Di Silvestre: “La nuova iX3 rappresenta il futuro della mobilità, non solo il nostro” La Neue Klasse porterà 6 nuovi modelli nei prossimi 24 mesi: non solo elettrici
Sembra di essere finiti dentro una puntata di “La storia siamo noi”, vecchio, ma sempre attuale, programma televisivo di Giovanni Minoli. La nuova House of Bmw al piano terra dell’edificio progettato da Kenzo Tange tra il 1996 e il 1998, fa quest’effetto mentre ci si addentra in un percorso costruito attorno a cinque auto che hanno scritto la storia della casa di Monaco. Cinque vetture che ci raccontano la storia e il futuro andando dalla prima Neue Klasse alla Neue Klasse del futuro. Ci sono la Bmw 1500 degli anni Sessanta, disegnata da Giovanni Michelotti, uno dei tanti designer italiani che hanno prestato il loro genio creativo a Monaco, la M1 disegnata da Giorgetto Giugiaro, la X5 del 1999, la madre di tutti gli Sport Activity Vehicle, la i8 Roadster che portò le sportive nell’era delle plug-in e infine la nuova iX3, il manifesto della Neue Klasse del futuro, piena di tecnologia. La vecchia X5 e la nuova iX3 sono esposte una accanto all’altra a pochi metri di distanza e guardandole si percepisce immediatamente come l’industria automobilistica sia malata di gigantismo. Oggi tutto è più grande, forse troppo grande. La iX3 di oggi è grande come la X5 di 25 anni fa. Tutto è cresciuto, non soltanto i prezzi delle auto. Oggi a bordo c’è più comfort, più tecnologia, più sicurezza, ma per farci stare troppo le misure sono cresciute. La X5 del 1999 era lunga 4.667 mm e sembrava già mastodontica, la iX3 di oggi arriva a 4.782 mm, ma essendo più bassa, fa un effetto meno massiccio, pur occupando più spazio. Se poi confrontiamo gli interni ci accorgiamo di quanto enorme sia stato il passo avanti, in questo caso facendo i conti con la sostenibilità, una parola che per Bmw è ricca di significato da parecchi anni. La iX3 viene descritta come “l’avanguardia della mobilità sostenibile, con soluzioni innovative in termini di digitalizzazione, tecnologia, elettrificazione, design ed esperienza di bordo”.
“La nuova iX3 rappresenta qualcosa di più di un’automobile nuova perché segna l’inizio di una gamma rivoluzionaria che poi influenzerà il design, la tecnologia, l’innovazione, la digitalizzazione e l’elettrificazione di tutte le nuove vetture – spiega Massimiliano Di Silvestre presidente e Ceo di Bmw Italia – Rappresenta davvero il cambio di paradigma che anticipa quello che vedrete nei prossimi 24 mesi quando presenteremo 6 nuovi modelli. In questa iX3 sono racchiuse tutte le innovazioni sviluppate negli ultimi anni. Il nuovo Bmw Panoramic iDrive, ad esempio, rappresenta un passo avanti della filosofia Bmw mani sul volante e occhi sulla strada”. Il numero uno di Bmw Italia ci tiene a sottolineare come la iX3 rappresenti un passo avanti deciso verso la sostenibilità. “Quest’auto segna la strada della mobilità sostenibile, non solo per il nostro gruppo, ma per l’intero mondo dell’automobile.
Questa è la prima tech car al mondo, e siamo orgogliosi di poter dire che ce l’abbiamo noi di Bmw. Un’auto tecnologica, profondamente innovativa nella digitalizzazione di bordo, nell’autonomia perché stiamo parlando di un’autonomia, elettrica di 800 chilometri con una velocità di ricarica che permette in 10 minuti di ricaricare 360 chilometri. Un’auto intelligente grazie ai quattro computer di bordo”. Tutti contenuti che verranno spalmati sulle Bmw del futuro nei prossimi 24 mesi con auto elettriche, ma non solo la casa di Monaco continuerà ad abbracciare tutte le forme di motorizzazione seguendo i desideri dei clienti grazie alla flessibilità degli impianti. La nuova iX3 rappresenta anche un passo avanti nella strategia di decarbonizzazione di Bmw: “Quando ricaricata con elettricità dal mix energetico europeo, l’impronta di CO della nuova Bmw iX3 50 xDrive è inferiore a quella di un modello comparabile con motore a combustione dopo circa 21.500 chilometri, un numero che scende a 17.500 in caso di ricarica con elettricità da fonti rinnovabili”. Uno sforzo importante. Ma Massimiliano De Silvestre parla chiaro anche quando si riferisce alle regole europee: “Siamo convinti che l’Unione Europea riveda questa legge dogmatica e oggettivamente sbagliata perché in Europa abbiamo una penetrazione dell’elettrico sotto al 18%, in Italia circa del 6% ed è improponibile pensare che in 10 anni tutta l’Europa possa viaggiare al 100% in elettrico”. Se lo dice chi investe (e non poco) da anni sull’elettrico, andrebbe ascoltato.












