Quanto può costare un cambio manuale oggi? Una bella domanda. La risposta della Ferrari è: attorno ai 200 mila euro. Tanta è la differenza tra una 12Cilindri automatica e la nuovissima 12Cilindri Manuale che verrà prodotta in serie limitata a 1.499 esemplari. Una macchina per chi è già ferrarista e vuole completare il suo garage con una fuoriserie con il cambio manuale che a Maranello non producevano più dai tempi della 599GTB, vent’anni fa. Questo è un ritorno al passato che nello stesso tempo fa partire un viaggio nel futuro. Una scelta che ha scatenato i criticoni del web, lestissimi a puntare il dito sul nuovo cambio “by wire” che secondo loro sarebbe solo una finzione. La Ferrari replica che qualche tempo fa c’era anche chi criticava il freno e l’acceleratore by wire, tutte soluzioni che ritrovate anche sulle monoposto di Formula 1. “L’idea di base era molto semplice: riportare al centro della guida un rapporto ancora più diretto tra il pilota e l’auto, tra il gesto fisico, la meccanica e il controllo”, spiega Gianmaria Fulgenzi. È da quella filosofia che è nato il progetto. “Il cambio manuale Ferrari non era soltanto un componente tecnico, era una parte essenziale del piacere di guida. Ogni cambiata era un gesto vero, costruito dal pilota. Non volevamo cedere alla nostalgia, ma riportare nel presente tutto ciò che rendeva speciale quell’esperienza”. Il rumore che si sente ad ogni cambiata (per ora provata al simulatore) è di quelli destinati a lasciare il segno nel cuore di chi ha sempre preferito agire sulla leva piuttosto che sulle palette del cambio automatico.
Il Cavallino è passato dalla storia al futuro, grazie a una tecnologia che fino a qualche anno fa non permetteva di montare un cambio manuale con tutta quella potenza. La nuova 12Cilindri Manuale, da 590 mila euro, nasce con un obiettivo preciso: restituire al pilota il ruolo di protagonista senza rinunciare alle prestazioni di una supercar contemporanea. Non è un’operazione nostalgia, insistono da Maranello. È la dimostrazione che tradizione e innovazione possono convivere.
Le 1.499 vetture da 590 mila euro, già vendute, bbinano il V12 aspirato da 830 cavalli a un inedito sistema Manuale by-wire sviluppato interamente in casa. Dietro la leva e il terzo pedale, infatti, non c’è un classico cambio meccanico, ma un sofisticato sistema elettronico capace di ricreare fedelmente sensazioni, carichi e tempi della cambiata tradizionale, mantenendo però tutti i vantaggi dell’attuale trasmissione a doppia frizione. Per Enrico Galliera, Chief Marketing & Commercial Officer che dopo aver presentato la nuova vettura ha ufficializzato la sua fuga da Maranello lasciando la sua poltronissima a Massimiliano De Silvestre, già ceo di Bmw Italia, questa vettura nasce ascoltando i clienti più fedeli del Cavallino. “Ogni volta che incontravamo i nostri Ferraristi ci sentivamo chiedere la stessa cosa: lasciateci il cambio manuale. Tornavo a Maranello e bussavo alla porta degli ingegneri, ma la risposta era sempre la stessa: con le potenze e le coppie delle Ferrari moderne non era possibile senza compromettere le prestazioni”. Oggi quel limite è stato superato. “Ci siamo chiesti come sarebbe stata questa vettura se fosse nata oggi con il cambio manuale. Non volevamo fare una citazione letterale del passato”, ha spiegato Flavio Manzoni, il progettista di tutte le Ferrari dal 2010 (esclusa la Luce). Per questo il celebre cancelletto Ferrari ritorna, ma completamente reinterpretato. Galleggia al centro del tunnel, inserito in una struttura di alluminio anodizzato che integra anche i comandi e l’alloggiamento della chiave. Il pomello mantiene la tradizionale forma sferica, ma è retroilluminato e comunica al pilota la modalità di guida attiva. Romantici sì, ma con un occhio al futuro.









