Con Bigster c’è stata la svolta definitiva. Il 23,7 per cento delle vendite è elettrificato Il concept Hipster, una kei car all’europea, può rivoluzionare la mobilità cittadina
Mai come oggi Dacia incarna la risposta concreta e pragmatica alle sfide della mobilità contemporanea. Lo ha ribadito con forza la Ceo Katrin Adt nel corso dell’evento parigino che ha svelato il futuro del marchio romeno del gruppo Renault. Dacia non è più semplicemente sinonimo di low cost, ma si afferma come brand desiderabile, apprezzato per il suo design, con una gamma sempre più ampia, elettrificata e tecnologicamente aggiornata. D’altra parte, i numeri parlano chiaro: in cinque anni le vendite Dacia in Europa sono cresciute del 30% raggiungendo quota 676.000 unità con una quota di mercato dell’8,1%, diventando il secondo brand per vendite a clienti privati. L’ingresso nel segmento C – tradizionalmente dominato dai grandi costruttori – è stato dirompente: dal 9,6% di quota nel 2021 si prevede un raddoppio al 19,9% entro fine 2025.
Oggi il 23,7% delle vendite Dacia è rappresentato da modelli elettrificati, contro il 6,4% del 2021. E nel 2026 ogni modello in gamma avrà almeno una variante ibrida o elettrica. Ma Dacia non rinuncia alla propria identità pragmatica: continuerà a proporre anche versioni a Gpl, con un taglio del 10% delle emissioni di CO2 rispetto alla benzina e un’autonomia che supera i 1.500 km su modelli come Sandero e Jogger. Proprio Sandero è da anni la regina delle vendite ai privati in Europa, con oltre 3 milioni di unità vendute dal 2007. L’ultima evoluzione si presenta con un design rinnovato, nuova firma luminosa, tecnologie inedite e motorizzazioni efficienti, come la nuova Eco-G 120 con cambio automatico e l’atteso Hybrid 155 disponibile dal 2026 su Stepway.
L’unica familiare a 7 posti nel segmento C si chiama Dacia Jogger ed è anche la più accessibile del suo genere. Oltre 280.000 unità vendute dal lancio testimoniano il suo successo, trainato dalla grande versatilità e dal nuovo propulsore ibrido. La gamma si arricchisce anche di materiali più resistenti, nuovi sistemi di assistenza alla guida e accessori YouClip per personalizzare l’abitacolo. Con 2,7 milioni di esemplari venduti, Duster continua ad essere il SUV più amato dagli automobilisti privati. Anche lui si aggiorna con l’ibrido e una dotazione tecnologica più ricca, mantenendo quel look robusto che ne ha fatto un’icona.
E poi c’è Bigster, il modello della svolta definitiva: oltre 50.000 ordini in meno di sei mesi e 32.509 unità già vendute (65% ibride, 85% in allestimenti top). Bigster ridefinisce l’essenziale per le famiglie europee con intelligenza: 150 kg più leggera rispetto alla media del segmento, design accattivante e dotazioni per il comfort e la praticità. All’estremo opposto troviamo Spring, la Dacia 100% elettrica (già venduta in oltre 180.000 unità dal 2021) che è diventata rapidamente la citycar elettrica più accessibile. Con il Model Year 2026, i motori sono più potenti (70 e 100 cv), la nuova batteria LFP è da 24,3 kWh, si ricarica a 7,5 o 40 kW, e l’autonomia dichiarata di 225 km Wltp risulta più che sufficiente per le esigenze quotidiane. Il tutto in meno di una tonnellata di peso: un record. Come il prezzo: sempre sotto i 20.000 euro.
E nel prossimo futuro c’è la Dacia Hipster Concept. Al momento si tratta di un esercizio di design e ingegneria che rappresenta una vera provocazione all’attuale mercato dell’auto. Con una lunghezza di soli 3 metri e un peso inferiore a 800 kg, offre quattro posti veri e un bagagliaio modulabile da 70 a 500 litri. Hipster è più di una semplice citycar: è un manifesto di minimalismo intelligente, una kei car all’europea. Riduce l’impronta ecologica del 50% rispetto alle elettriche attuali grazie a materiali riciclati, design semplificato e accessori modulari. Niente schermi superflui: lo smartphone diventa chiave, display e sistema audio grazie ad un ecosistema completo di App Dacia per fare ogni cosa.
Una delle chiavi del successo Dacia è la capacità di attrarre clienti trasversali: dagli operai ai manager, uniti da un comune senso di razionalità e ricerca del valore. “Il problema della mobilità è oggi anche un problema sociale”, ha ricordato Frank Marotte, sottolineando l’importanza di offrire soluzioni accessibili in un contesto dove i prezzi delle auto sono aumentati del 63% dal 2010. Dacia non è più il marchio “di ripiego” per chi non può permettersi di meglio. È la scelta intelligente per chi rifiuta l’eccesso. Con una gamma completa, una visione chiara e un legame autentico con i bisogni reali delle persone, il brand romeno è pronto a scrivere una nuova pagina della mobilità europea. Essenziale sì, ma sempre più evoluta, attraente e al passo coi tempi.












