Nissan cambia la sua storica piccola, che fu la prima Car of the year giapponese Eccola in versione 100% elettrica con forme compatte, ma grintose per sedurre
Con il (grande) ritorno di Micra, c’è aria di rivoluzione in casa Nissan. Il costruttore giapponese guarda al passato e rimette in moto l’utilitaria che ha attraversato i Novanta conquistando l’Europa (e l’Italia) a suon di affidabilità, ricche dotazioni di serie, forme tonde e rassicuranti.
Quella di Nissan Micra è infatti una lunga storia di evoluzione, successi inattesi e adattamento alle mutevoli esigenze del mercato. Con cinque generazioni alle spalle (la prima è la K10 del 1982), ciascuna figlia del proprio tempo e con le proprie peculiarità, Micra diventa un vero e proprio fenomeno nei Novanta. Merito della seconda generazione, nome in codice K11 (19922002) che, in Italia in particolare, si inserisce in un mercato dominato dalle utilitarie europee, sfidando mostri sacri come Fiat Uno (e poi Punto), Opel Corsa e Peugeot 106.
Piace un po’ a tutti e conquista soprattutto i favori del pubblico femminile. È semplice da guidare e parcheggiare, ha un design immediatamente riconoscibile, vanta l’affidabilità tipica dei prodotti giapponesi. La K11 è una delle prime city car a offrire dotazioni, che fino ad allora, erano tipiche di segmenti superiori. Parliamo di motori 16 valvole, cambio automatico (NCVT), abs, servosterzo, airbag lato conducente, chiusura centralizzata, alzacristalli elettrici.
Prima giapponese in assoluto, nel 1993 viene eletta “Car of the Year”: è l’anno dell’arresto di Totò Riina, delle monetine lanciate a Bettino Craxi all’Hotel Raphaël a Roma che segnano la fine della Prima Repubblica, delle stragi mafiose, del voto che a Maastricht trasforma la Comunità Economica Europea (CEE) in UE, cambiando per sempre i connotati del Vecchio continente. I Novanta sono un decennio di trasformazioni, e tra le più visibili sulle nostre strade, c’è proprio l’irresistibile ascesa delle automobili giapponesi. Fino ad allora infatti, il mercato è dominato da marchi europei, ma l’onda del Sol Levante porta con sé una ventata di virtù cui non si resta insensibili: affidabilità, innovazione tecnologica, un rapporto qualità- prezzo spesso imbattibile. In compagnia di modelli come Toyota Corolla e Honda Civic, la city- car Nissan inizia a popolare città e autostrade sfidando lo scetticismo iniziale e conquistando fette di mercato sempre più ampie. Grazie alla loro robustezza e ai consumi contenuti, gli italiani scoprono con piacere che le giapponesi ‘non si rompono mai’, proprio come recita la réclame dell’epoca. Un mantra che diventa subito sinonimo di tranquillità e convenienza.
Da allora, in Italia sono state vendute circa 600.000 Micra, pari al 42% di tutte le Nissan vendute nel nostro Paese nel medesimo periodo. Su tutte, le più amate restano probabilmente K11 e K12 (2002-2010). Le successive hanno cercato di mantenere alta l’asticella, ma con alterne fortune: dopotutto, infatti, quarta
(K13, 2010-2017) e quinta generazione (K14, 2017-2023) non hanno lasciato il medesimo segno.
Oggi il testimone passa alla sesta generazione 100% elettrica. Svelata ufficialmente a maggio, segna un taglio netto con il passato termico e si proietta con decisione verso il futuro della mobilità, preparando una rinascita epocale. Basata sulla piattaforma AmpR Small (la stessa della Renault 5 E-Tech Electric), vanta proporzioni compatte e grintose, un frontale espressivo, fari a led che ne sottolineano il carattere. L’intenzione è chiara: sedurre un pubblico attento allo stile, offrendo anche ampie possibilità di personalizzazione, grazie all’opzione del tetto a contrasto e ben 11 combinazioni di colori.
Sotto il cofano – o meglio, sotto il pavimento – propone due configurazioni per altrettante esigenze di autonomia e prestazioni: per la città e le gite fuori porta c’è la 90 kW (circa 122 CV), abbinata a una batteria da 40 kWh capace di 310 km di autonomia nel ciclo WLTP. Per i viaggi più lunghi, la 110 kW (circa 150 CV) con batteria da 52 kWh che estende il raggio d’azione fino a 408 km (WLTP). Ambedue supportano la ricarica rapida in corrente continua (fino a 80 kW per la 40 kWh e 100 kW per la 52 kWh), permettendo di passare dal 15% all’80% di carica in circa 30 minuti. Un fattore cruciale per la praticità quotidiana dell’elettrica.
L’abitacolo è personalizzabile con 48 cromie e dominato dagli accenti hi-tech dei due schermi da 10 pollici, ma la vera chicca è l’integrazione nativa con Google: il sistema di infotainment Nissan Connect include direttamente Google Maps, Google Assistant e Google Play, garantendo un’interfaccia intuitiva e sempre connessa, anche in assenza a bordo dello smartphone. Completa, ovviamente, la dotazione di sistemi avanzati per l’assistenza alla guida (ADAS) per massimizzare sicurezza e comfort, inclusi il ProPilot Assist e la frenata automatica d’emergenza. Occhio pure al celebre e-Pedal Nissan di serie, che consente di accelerare e rallentare con un solo pedale, ottimizzando il recupero energetico.
Micra arriverà sul mercato italiano entro la fine del 2025 e, probabilmente, avrà un prezzo in linea con la “cugina” Renault 5 E-Tech Electric.












