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Home Ma dai

ALTAVILLA AVVISA “L’EUROPA NON PUÒ SFIDARE LA CINA”

by Umberto Zapelloni
05/04/2025
in Ma dai
Han, la cinese che ti sorprende per il lusso degli interni
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“Sulla tecnologia elettrica e sulla guida autonoma la scommessa è persa. Meglio allearsi con loro. Marchionne…”

Inseguire i cinesi sulla tecnologia dell’elettrificazione e la tecnologia della guida autonoma per l’Europa è una scomessa persa”. Alfredo Altavilla, ex braccio destro di Marchionne e ora Special Advisor Europa di BYD non usa mezzi termini. Intervenendo a Forum Automotive, il movimento di opinione fondato da Pierluigi Bonora che si batte per una mobilità libera da pregiudizi e ideologie ed è arrivato ormai al suo decimo anno di vita, l’ex manager di Stellantis manda un messaggio forte e chiaro all’industria automobilistica europea che ben conosce. “Quello che sta succedendo oggi in Cina è totalmente diverso dalla dinamica dell’industria tradizionale con un time to market estremamente più veloce – ha raccontato Altavilla – e anche con tempi rapidi pure per la realizzazione di nuovi impianti. In BYD i cicli di sviluppo sono molto rapidi, in 18 mesi si passa dall’avvio della pianificazione al modello, grazie all’impiego massivo dell’intelligenza artificiale.

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Combattere una guerra con i costruttori cinesi sulle nuove tecnologie è una scommessa perdente. Tutto quello che viviamo oggi è frutto del Dieselgate. Si continuano a produrre automobili sempre più costose, con i redditi dei consumatori in contrazione e la conseguenza è che il mercato del nuovo langue e l’usato cresce. Per l’industria europea sarebbe molto più saggio collaborare con i costruttori cinesi piuttosto che sfidarli”. Byd da punto di vista tecnologico ha appena annunciato di aver introdotto in Cina una ricarica rapida in grado di aggiungere 400 chilometri di autonomia in 5 minuti. Qualcosa di inimmaginabile in Europa. Un segnale di come stiano viaggiando da quella parte del mondo.

“Sergio Marchionne sarebbe rimasto affascinato dall’attuale fase di mercato e avrebbe trovato modo di collaborare con i costruttori che sono più avanti. Nelle scorse settimane abbiamo approfondito la conoscenza dei fornitori di componentistica italiana e la proprietà cinese ne ha apprezzato il livello di competenza (contratti già firmati con Brembo e Purelli). Non imporremo loro di delocalizzare le proprie attività, collocandosi

nell’immediata prossimità dei nostri impianti. BYD intende localizzare in Europa nuovi impianti. Il processo di selezione del terzo stabilimento è cominciato e terminerà per la fine dell’anno.

Non ci sono decisioni definitive. Smentisco le indiscrezioni uscite ieri su alcuni organi di stampa. Certo è che sarà difficile localizzare uno stabilimento in Paesi che non sono friendly nei confronti delle auto cinesi e l’Italia ha votato a favore dei dazi, ma tutto può ancora cambiare. Secondo me sarebbe auspicabile trovare modi di collaborazione tra player cinesi ed europei. Il Green Deal è sbagliato e complica il percorso di transizione.

Insistere sull’obbligo del tutto elettrico al 2035 è impossibile da raggiungere. L’estensione almeno all’ibrido plug-in è necessaria.

La sospensione delle multe decisa dall’UE non ha alcun senso e aumenta le incertezze dell’industria e del consumatore che rinvia l’acquisto e frena il mercato. In Cina BYD ha pianificato costruzione di un network di ricarica proprietario. Valuteremo se fare lo stesso anche in Europa”. Altavilla non si ferma è aggiunge: “Se raggiungeremo i nostri obiettivi nel vecchio Continente, qualche costruttore europeo potrebbe sparire”. Più una previsione che una minaccia.

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