La B-Suv cambia il look (con qualche wow)e si riempie di tecnologia con tante novità soprattutto all’interno
Se è vero che i segmenti B-Suv e C-Suv sono un mare affollato di “competitors”, ma anche di una clientela numerosa, ecco che Opel in queste acque vuole nuotare da protagonista. Il nuovo Grandland e la rivisitazione – nulla di rivoluzionario, ma tante migliorie, questo sì – della Mokka sono il cavallo di una battaglia che sarà condotta assieme alla Frontera, l’anello di congiunzione tra i due modelli “all’insegna – così dicono i dirigenti di Rüsselheim – di un’offerta completa, su più livelli e tecnologicamente all’avanguardia”.
Palma di Maiorca e il suo mix di strade, spaziando dall’ “autopista” ad arrampicate su alture e scollinamenti che regalano scorci suggestivi della grande isola delle Baleari, sono stati il teatro di test drive della versione plug in del Grandland (esistono però anche le opzioni full electric e ibrida) e di quelle elettrica e ibrida della Mokka, che alla base del listino offre comunque anche la soluzione a combustione (ad alta efficienza, si sottolinea, essendo il motore a 4 cilindri da 1200 cc completamente ridisegnato).
Prima di tutto, l’estetica. Grandland è una “macchinona” lunga e voluminosa (troppo?), che non offre fronzoli stilistici, ma che ha soluzioni da “wow”, tipo la firma luminosa posteriore del logo e del Blitz del marchio, idea bella e destinata ad essere esportata sugli altri modelli. Mokka è invece sostanzialmente identica a quella che già conosciamo, ma pure lei, oltre a due nuovi colori (un verde/turchese – abbinato al nero del tetto – e un blu border line con il viola), presenta il nuovo logo e il frontale Opel Vizor. Le novità sono però soprattutto all’interno: infotainment evoluto con riconoscimento vocale naturale e interfaccia widget, connettività wireless per smartphone. Quindi ecco una raffica di tecnologie intelligenti: ChatGPT (ormai immancabile), telecamera posteriore HD a 180 gradi, fari a matrice Led Intelli-Lux anti-abbagliamento. Curiosità: gli interni possono anche essere con materiali “vegani”, cioè privi di prodotti di origine animale.
Grandland, presentato nell’aprile 2024, prima Opel a uscire dalla piattaforma nativa elettrica SLTA Medium,
fonda la sua missione su una promessa: arrivare, con il modello plug-in, a circa 900 km di autonomia (secondo il regime WLTP). “Ma in un test condotto a gennaio – spiega Matthias Alt, da 27 anni alla Opel e “grande capo” dell’area motori – siamo riusciti ad arrivare a 1115 km, 380 dei quali in elettrico. E’ il frutto di un lavoro di “fine tuning”, perché ancora è possibile ridurre gli attriti interni nei propulsori”.
Se non imposti la modalità ibrida, il motore endotermico entra in funzione ai 140 orari: “Abbiamo alzato il limite, i clienti ci hanno detto che 110/120 orari era poco” aggiunge Alt. Una chicca sono le sospensioni a frequenza selettiva: si irrigidiscono se si va veloce, si ammorbidiscono in caso di basse velocità (aspetto apprezzato sulle frequenti speed trap di Palma). Su un percorso da un centinaio di km, la Mokka ibrida ha viaggiato per il 33% in elettrico, con un consumo complessivo di 6 litri per 100 km (la casa parla di 4,7); partiti da 720 km di autonomia, alla fine il saldo è stato di 680, con un’ interessante risalita – grazie al pulsante di recupero energia – dopo essere scesi a 640.
Invece Grandland, al termine del giro, indicava sul computer di bordo un 44% in elettrico e 802 km di autonomia residua. La macchina, ordinabile e con prime consegne a giugno, va da 35.500 euro (Hybrid) a 42.500 (hybrid plug-in), con la versione elettrica a 40.950. La Mokka endotermica parte invece da 26.200 euro, mentre per la Hybrid l’ingresso è a 29.700 euro e per l’elettrica si arriva a 36.700. Soprattutto pensando alla Grandland, il prezzo pare una buona arma per attaccare il mercato. E per nuotare in quel famoso mare.












