Woven City, la città sperimentale e reale della casa giapponese è costruita su un’area di 47.000 m². La fase iniziale ha visto lo scorso settembre l’arrivo dei primi residenti e partner: si passerà presto da 350 a 2.000 persone
Una città pensata come un grande laboratorio vivente, costruita su moduli perfettamente replicabili come in una griglia di gioco, dove le strade si intrecciano per separare i flussi di veicoli, pedoni e robot; dove i dati scorrono come linfa invisibile, alimentando un gemello digitale che simula ogni comportamento urbano; dove case, veicoli e infrastrutture dialogano in tempo reale; dove un’unica regia centrale osserva, analizza, corregge, testa, trasformando la vita quotidiana in un esperimento di pianificazione continua. Benvenuti in SimCity, il celeberrimo videogioco di simulazione urbana!
E invece, no, benvenuti a Woven City, la città sperimentale e reale di Toyota, presentata originariamente al CES 2020, costruita ai piedi del Monte Fuji in Giappone, concepita come laboratorio vivente per testare nuove soluzioni di mobilità, robotica, smart-home, AI, energia pulita e altro, il tutto integrato in un unico ecosistema urbano. Il nome “Woven” richiama sia la rete intrecciata di strade che struttura l’abitato, sia le origini di Toyota nell’industria tessile.
Conclusa nell’ottobre 2024 su un’area di 47.000 m², la fase iniziale ha visto lo scorso settembre l’arrivo dei primi residenti e partner: circa 350 persone, perlopiù dipendenti Toyota e famiglie, destinate a crescere fino a 2.000, con l’espansione progressiva del progetto. La città funge da sistema operativo urbano in continua evoluzione, dove gli abitanti non sono utenti passivi, ma co-creatori attivi delle soluzioni testate. La comunità di Woven City è infatti suddivisa in 2 profili chiave:
• Inventori. Aziende, startup, centri di ricerca e innovatori sono stati invitati a sviluppare e testare sul campo nuove soluzioni di mobilità e tecnologia urbana. Al lancio ufficiale hanno partecipato 20 “Inventors”, di cui 12 appartenenti al gruppo Toyota, impegnati in veicoli autonomi, robotica e software di mobilità. Tra gli eterni vi sono, ad esempio, Aisin Corporation, che sperimenta moduli per guida autonoma e comunicazione V2X (veicoloinfrastruttura); Denso Corporation, attiva in reti di sensori e infrastrutture di ricarica intelligenti; ed ENEOS, partner per la filiera dell’idrogeno e il rifornimento dei veicoli fuelcell.
• Weavers. Così sono chiamati i residenti, tessitori, che condividono la passione per l’espansione della mobilità e forniscono feedback continui sugli esperimenti. In pratica, questi cittadini accettano di vivere circondati da prototipi, dalle case ai veicoli, e di partecipare a sondaggi, workshop e programmi pilota, organizzati dall’organo supremo di governance, Woven by Toyota (WbyT), diventando parte integrante del processo di innovazione.
Sia Woven City che SimCity si fondano sulla simulazione di comportamenti urbani, sebbene su piani diversi. In Woven City la vita quotidiana stessa è considerata un esperimento in vivo: la città è disseminata di sensori IoT che monitorano ogni aspetto, dal traffico alla qualità dell’aria, fino alla salute degli abitanti nelle smart-homes, generando un flusso di dati costante. Queste informazioni vengono elaborate tramite algoritmi AI per ottimizzare le operazioni urbane e rendere la città più pulita ed efficiente in tempo reale. Inoltre, Toyota ha sviluppato una piattaforma di Digital Twin: un modello virtuale della città che replica l’ambiente reale e ne simula il funzionamento, consentendo di testare scenari e comportamenti in parallelo. Ad esempio, ogni veicolo autonomo e-Palette in Woven City è sincronizzato in tempo reale col suo gemello digitale, fondendo i confini tra fisico e virtuale. Questa strategia ricalca in modo impressionante la logica di SimCity, dove tutto avviene in simulazione: il motore del gioco calcola continuamente parametri come flussi di traffico, spostamenti dei cittadini (i “Sims”), consumo energetico, inquinamento, ecc., reagendo alle scelte del giocatore. Allo stesso modo, in Woven City le decisioni urbane possono essere testate sul gemello digitale e poi applicate sul campo, e viceversa, creando un ciclo di simulazione continua. Entrambe le esperienze utilizzano dunque modelli computazionali per prevedere e osservare comportamenti urbani, con la differenza che nel gioco le conseguenze restano virtuali, mentre a Woven City esse hanno risvolti concreti sulla vita delle persone (seppur in un contesto controllato). La sua rete viaria è organizzata in tre tipologie di strade a livello del suolo: percorsi esclusivamente pedonali, vie miste condivise con mezzi di micromobilità e corsie dedicate ai veicoli autonomi. Questa struttura stratificata consente di analizzare la coesistenza sicura tra diverse modalità di spostamento, valutando dinamiche di traffico, comfort e sicurezza. A supporto di tali test è stata realizzata una quarta rete sotterranea, non accessibile al pubblico, dove si sperimentano veicoli e robot in condizioni controllate e indipendenti dalle variabili meteorologiche. L’intera città è dotata di un sistema di segnaletica intelligente che comunica con i veicoli e i sensori urbani, coordinando in tempo reale la mobilità con la presenza di pedoni e infrastrutture. I pali multifunzionali, infine, integrano illuminazione, semafori, sensori ambientali e telecamere, fornendo una piattaforma di raccolta dati e cocreazione tecnologica per test su sicurezza, visibilità e comunicazione V2X.
Nel confronto SimCity/Woven City, la seconda è quella che vince, perché SimCity immagina le città perfette che vorremmo costruire, mentre Woven City prova, per la prima volta, a capire se una di esse può davvero funzionare.









