• Redazione
  • Pubblicità
  • Torna a IlFoglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
Il Foglio Mobilità
  • Home
  • Scenari e Tendenze
  • Prove d’autore
  • L’Intervista
  • Il Personaggio
  • La Tecnologia
  • Tendenze
No Result
View All Result
  • Home
  • Scenari e Tendenze
  • Prove d’autore
  • L’Intervista
  • Il Personaggio
  • La Tecnologia
  • Tendenze
No Result
View All Result
Il Foglio Mobilità
No Result
View All Result
ADVERTISEMENT
Home Ma dai

PORSCHE RISCRIVE LA STORIA AGGIUNGENDO DUE LETTERE

by Paolo Cozzi
18/05/2026
in Ma dai
Con la Porsche 992 GT3 RS si provano emozioni da Formula 1
ADVERTISEMENT

Niente elettrico, niente compromessi: motore aspirato a 9.000 giri, cambio manuale e guida senza filtri. La nuova GT3 Spider Cabriolet ignora il presente e rilancia la filosofia più pura della “Noveundici”

Bastano due lettere per ridefinire un’icona. O, più semplicemente, per aprire un capitolo inedito nella storia dell’automobile la cui sequenza numerica scalda i cuori degli appassionati da oltre mezzo secolo. Una cabriolet con l’anima da pista. Si chiama 911 GT3 S/C la nuova variante 992 a cielo aperto della famiglia GT di Porsche dalla straordinaria rilevanza. Un’auto che non cerca il compromesso, non corteggia la comodità borghese, non ammicca al turismo domenicale, ma vuole soltanto che chi siede al posto di guida senta, nella sua interezza fisica, il privilegio di essere vivo e al volante.

Per capire cosa rappresenti la GT3 S/C, è necessario fare un passo indietro. Per chi non lo ricordasse, la “noveundici” nasce nel 1963, nei velocissimi anni del boom economico frenati solo dalle barricate di fine decennio; l’ha disegnata da Ferdinand “Butzi” Porsche con quella silhouette posteriore sopraelevata che sembrava un errore di proporzioni e invece … era un’intuizione assoluta.

Articoli che potrebbero interessarti

GLI ADAS OBBLIGATORI

INSEGUENDO LA LIBERTÀ E LA NEUTRALITÀ

05/10/2026
GRANDE PANDA IN MISSIONE PER RIPORTARE IL SORRISO

FIAT, LANCIA E ALFA ROMEO ORA QUALCOSA SI MUOVE

02/10/2026
Quando la macchina scrive gli appunti mentre voi guidate

IN STRADA ATTENTI ALL’AI

30/09/2026
Un viaggio tra i giganti dimenticati della strada

Un viaggio tra i giganti dimenticati della strada

25/09/2026

Ha un motore flat-six raffreddato ad aria posizionato dietro l’asse posteriore, contro ogni ortodossia ingegneristica, capace di trasformare ogni curva in una sfida tra fisica e istinto. Ovviamente, nei decenni la 911 cambia, si evolve, si adatta alle normative sulle emissioni e agli umori del mercato, ma conserva sempre quella sua identità obliqua e irriducibile. Resterà per sempre una delle poche automobili della storia che di profilo la riconosce anche un bambino.

Per la declinazione GT3, invece, si deve aspettare fino al 1999. Poderosa, per molti rappresenta la risposta di Porsche alle voci che l’accusavano di essersi addolcita troppo. Era il tempo in cui il turbo aveva portato potenza a scapito della pulizia meccanica, così gli ingegneri di Weissach decisero di offrire un’alternativa: un motore aspirato, ad alto regime, capace di cantare fino a ottomila giri senza mai tradire. La GT3 è la risposta dei puristi per i puristi. Il simbolo di una filosofia che antepone il piacere di guida a qualsiasi altra considerazione. Nel corso degli ultimi venticinque anni ha attraversato generazioni, vinto Le Mans in versione RSR, colonizzato i circuiti amatoriali di mezzo mondo, fatto sognare chi non poteva permettersela e fatto godere chi invece quell’assegno l’ha firmato.

Per il venticinquesimo anniversario, per la prima volta Porsche ha presentato due versioni simultaneamente: la GT3 standard, con l’ala posteriore fissa, e la GT3 con Touring Package. Più sobria nell’estetica, ma altrettanto pura nell’essenza. Adesso, con la S/C, si aggiunge una terza via. La più coraggiosa.

