Dagli Stati Uniti mettono in dubbio l’efficacia dello Start&Stop sulle nostre auto In Cina vietano le maniglie a scomparsa. E i touchscreen hanno gli anni contati
Contrordine guidatori. Abbiamo pensato (meglio, ci avevano detto) che visioni di stile ed invenzioni tecnologiche sarebbero state eterne, in quanto portatrici solo di vantaggi. Invece tornano in discussione e qualcuno invita apertamente all’abbandono. Ha fatto notizia che Donald Trump, nonostante sia alle prese con problemi decisamente più incombenti, abbia ordinato al responsabile dell’EPA (Environmental Protection Agency) di abolire i crediti ambientali che per anni avevano incentivato l’adozione dello Start & Stop negli Stati Uniti. E’ una deregolamentazione che rimuove il principale vantaggio normativo per le Case automobilistiche, rendendo il sistema non più obbligato dai target federali. Va ricordato che il sistema Start & Stop è stato studiato per consumare meno carburante, ridurre le emissioni di CO2 e contribuire a contenere i costi di gestione. Nel ciclo di omologazione l’abbattimento del consumo sfiora il 10%, mentre al volante dipende dalla tipologia di percorso: i maggiori benefici si hanno nei tratti urbani con traffico congestionato, laddove la percentuale può essere anche superata. Per favorire la decisione governativa, l’EPA ha descritto la tecnologia Start&Stop come “universalmente odiata” dai conducenti e ha sottolineato l’impatto negativo del sistema sulla batteria e sul motorino di avviamento “soggetti a usura precoce, superando spesso i vantaggi in termini di risparmio di carburante”. Le polemiche sul tema non mancano, ma va detto che, oltreoceano, il terreno per l’abolizione è molto fertile: le crescenti lamentele dei guidatori hanno portato, nel tempo, alla massiccia introduzione di comandi per la disattivazione, anche permanente, il che non è consentito alle Case.
Per i costruttori è arrivato un problema anche dall’altro grande mercato nel mondo: dopo numerosi incidenti, in cui i passeggeri non sarebbero riusciti ad uscire, per il malfunzionamento dei comandi, la Cina ha approvato – a partire dal 1° gennaio 2027 – un nuovo standard nazionale obbligatorio per le maniglie delle portiere di tutti i veicoli, togliendo di scena quelle a scomparsa esaltate come elemento di design. La pericolosità delle maniglie a scomparsa, la cui uscita dall’alloggiamento è possibile solo grazie ad un motorino elettrico, era nota. Molto gradevoli esteticamente, si sono però rivelate una trappola mortale in molti casi e le proteste hanno portato a questo importante ripensamento: tutte le vetture e i veicoli commerciali leggeri dovranno essere dotati di maniglie con rilascio meccanico, in grado di consentire l’apertura delle porte in condizioni di emergenza, inclusi eventuali guasti ai sistemi elettronici. L’introduzione del nuovo standard sarà graduale: i modelli già omologati avranno quasi due anni di tempo, ma si tratta comunque di un cambiamento radicale, in quanto il 60% dei 100 veicoli più venduti in Cina utilizza maniglie delle portiere a scomparsa. E non è impensabile che le Case europee finiranno per essere condizionate.
Si sta facendo marcia indietro anche sui comandi: salendo a bordo di una vettura di ultima generazione è ormai normale trovare ampi schermi touch –che spesso uniscono il cruscotto digitale al display centrale da cui gestire l’infotainment,ma anche molte delle principali funzionalità. Va benissimo, il progresso non si può fermare ma avanza una riflessione importante, imprevedibile sino a pochi anni fa: l’eccessiva concentrazione dei comandi sui display – secondo gli esperti e numerose ricerche – può aumentare la distrazione alla guida con i conducenti chiamati a dover ‘armeggiare’ sugli schermi per poter accedere alla radio o alla climatizzazione. Che in alcuni casi si stia un po’ esagerando lo dice in primis EuroNCAP (l’ente indipendente che effettua i crash test sui modelli in Europa) che ha introdotto dal 1° gennaio nuove regole che andranno a penalizzare i mezzi che non disporranno (anche) di controlli tradizionali, almeno sulle funzioni essenziali. Oliver Zipse, l’amministratore delegato che ha lasciato Bmw il 12 maggio, ha lanciato un bel sasso. “Sono assolutamente convinto che nel giro di 10 anni i touchscreen verranno vietati” ha dichiarato in un’intervista. Attendiamo il pensiero di Elon Musk, visto che alla coupé Cybercab ha tolto persino il volante…









