A2A prova a rendere tutto più semplice con un impianto a Monza che racconta dove possa portarci il futuro delle ricariche
L’indirizzo è chiaro: rendere il tutto più semplice e smart, intercettando le esigenze di oggi e anticipando quelle di domani. Anche al costo di “inserire innovazioni che possono sembrare superflue, ma che serviranno per le ricariche del futuro”. Fabio Pressi, amministratore delegato di A2A E-Mobility, riassume così il taglio del nastro a Monza del primo power hub di A2A: 5 colonnine ultrafast da 300 kW e una colonnina City Plug da 14 kW per la ricarica simultanea di 12 veicoli elettrici. La stazione di via Marconi, propaggine sud del capoluogo brianteo a ridosso dell’A52 e della Tangenziale Est di Milano, è stata ribattezzata “un ecosistema integrato”, in un’area che tra Monza, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese serve 250mila residenti: “Ma in una collocazione strategica anche sulle vie di scala nazionale”, appunta il primo cittadino di Monza, Paolo Pilotto, al taglio del nastro di martedì 13. “Siamo in un periodo storico in cui è più facile leggere articoli sulla crescita lenta dell’elettrico e sulle incertezze rispetto agli impegni normativi comunitari”, contestualizza Renato Mazzoncini, che di A2A è amministratore delegato, “ma anche di fronte a elementi che potrebbero disincentivare gli investimenti, teniamo la rotta, convinti di percorrere la direzione giusta”. Decarbonizzazione ed elettrificazione della mobilità leggera, “in un settore che tra il 90 e il 95% attinge ancora al petrolio”, passano dall’ampliamento di infrastrutture che aiutano a creare certezze, “togliendo l’ansia di ricarica, che nell’elettrico è un po’ il freno” per lo sviluppo del settore, aggiunge Mazzoncini.
Il nuovo hub di A2A si dota così di servizi che strizzano l’occhio a comodità e concedono coccole tecnologiche: ogni colonnina è abilitata al pagamento con carta di credito, ma offre soprattutto la possibilità di contattare un call center per ogni necessità, grazie anche a un impianto di videosorveglianza in real time e a una control room dedicata per salvaguardare l’aspetto sicurezza. In una zona periferica di Monza che, per dirla con il suo sindaco, “sin qui viveva di un contesto deperito”. Riqualificato oggi grazie anche alla stazione di ricarica ad alta potenza ad energia green, visto che le colonnine sono alimentate al 100% da fonti verdi certificabili. Il nuovo hub è dotato di un sistema di gestione dei flussi di energia, convogliata da un impianto fotovoltaico da 11 kWp per l’autoproduzione da fonte rinnovabile in un bacino di accumulo da 100 kWh. In più, l’attenzione alla customer experience è data anche dalla presenza di un QrCode sugli schermi dei dispositivi di ricarica, che permette agli automobilisti di fornire segnalazioni e suggerimenti. Ma pure da un sistema di servizi con logiche di computer vision, che consentono il rilevamento dei veicoli e il monitoraggio dello stato di occupazione degli stalli, così da indicare i tempi di attesa sui totem. Studiati anche per offrire intrattenimento durante l’attesa, grazie a contenuti digitali.
A2A, che su Monza già gestiva 286 punti di ricarica (di cui 140 con tecnologia City Plug), con il nuovo power hub si è tolta anche lo sfizio di curare il design, puntando su un’architettura moderna e una nuova pavimentazione permeabile, con tanto di pensilina che raccoglie l’acqua piovana, poi resa disponibile per l’irrigazione delle zone verdi circostanti. “Sì, è una struttura diversa”, chiude Pressi. “Per questo non è solo un taglio del nastro, ma il nuovo power hub segna una differente modalità di approccio” sulla strada per lo sviluppo della mobilità elettrica.













