Rivendendo un’auto si può perdere anche il 50 per cento di quanto speso per l’acquisto Calano i prezzi, ma cresce ancora la domanda. Quanti interrogativi sull’elettrico
L’acquisto dell’auto è quello più importante a livello economico dopo quello della casa. E pensare che un bene così determinante nell’economia familiare possa perdere anche oltre il 50% del valore nel giro di pochissimo tempo, lascia a bocca aperta e destabilizza poi di conseguenza anche il mercato del nuovo. Ma quanto valgono le auto usate? Meglio le elettriche o le termiche? Nel mese di settembre il prezzo medio delle auto elettriche usate è sceso dello 0,3%, ma su base annuale rispetto al 2023 è sceso di ben il 16,1%. In controtendenza le auto alimentate a benzina che continuano ad essere ricercate il cui prezzo medio a settembre è cresciuto rispetto al mese precedente del 1,2%.
Andiamo nel concreto. A settembre 2024 il prezzo medio di un’auto usata elettrica è di 26.415. Spostando l’attenzione sulle ibride, il prezzo medio dell’usato è di 32.755, in calo del -7,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del -1,3% rispetto a inizio anno. Quando si parla di benzina, a settembre il costo medio è di 22.360. E i diesel? Il prezzo medio di un’auto usata diesel ad agosto era di 18.450, in calo del -11,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del -6,4% rispetto a inizio anno. Questi dati sono il risultato di una analisi realizzata da Autoscout.it che è il più grande marketplace automotive online a livello pan-euro. Da questi numeri si comprende la ragione per la quale alcuni costruttori propongano a parità di modello una rata più alta per la versione elettrica: si aspettano valori residui inferiori. Ma è una scommessa. Insomma i prezzi medi delle automobili usate sono tendenzialmente in calo mentre la richiesta di mezzi usati è in aumento. Secondo i dati Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicolo Esteri) nei primi sette mesi del 2024 ci sono stati 1.829.829 trasferimenti di proprietà. Quasi un 10% in più rispetto a 1.678.976 dei primi sette mesi del 2023. A questi si aggiungono 1.353.628 mini volture fatte dai concessionari. Per un totale di 3.183.457 passaggi. Successo dell’usato in un momento nero per il nuovo. Secondo Unrae il merc,ato europeo delle autovetture continua a mostrare chiari segnali di crisi; dopo la caduta di agosto (16,5%), anche settembre 2024 registra una flessione del 4,2% con 1.118.083 immatricolazioni rispetto alle 1.167.637 unità di settembre 2023. E guardando nello specifico alle auto “con la spina” si conferma un dato negativo anche nel periodo gennaiosettembre 2024, nel quale l’Italia figura ultima con una quota di Ecv (electric chargeable vehicles) al 7,3% (4,0% Bev, 3,3% Phev), contro quella del Regno Unito al 26,1% (17,8% Bev, 8,3% Phev), della Francia al 24,9% (17,1% Bev, 7,8% Phev), della Germania al 19,4% (13,1% Bev, 6,3% Phev). Ecco allora che si capisce perché il mercato dell’usato diventa sempre più importante.
Oggi è fatto anche di vetture commercializzate e direttamente garantite dalle case sulle quali si possono avere anche tre anni di garanzia come le Mercedes che godono del“first certified”. Ciò nonostante negli ultimi anni il mercato dell’usato è stato una vera e propria montagna russa. A Milano recentemente alcuni concessionari non ritiravano più le auto alimentate a gasolio. Altri invece non consideravano la permuta con auto elettriche che loro stessi avevano venduto un anno prima. E adesso cosa succede? Che chi prende l’auto “a scadenza”, ovvero con anticipi e mini rate che ne presuppongono la sostituzione dopo tre o quattro anni, e altresì chi utilizza auto aziendali non si pone il problema del valore residuo. Ma soltanto dell’importo della rata mensile. E chi invece l’auto la prende pagandola tutta e subito o comunque la compra senza ipotizzare di sostituirla nel giro di tre o quattro anni cosa deve fare? In realtà forse deve soltanto pensare a comprare qualcosa che davvero gli piaccia e che pensa di potersi tenere nel tempo. Automobili affidabili e di qualità. Concludendo sarebbe necessario un po’ più d’impegno da parte di molti costruttori di auto nel sostenere il mercato dell’usato dei loro brand altrimenti diventerà difficile essere credibili anche nella vendita del nuovo.













