella per le linee dei campi è “Angelica”, la porta che non si ribalta è “Alessandro”. Sono tutti membri della famiglia di Marangoni: i suoi brevetti nascono per semplificare la loro quotidianità e renderla più sicura. Jessie, Giacomo e Angelica sono i figli, Alessandro il nipote. Ed Elvia? “La mia mamma, scomparsa a 98 anni. Ero sempre preoccupato quando attraversava la strada da sola. Mi chiedo come sia possibile che i veicoli non siano dotati di sistemi che facciano capire ai pedoni le loro intenzioni alla guida. Pur sulle strisce pedonali, non si sa mai come si comporterà un autista. È una grave anomalia”. Elvia funge anche da acronimo: Efficace, Lampeggiante, Verde, Indispensabile, Automatico.
L’idea non è rimasta inosservata. “La Polizia mi ha fermato, inizialmente per multarmi. Poi ho spiegato a cosa servissero i pannelli e ho ricevuto i complimenti”. Per lo stesso motivo sono stati fermati anche i fratelli Denis e Andrea Soso, tassisti che hanno adottato il sistema Elvia98: “Abbiamo mostrato agli agenti ad altri colleghi interessati l’opuscolo per l’utilizzo già depositato al Ministero dei Trasporti”. “Il mio obiettivo”, dice Marangoni, “è sanare un vuoto normativo”. Sì, Marangoni si comporta anche da politico.













