Finisce in parità il confronto su strada tra le due ammiraglie della Casa svedese La scelta tra la termica XC90 e la elettrica EX90 dipende solo dalle vostre esigenze
È indubbio! Volvo è un costruttore automobilistico visionario. Più volte nella sua storia è riuscito ad anticipare i tempi. Era il 1959 l’anno in cui gli svedesi hanno deciso di mettere la loro scoperta al servizio di tutte le case automobilistiche. Hanno inventato le cinture di sicurezza e non le hanno brevettate. Un’azione frutto del senso di responsabilità civile tipico della cultura svedese. Si calcola che in questi sessantacinque anni oltre 1 milione di vite siano state salvate grazie proprio alle cinture di sicurezza.
Lo stesso senso di responsabilità sociale che ha portato gli svedesi a credere fortemente nella mobilità elettrica. “Volvo Cars intende diventare un leader nel mercato delle auto elettriche di fascia alta e prevede di trasformarsi in casa automobilistica con un’offerta esclusivamente elettrica entro il 2030“. Queste le parole convinte dei manager della casa svedese sino a pochi mesi fa. “La casa svedese venderà solo vetture completamente elettriche ed eliminerà gradualmente dal suo portafoglio globale, qualsiasi auto che abbia un motore a combustione interna compresi i modelli ibridi”.
Loro ci credevano e anche noi ci abbiamo creduto. Ed ecco perché con la nuova XC90 Volvo ci ha spiazzati. Tre motorizzazioni: mild hybrid da 250 o 300 cavalli e ibrida plug-in da oltre 450 cavalli. In parole povere si tratta di auto termiche elettrificate ben diverse dalle elettriche pure. Insomma l’ammiraglia svedese, giunta alla terza generazione e venduta in circa 2 milioni di esemplari, continua a viaggiare a benzina. Ma come? Volvo fa una retromarcia e rinuncia alla conversione totale all’elettrico programmata per il 2030? “Siamo convinti che il nostro futuro sia nell’elettrico. Un’auto elettrica offre un’esperienza di guida superiore e ci dà la possibilità di utilizzare tecnologie più avanzate, che migliorano l’esperienza complessiva del cliente” ha detto Jim Rowan Amministratore delegato di Volvo. “E’ chiaro a tutti però che la transizione all’elettrificazione non sarà lineare che i clienti e i mercati si stanno muovendo a diverse velocità in tema di adozione. Dobbiamo essere pragmatici e flessibili pur continuando a lavorare su temi come elettrificazione e sostenibilità”.
Volvo resta convinta, tant’è che il debutto della XC90 ha coinciso con quello della sorella EX90 che è alimentata esclusivamente da un propulsore elettrico. Entrambe sono lo stato attuale dell’arte degli sport utility premium. Due facce della stessa medaglia. Una scelta difficile e per questo Volvo ce le ha messe a disposizione entrambe, facendole salire sul ring insieme, per un test drive che ci ha portato dalla sua sede
bolognese sino al mare. Una all’andata e una al ritorno. La XC90 nelle sue varie declinazioni ci è sempre piaciuta quindi si parte con lei. Sotto il cofano della versione in prova c’è un motore ibrido plug-in T8 da 455 cavalli, con un’unità termica 4 cilindri in linea da 2.0 litri sovralimentato per 310 cavalli e un motore elettrico da 145 cavalli, per un’autonomia a zero emissioni fino a 70 km. Si può viaggiare anche solo elettrici nella quotidianità e non aver nessuna ansia da ricarica nei lunghi viaggi. Rassicurante nell’aspetto estetico che non viene stravolto rispetto al passato, ma modernissima a livello di infotainment dove la XC90 si aggiorna con lo stesso sistema della EX90, che ha in dotazione un display da 11,2 pollici e un’interfaccia basata su Google. E allora veniamo a lei alla full electric che nei piani doveva forse nascere figlia unica con i suoi 517 cavalli e gli oltre 900 Newtonmetro di coppia, ma che invece si ritrova con una sorella. Stupisce sin da fuori con quella strana protuberanza sopra il parabrezza. Si tratta di una tecnologia che per la prima volta testiamo su una quattroruote, ma che secondo noi presto si diffonderà: il sensore Lidar. “Light detection and ranging”: questo significano le cinque lettere Lidar. Sulla EX90 si integra a sensori e telecamere. Un terzo occhio che permette di vedere davanti a noi sino a 250 metri, garantendo una sicurezza senza pari. Provvede a calcolare le distanze, ma anche alla modellazione del terreno, alla mappatura e al monitoraggio della sicurezza. EX90 sembra decisamente pronta per la guida autonoma totale. Ma per ora guidiamo ancora ed ecco allora che EX90 offre un piacere di guida senza compromessi esaltando le qualità note della propulsione elettrica caratterizzata dalla coppia sempre disponibile.
Abbassiamo i guantoni e scendiamo dal ring, si va ai punti. Interni lussuosi e tecnologici per entrambe, prestazioni di livello, sette posti a disposizione. Forse il prezzo ne manda una ko? No! La Volvo EX90 parte da 85.250 euro, mentre la XC90 da 81.200 euro. Assolutamente similare. Parimerito. Dipende solo dallo stile di vita. Noi sceglieremo il futuro: la EX90.













