Il costruttore cinese si tuffa nel ricco segmento dei B-Suv e corteggia la filiera della componentistica italiana
Byd Atto II: nomen omen verrebbe da dire, perché non è solo un’auto, ma una sorta di manifesto industriale. La Casa cinese intensifica lo sbarco in Europa grazie a un nuovo stabilimento ungherese e a un polo in Turchia (niente dazi con Bruxelles) e ha deciso di coinvolgere il tessuto industriale della componentistica, a cominciare da quello italiano. Lo ha detto Alfredo Altavilla, già manager Fca di lungo corso e oggi special advisor per l’Europa della Casa cinese. Proprio per questo è stato organizzato al Museo dell’Auto di Torino un incontro con le aziende del settore: l’evento è stato un successo, e benché sia difficile prevedere quanti di questi colloqui porteranno a contratti di fornitura, rappresenta un punto di svolta. “Byd in Cina è un’azienda verticalizzata (cioè costruisce quasi tutto in casa, ndr) – ha spiegato Altavilla – ma con cinque stabilimenti nel mondo saranno necessari fornitori locali. Le filiere italiane esistenti sono competitive, lo hanno dimostrato diventando fornitori delle case tedesche. E’ un settore che deve essere valorizzato, soprattutto in questa fase”.
Intanto la Atto II, il modello che si prepara a competere tra le B-Suv elettriche (da Jeep Avenger a Kia EV3 per intenderci), è stata presentata nello scenario delle OGR di Torino. E’ un’auto di gusto europeo (la scritta sul fianco Byd Design sottolinea che in Cina, grazie a un team internazionale guidato dal tedesco Wolfgang Egger, ci sono le giuste competenze) dalle dimensioni adatte alla città (lunghezza di 4,31 metri, larghezza di 1,83 di larghezza e altezza di 1,67) con un motore elettrico che eroga 130 kW (circa 177 CV) grazie alla batteria da 45,1 kWh di tipo Blade, tipica Byd, sottile e che non ruba spazio all’abi-tacolo ed è integrata nella e-Platform 3.0. L’autonomia è di 312 km nel ciclo combinato, ma in città si superano i 400. Secondo una statistica citata dalla stessa Byd il 75% degli italiani percorre nel quotidiano meno di 10 chilometri al giorno: in questo caso basterebbe meno di una ricarica al mese.
Comunque, statistiche a parte, l’autonomia in città è più che adatta e a breve arriverà una versione a raggio esteso. Per la ricarica sono supportate potenze in DC fino a 65 kW (si passa dal 10% all’80% in 37 minuti) e la pompa di calore di serie mantiene le batterie nelle condizioni termiche migliori per utilizzo e ricarica.
Agile e maneggevole (diametro di sterzata di 5,25 metri) ha spazio in abbondanza (bagagliaio da 400 litri sino a 1.340 abbattendo i sedili). Internamente è accogliente, i materiali sono morbidi, piace la pelle vegana e c’è il tetto panoramico di serie. La Atto II è hi-tech nonché di facile e intuitivo funzionamento. Abbondano i sistemi di sicurezza e i gadget (si può aprire l’auto con il cellulare attraverso la tecnologia Nfc). Al centro della plancia c’è un vero tablet da 12”8 pollici (che ruota, o verticale o orizzontale) dal quale configurare tutto quanto, come siamo abituati a fare con lo smartphone. Si aggiungono o si tolgono app, i comandi sono a sfioramento con tre dita, ci sono i comandi vocali (con riconoscimento del linguaggio naturale), l’assistente personale sfrutta l’intelligenza artificiale.
Atto II è proposta in due allestimenti, Active da 29.990 euro e Boost da 31.990 euro con garanzie molto estese (6 anni o 150 mila km, 8 anni per la batteria, 8 anni o 150 mila km per il motore). Al lancio c’è uno sconto che posiziona i prezzi a 27.900 e 29.900.












