Ben 18 dei 23 nuovi modelli, presentati sul mercato europeo, promossi a pieni voti Aggiornati i test EuroNcap: come reagiscono le auto in caso di errore umano
Bisogna essere contenti per l’esito del più grande test sulla sicurezza del 2025, svolto da EuroNCAP, l’ente indipendente che valuta i nuovi modelli sul mercato europeo: ben 18 su 23 hanno ottenuto la valutazione massima di cinque stelle, che corrisponde al migliore livello di sicurezza possibile durante un incidente. Sino a fine 2025, ogni veicolo veniva valutato in base alla capacità di proteggere adulti e bambini in caso di impatto, nonché sulla capacità di tutelare gli altri utenti della strada, in primis pedoni e ciclisti. Un ultimo parametro riguardava l’efficacia delle tecnologie di assistenza attiva alla guida. Da qui la soddisfazione per una conferma che va oltre la sensazione comune: i costruttori che operano sul mercato continentale hanno fatto un sensibile passo in avanti sul fronte della protezione. Ma non basta più. “Era tempo di alzare il livello di sicurezza, quindi di rendere meno semplice la conquista delle 5 Stelle – spiega l’ingegner Enrico Pagliari, rappresentante di ACI nel board di EuroNCAP nonchè direttore automotive di ACI Progei – e quindi è entrato in vigore dal primo gennaio il più importante aggiornamento del protocollo dal 2009. Il sistema di valutazione, più severo e aderente alla realtà, ora accompagna l’evoluzione della mobilità con un approccio che tiene conto della crescente complessità tecnologica dei veicoli”.
Il nuovo schema si basa su quattro fasi complementari, denominate “Fasi della Sicurezza”, ciascuna valutata su 100 punti al massimo. L’obiettivo è offrire ai consumatori un riferimento più preciso, affidabile e rappresentativo dell’esperienza di guida quotidiana: si tratta quindi di un metodo più rigoroso che renderà più complesso per le auto raggiungere il massimo punteggio. Il primo ambito analizzato riguarda la guida sicura: i veicoli devono essere in grado di monitorare in tempo reale lo stato psicofisico del conducente attraverso tecnologie che osservano movimenti oculari, direzione dello sguardo e senso di vigilanza. I sistemi più evoluti hanno il compito anche di identificare segnali di stanchezza, distrazione o alterazione da alcol e altre sostanze, intervenendo direttamente se il conducente non è più in grado di reagire, fino ad arrivare all’arresto automatico del mezzo. Inoltre, si esaminano in dettaglio il design dell’interfaccia uomo-macchina e la presenza di comandi fisici per le funzioni essenziali, a tutela della riduzione delle distrazioni. Il secondo ambito riguarda la prevenzione degli incidenti, con test aggiornati per includere scenari più complessi e realistici di prima. L’attenzione sarà focalizzata sugli ambienti urbani dove interagiscono veicoli, pedoni, ciclisti e motociclisti. La frenata automatica d’emergenza e il mantenimento della corsia sono sottoposti a prove più articolate, in grado di misurare non solo l’efficacia, ma anche la fluidità e la naturalezza dell’intervento.
I nuovi protocolli considerano il comportamento del veicolo in situazioni di errore umano, come una pressione errata del pedale o l’apertura accidentale di una portiera in presenza di un ciclista in arrivo. La terza fase riguarda la protezione in caso di incidente che ha quindi portato all’ampliamento dei criteri di valutazione a favore di una maggiore inclusività.
I test ora tengono conto di una gamma di corporature e fasce d’età, includendo bambini, anziani e adulti di statura non standard. Così le prove combinano crash test fisici, test su slitta e simulazioni digitali. Anche la protezione degli utenti vulnerabili ha una particolare attenzione alla zona del parabrezza e del montante anteriore, aree critiche in caso di impatto con pedoni e ciclisti. Infine, la quarta fase si concentrerà sulla sicurezza post-incidente. Euro NCAP ha introdotto nuovi requisiti pensati per agevolare il lavoro dei soccorritori e migliorare la gestione delle situazioni di emergenza. Nei veicoli elettrici, dovrà per esempio essere garantito il corretto isolamento della batteria ad alta tensione per evitare il rischio di incendio. Poi, i sistemi automatici di chiamata d’emergenza dovranno trasmettere informazioni sul numero degli occupanti, anche nel caso in cui non siano allacciate le cinture di sicurezza, e segnalare prontamente l’eventuale sviluppo di un incendio della batteria, sia durante la ricarica sia nelle fasi successive all’incidente. Importante: il nuovo protocollo di Euro NCAP sarà aggiornato ogni tre anni, così da restare sempre al passo con l’evoluzione tecnologica e offrire ai consumatori una valutazione allineata alle condizioni reali del mercato. Giusto.