L’acronimo sta per Spider Cabriolet. L’abitacolo è rivestito in pelle nera come standard, con i loghi ricamati sul pannello posteriore e le inserzioni centrali dei sedili in pelle traforata. Come nella 911 S/T, anche il volante è rivestito in pelle traforata e, al posto del pulsante di avviamento, a sinistra del volante, c’è ancora un interruttore rotante per l’accensione. Un gesto antico, quasi cerimoniale, che in un’epoca di keyless entry e avvii biometrici suona come una dichiarazione d’intenti: questo è un posto dove si viene a guidare, non a essere trasportati.

Il motore è un boxer aspirato da 4 litri, capace di erogare 510 CV e di toccare il regime limite di 9.000 giri al minuto. Numeri che, su carta, potrebbero sembrare l’ennesima escalation di una corsa agli armamenti che non conosce fine. La GT3 S/C non è un’automobile di numeri, ma di sensazioni. Il motore non si limita a spingere: canta, sale di tono con la fluidità di uno strumento ben accordato che le unità turbocompresse, per quanto potenti e sofisticate, non riescono a replicare. Il cambio è esclusivamente manuale, a sei rapporti: una scelta che Porsche compie deliberatamente, sapendo di escludere una fetta di clientela. Ma la GT3 S/C non è per tutti. E non deve esserlo.

Il quadro strumenti digitale curvo da 12,6 pollici occupa il centro della plancia; il contagiri, con la sua scala cromatica ad alto contrasto, si legge d’istinto anche in condizioni di luce intensa. La modalità “Track Screen” riduce i display ai dati essenziali: pressione e temperatura degli pneumatici, olio, acqua, carburante, con le spie di cambio marcia che indicano il punto ottimale. Neppure la tecnologia, qui, ha il minimo scopo decorativo.

I consumi combinati secondo il ciclo WLTP ammontano a 13,7 litri per 100 chilometri, con emissioni di CO2 pari a 310 grammi per chilometro. Dati che, nel 2026, collocano la GT3 S/C in classe G; l’ultima fascia, quella degli irriducibili. Altro che elettrificazione. Non si tratta di cinismo, piuttosto è forse quella coscienza lucida che ricorda come certe esperienze abbiano una data di scadenza e che, quindi, vale la pena viverle ora, finché esistono. In fondo c’è qualcosa di malinconico e al contempo esaltante nel progetto GT3 S/C. In un’automobile che sa di essere un anacronismo nobile, l’ultima espressione di una tradizione che il mondo sta lentamente archiviando. Motore aspirato, cambio manuale, capote aperta, nessuna rete di protezione elettronica che si interponga tra le mani e la strada. Certo, Porsche avrebbe potuto costruire qualcosa di più facile, più moderno, più rassicurante. Ma con ogni probabilità non sarebbe stato altrettanto vero.

Segui Mobilità anche su Google News: aggiungilo tra i tuoi preferiti!

Abbiamo scritto anche di:

GLI ADAS OBBLIGATORI
Ma dai

INSEGUENDO LA LIBERTÀ E LA NEUTRALITÀ

05/10/2026
GRANDE PANDA IN MISSIONE PER RIPORTARE IL SORRISO
Ma dai

FIAT, LANCIA E ALFA ROMEO ORA QUALCOSA SI MUOVE

02/10/2026
Next Post
I volti della velocità in mostra a Torino

I volti della velocità in mostra a Torino

ADVERTISEMENT

Ultimi articoli

GLI ADAS OBBLIGATORI

INSEGUENDO LA LIBERTÀ E LA NEUTRALITÀ

Ottobre 5, 2026
GRANDE PANDA IN MISSIONE PER RIPORTARE IL SORRISO

FIAT, LANCIA E ALFA ROMEO ORA QUALCOSA SI MUOVE

Ottobre 2, 2026
Quando la macchina scrive gli appunti mentre voi guidate

IN STRADA ATTENTI ALL’AI

Settembre 30, 2026
TEMERARIO, LAMBORGHINI DI NOME E DI FATTO

TEMERARIO, LAMBORGHINI DI NOME E DI FATTO

Settembre 28, 2026
Un viaggio tra i giganti dimenticati della strada

Un viaggio tra i giganti dimenticati della strada

Settembre 25, 2026
  • Chi scrive
  • Pubblicità
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Mobilità: motori e mobilità sostenibile | Portale realizzato da Alessandro Giagnoli

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Home
  • Scenari e Tendenze
  • Prove d’autore
  • L’Intervista
  • Il Personaggio
  • La Tecnologia
  • Tendenze

Mobilità: motori e mobilità sostenibile | Portale realizzato da Alessandro Giagnoli